Redatto il 3 luglio, aggiornato il 5 luglio 2025
La Russia e gli USA vogliono la resa dell’ Ucraina, questo è ormai chiaro da un pò:
- La mancanza di nuove sanzioni statunitensi consente l’ingresso in Russia di beni e fondi soggetti a restrizioni. Il presidente Trump non ha emesso nuove restrizioni alla Russia quest’anno, consentendo di fatto a Mosca di acquisire il denaro e i materiali di cui ha bisogno nel suo conflitto con l’Ucraina.
- Donald Trump interrompe la consegna dell’ombrello antimissile Usa agli ucraini, un campanello d’allarme per gli europei. Le principali città saranno più vulnerabili ai bombardamenti russi a causa del congelamento degli aiuti statunitensi alle difese aeree più cruciali. Gli europei non sono in grado di riempire rapidamente il vuoto lasciato nell’arsenale di Kiev.
A parte la vicinanza politica tra Putin e Trump, che avevo già evidenziato nel primo capitolo del “Nostro uomo a Washington, Trump nelle mani dei russi”, ci sono alcuni aspetti economici e finanziari che vorrei evidenziare :
- i mercati ed i consumatori non si fidano di Donald Trump
- gli USA nel primo trimestre del 2025 sono finiti in recessione.
- gli americani devono fronteggiare il carovita (ereditato dal Covid- 19 e da Biden ma che Trump non ha assolutamente debellato)
- la politica economica su dazi e tasse retroattive ha seminato panico ed incertezza (sono stati firmati 2 accordi – con Vietnam e UK – sui 90 promessi)
- il dollaro è crollato (quasi – 14% rispetto all’euro)
- con il “Big Beautiful Bill” Trump aggiungerà – come minimo – 3 trilioni di $ di nuovo debito ad un deficit che è già mostruoso
- molti investitori in debito americano – treasury bonds – sono fuggiti ed hanno investito altrove.
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“Our Man in Washington”: Trump in the Hands of the Russians, Chapter Two
Russia and the U.S. both want Ukraine to surrender — that much is now clear.
The absence of new U.S. sanctions has allowed restricted goods and funds to flow into Russia. President Trump has issued no new restrictions against Moscow this year, effectively enabling the Kremlin to access the money and materials it needs to continue its war against Ukraine.
Trump has also halted the delivery of U.S. missile defense systems to the Ukrainians — a warning sign for Europe. Major Ukrainian cities are now more vulnerable to Russian airstrikes due to the freezing of U.S. support for critical air defenses. Europe is unable to quickly fill the gap left in Kyiv’s arsenal.
Beyond the well-known political proximity between Putin and Trump — which I highlighted in the first chapter of “Our Man in Washington: Trump in the Hands of the Russians” — there are several economic and financial issues worth noting:
- Markets and consumers do not trust Donald Trump
- The U.S. entered a recession in Q1 2025
- Americans are still grappling with high living costs, a legacy of COVID-19 and the Biden years, which Trump has done nothing to resolve
- Trump’s economic policy of tariffs and retroactive taxeshas caused panic and uncertainty (only 2 trade agreements signed — with Vietnam and the UK — out of the 90 he promised)
- The U.S. dollar has collapsed, losing nearly 14% against the euro
- With his “Big Beautiful Bill,” Trump is set to add at least $3 trillions in new debt, worsening an already massive deficit
- Many investors have fled U.S. Treasury bonds, redirecting their capital elsewhere.
Tutti gli indicatori, tranne forse quello generale del mercato del lavoro, sono negativi.
Ma poi se si approfondisce si capisce che le aziende private statunitensi stanno rallentando le assunzioni.
Non mi azzardo a fare pronostici economici ma posso semplicemente affermare che ci sarà un regime, post – sovietico, che se ne avvantaggerà, contro i nostri interessi economici e politici di europei.
🇬🇧 All indicators — except perhaps the overall labor market — are negative.
But a closer look reveals that U.S. private companies are slowing down their hiring.
I wouldn’t dare make economic forecasts, but I can say this with certainty:
there is a post-Soviet regime that will benefit from this situation — at the expense of our economic and political interests as Europeans.


