Redatto il 25 maggio 2024, aggiornato il 7 maggio 2025
Sopra la bandiera della “Grande guerra patriottica” (la seconda guerra mondiale) che verrà usata per la parata del 9 maggio, giorno di commemorazione della vittoria contro la Germania nazista, a cui sono stati invitati anche alcuni leader di paesi europei, come ad esempio il leader slovacco Robert Fico o il leader serbo Aleksander Vucic, che hanno dato la loro adesione. Vi parteciperanno anche Lula (Brasile) o Xi Jinping (Cina).
Pochi ricordano che l’URSS, prima di combattere la seconda guerra mondiale, contro i tedeschi, gli italiani ed i giapponesi, era alleata di Hitler (1939). E lo era per spartirsi la Polonia (l’Urss attaccò la Polonia 16 giorni dopo l’attacco dei nazisti, il 17 settembre 1939).
L’URSS poi attaccò anche la Finlandia ed i Paesi Baltici.
Poi Hitler decise di attaccare l’Urss (con l’operazione Barbarossa, nel 1941).
Sotto : la Polonia divisa tra URSS e Germania nazista.

Del massacro compiuto in Polonia da parte dei russi – che così decapitarono l’intellighenzia e l’esercito polacco – non ne ho letto nei libri di storia, ma me ne aveva parlato mio padre che era appassionato di Storia.
“La scoperta del massacro, avvenuta mentre Katyn’ era occupata dalle forze armate tedesche dopo l’Operazione Barbarossa, fu annunciata il 13 aprile 1943 da Radio Berlino, che ne attribuì la responsabilità ai sovietici, mentre in seguito i tedeschi [con la Gestapo ] furono accusati di aver compiuto la strage dal pubblico ministero Roman Rudenko durante lo svolgimento del processo di Norimberga, sebbene la responsabilità fosse in realtà dei sovietici.
Stalin, per ritorsione, decise la rottura delle relazioni diplomatiche con il governo polacco in esilio a Londra.
Anche dopo la sua morte, l’URSS negò le accuse, forte delle confessioni tedesche rese a Norimberga, fino al 1990, quando riconobbe l’NKVD [la polizia segreta politica : prima Ceka, poi NKVD, in seguito KGB e – oggi – FSB] come responsabile del massacro e della sua copertura“.
D’altronde la Polonia si trovava nel Patto di Varsavia e quindi l’URSS non aveva nessun interesse ad ammettere questi crimini orribili.

Katyn, il ricordo sospeso di un massacro ordinato da Stalin
Di Benoît Vitkine (Katyn (Russia), inviato speciale) Pubblicato il 3 gennaio 2024 su Le Monde
Rapporto
Una commissione parlamentare è stata incaricata di rivalutare la posizione ufficiale della Russia, adottata nel 2010, sul massacro di 4.404 ufficiali polacchi [ma anche di politici, giornalisti, professori e industriali per arrivare ad un totale di 22’000 persone ] compiuto su ordine di Stalin. L’URSS ha cercato di attribuire la colpa di questa tragedia all’esercito del Terzo Reich.
Non una nuvola o un bulldozer all’orizzonte. In questo sabato di dicembre 2023 la neve ricopre tutto: gli alberi, le tombe e le fosse comuni da cui, tra il 1941 e il 1943, furono riesumati i corpi di circa 4.404 ufficiali polacchi, giustiziati ai piedi dei pini, nella foresta di Katyn. La neve dona addirittura ulteriore dignità al luogo situato non lontano dalla città russa di Smolensk, molto vicino al confine con la Bielorussia. Soffoca l’eco delle minacce provenienti da Mosca, il tumulto di un Paese impegnato in una revisione totale della sua storia.
La visita guidata al memoriale offre un resoconto impeccabile della “tragedia” di Katyn, come la descrive la guida, Irina Popovitch. Della responsabilità dell’Unione Sovietica (URSS), della spartizione della Polonia tra Terzo Reich e URSS, nulla viene nascosto, fino alle varie manipolazioni della parte sovietica, alla fine della guerra, per attribuire la responsabilità del massacro sulla Germania nazista – uno dei quali era quello di vestire i cadaveri con abiti invernali nel tentativo di cambiare la presunta data del crimine, commesso nell’aprile-maggio 1940.
Questo rigore storico è notevole, in un Paese in cui l’evocazione del protocollo segreto del patto Molotov-Ribbentrop del 1939 può portare a un procedimento penale per “riabilitazione del nazismo”. “Sempre più visitatori si ribellano alla nostra storia “, osserva la signora Popovitch , che lavora per il “complesso commemorativo di Katyn ” dal 2013 . Alcuni continuano a dare la colpa ai tedeschi; altri chiedono: “E forse a noi polacchi non hanno fatto niente?”…”
Queste ultime giustificazioni mi ricordano le frasi per discolpare gli attacchi della Russia all’Ucraina:
“Eh ma la Nato.. “, “Eh ma i morti del Donbass..”.
Su Katyn esiste un bellissimo film di Andrzej Wajda che fotografa molto bene un paese, la Polonia, schiacciato tra due dittature sanguinarie.
Una parte dell’intellighenzia polacca- i professori universitari – verranno internati nei campi di lavoro tedeschi, mentre gli ufficiali polacchi verranno trucidati con un colpo di pistola alla nuca dai sovietici.
Si tratta di una docu- fiction : un film storico ben documentato, dove si sono vari spezzoni storici che rievocano la strage, la propaganda martellante di Stalin e la contro propaganda dei nazisti che- dopo il 1941 – sono diventati nemici dell’URSS e vogliono attribuirgliela.
Il film fa capire la totale somiglianza dei due regimi : menzogne, ambiguità, ipocrisia, violenza dei due stati, accomunati dal totalitarismo.
La Germania aveva aderito alla convenzione di Ginevra del 1929 sui prigionieri di guerra ma la rispettava “quando voleva”, l’URSS non vi aveva aderito, tenendosi le “mani libere” e facendo quel che le pareva.

