Palazzo Reale, Milano 11 ottobre. Aggiornato l’11 novembre 2024
Ne approfitto per aggiungere il post du Francesco Chironi su LinkedIN :
𝐑𝐄𝐓𝐀𝐈𝐋 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋’𝐄𝐒𝐓𝐄𝐑𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐄𝐑𝐕𝐄𝐍𝐔𝐓𝐎 : 𝐔𝐍’𝐎𝐂𝐂𝐀𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐀, 𝐒𝐈 𝐏𝐔𝐎’ 𝐑𝐈𝐌𝐄𝐃𝐈𝐀𝐑𝐄 ?
Milano, Palazzo Reale. Protagonisti di sicura autorevolezza, per quanto sinora fatto nelle rispettive esperienze professionali, dibattono amabilmente offrendo “a gratis” preziosissimi spunti all’intero panorama del retail alimentare: sono Giuseppe Maria Giorgio Caprotti, Mario Gasbarrino e Lorenzo Zurino Jr.
Ne registro alcuni :
- 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐚𝐭𝐮𝐫𝐨 , nuove aperture a saldo zero. Catene di dimensione interregionale, il più delle volte interprovinciale.
- 𝐏𝐨𝐜𝐡𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐩𝐮𝐫𝐢 , diffusa gestione padronale, il più delle volte associati in gruppi d’acquisto a grattare scontistica sui volumi.
- 𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢 pieno di italiani che consumano italiano, lo cercano e lo pagano profumatamente presso le più varie occasioni di ristorazione o acquistando laddove si offrano prodotti provenienti dall’Italia.
𝐍𝐎𝐍 𝐄𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄 𝐔𝐍 𝐅𝐎𝐑𝐌𝐀𝐓 𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀𝐍𝐎 𝐀𝐋𝐋’𝐄𝐒𝐓𝐄𝐑𝐎, Eataly non rappresenta quello che immagino, per una questione di assortimento e di prezzi.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄?
👉Un’idea, un progetto, un FORMAT: eppure in casa abbiamo già esempi di prototipi da perfezionare, magari unire, e di organizzazioni già idonee a supportare lo sviluppo all’estero. Penso al Viaggiator Goloso (Unes) prima maniera, ai marchi e format di Esselunga, a Gastronauta, a Cortilia, a tutto ciò che è alimentare gourmet, di rapporto qualità prezzo misurato, ottimo e accessibile
👉SPIRITO imprenditoriale ILLUMINATO, aperto, innovatore, carico di energia, magari accompagnato da mentori di spessore : non faccio nomi, in casa nostra li abbiamo.
👉Ferrea LOGICA RETAILER: si esporta UN PACCHETTO COMPLETO, univocamente identificabile e NON singoli prodotti a caso in competizione con l’industria, consapevoli che il successo del retailer richiede VOLUMI E CONVENIENZA, che al cliente occorre regalare l’accesso a ciò che altrimenti non potrebbe, RENDERE ACCESSIBILE L’IRRAGGIUNGIBILE
👉Un DEPOSITO attrezzato per iniziare, una logistica ben organizzata, un’acquisizione per continuare
👉Un INVESTIMENTO LIMITATO per l’avvio, e apertura al finanziamento terzo per proseguire, anche attraverso la borsa, con attenzione al mantenimento del controllo ma senza l’obbligo di possedere il 100% dell’azienda.
👉Prendere coraggio dai numerosi esempi esteri di colossi creati in soli pochi lustri e dall’enorme potenziale di mercato
👉Una MENTALITA’ MANAGERIALE a governare l’idea, project management e organizzazione, uno staff gestionale di livello a supporto
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐌𝐀𝐍𝐂𝐀 ?
Proprio niente! A mio parere in Italia c’è già tutto per provarci, a parte 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎. Attenti, però : il tempo per provarci non è infinito.
Leggi in proposito : I 500 migliori negozi online : nessuno della GDO italiana, a parte Eataly e Amazon. E il ragionamento fatto per Coop e Conad vale anche per altri, come Vegè, Crai e Selex. Sulla catena di discount fondata con Esselunga e citata nel mio intervento leggi qui.
Grazie a Lorenzo per l’opportunità
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Sotto una mia risposta chiarificatrice ad un commento su Instagram. Alcuni concetti espressi in questa conferenza li trovi qui, in questa presentazione per Banca Generali o in questo articolo : Il nanismo della gdo italiana, Caprotti: “Coop e Conad non esistono”.




















