Buongiorno Giuseppe, ho appena finito di leggere il suo libro. È una storia molto avvincente, a tratti tragedia shakespeariana, a tratti cronaca e storia non solo famigliare ma italiana. Mi è capitato a volte di leggere storie famigliari: spesso diventano noiose e boriose. La sua invece mantiene ritmo ed interesse, come se fosse un po’ un giallo: vuoi vedere fino in fondo chi è il colpevole… Inoltre essendo nato nel 1966, è tutta la vita che sono cliente Esselunga e quindi le vicende che lei racconta mi svelano retroscena che certo non conoscevo. Mi son fatto l’idea che suo padre fosse una persona non certo facile, con molti limiti di mentalità e carattere: si capisce che lei è una persona diversa. Non ho figli e non ho avuto neppure un padre, ma continua a risuonarmi in testa la frase che suo padre le dice: Pensavo che ti saresti sparato… come può un padre dire una cosa del genere al proprio figlio mi risulta del tutto misterioso. Le auguro tanta serenità, lei mi sembra una brava persona.
Giordano Peyrani