Ci sono anche quei famosi bulldozer: due colonne partite il 10 aprile 2022 dalla città vicina si Smolensk, per fermarsi all’entrata del complesso, con le ruspe con le pale alzate davanti al memoriale con minacce appena velate sputate dai megafoni: “Potremmo distruggere tutto ma non siamo dei nazisti”. “Un’iniziativa privata” hanno detto i media , ma che la dice lunga sull’atmosfera. E sulla riscrittura della storia sulla quale si è impegnato il presidente Vladimir Putin, che non tollera nel racconto nazionale che alla gloria del martirio si aggiunga l’ebollizione della guerra in Ucraina.
Questa svolta ostile dei trattori che mostrano delle bandiere russe e degli autoadesivi con sopra la “Z” dell’ ”operazione militare” russa interveniva qualche giorno dopo la scoperta dei corpi dei civili uccisi a Bucha, in Ucraina, al nord di Kiev – un altro massacro per il quale Mosca, messa sotto accusa, denuncia una manipolazione straniera, soprattutto dei “servizi segreti occidentali”.
Qualche giorno dopo, a giugno 2022, la bandiera polacca piantata all’entrata del complesso è stata tolta senza preavviso. Decisione del ministero della cultura, sostenuta del sindaco di Smolensk: “non può esserci una bandiera polacca su un monumento russo (…) Katyn è una storia russa”.
Questi incidenti non sono nulla paragonatii di quel che ci si aspetta al memoriale. Il 9 novembre 2023, il presidente della Duma (l’equivalente della Camera del Parlamento), Vjaceslav Volodin, ha incaricato una commissione parlamentare di rivalutare la posizione ufficiale dell’istituzione sulla tragedia – e attraverso questa – la posizione della Russia.
Concretamente, si tratterebbe di tornare sulla dichiarazione del 2010 che riconosce che “il crimine di Katyn è stato perpetuato su ordine diretto di Stalin e di altri dirigenti sovietici”.
Si tratta dell’atto ufficiale più importante emesso dalle autorità russe per riconoscere la responsabilità dell’Urss , dice lo storico Alessandro Gurianov.
Ma sicuramente non verrà preso in considerazione perchè Putin ha iniziato a riscrivere la storia tanti anni fa rivalutando Stalin.
E la tragedia di Katyn è praticamente sparita dai manuale scolastici in Russia, dove , ormai, ci si occupa di più di addestramento militare che di studiare.
La conferma di questa politica è arrivata con la guerra contro l’Ucraina. Putin è il successore di Stalin che nega Katyn come nega l’Holomodor.
I polacchi non dimenticano il loro passato!
Sotto : il memoriale inaugurato nel 2000

Allegato : AI Overview sui morti in Polonia
L’invasione della Polonia da parte di Germania e Unione Sovietica nel 1939, che segnò l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, causò un numero elevato di vittime tra la popolazione civile e le truppe militari. Le stime indicano circa 5 milioni di morti in totale, tra cui 3 milioni nel territorio polacco attuale e 2,3 milioni nelle aree annessi all’URSS.
Elaborazione:
L’invasione, guidata da Germania e Unione Sovietica, non fu un semplice conflitto militare, ma un evento che scatenò una lunga e devastante guerra che colpì profondamente la Polonia.
Morti militari:
- Polonia: I polacchi ebbero circa 65.000 morti e 130.000 feriti durante l’invasione iniziale.
- Germania: Le truppe tedesche ebbero circa 45.000 morti e feriti.
- URSS: I sovietici ebbero circa 737 morti e 1.862 feriti durante l’invasione iniziale.
Morti civili:
- Le stime indicano che più di 2 milioni di persone morirono nei territori polacchi annessi all’Unione Sovietica.
- Nel territorio polacco attuale, il numero di vittime civili raggiunse i 3 milioni.
- Inoltre, 150.000 civili polacchi furono mandati nei campi di lavoro in Germania, mentre tra i 50.000 e i 60.000 furono inviati a morte nei campi di concentramento, come riportato da Wikipedia.
Prigionieri di guerra:
- Circa 400.000 soldati polacchi furono fatti prigionieri dai tedeschi.
- Le morti tra i prigionieri di guerra ammontarono a 250.000 unità, con 120.000 in Germania e 130.000 nell’URSS.
Altre perdite:
- Si stima che il genocidio dei rom (porajmos) in Polonia abbia causato 35.000 vittime.
- I massacri dei polacchi in Volinia tra il 1943 e il 1944 causarono circa 100.000 morti, secondo Wikipedia.
- Inoltre, 150.000 civili furono inviati in Germania nei campi di lavoro, mentre altri 60.000 furono inviati nei campi di concentramento e sterminio, come riportato da Wikipedia.
In sintesi, l’invasione della Polonia e la successiva occupazione da parte di Germania e URSS furono eventi estremamente devastanti, con milioni di morti e prigionieri, segnando l’inizio di un lungo periodo di sofferenza e distruzione per la Polonia e l’Europa.
Sotto : alcuni fotogrammi del film Katyn di Andrzej Wajda

