Redatto il 6 aprile 2024, aggiornato il 20 febbraio 2025 . Sopra : cover del 2022
Al terzo posto, sempre secondo Gfk, ci sarebbe Coop, mentre al quarto si trova Gruppo VéGé…
ll Dg di Selex Maniele Tasca, intervistato nei giorni scorsi da Alimentando, aveva dichiarato in proposito:
“Più che essere leader, ci interessa affrontare al meglio il 2024. E purtroppo le previsioni per l’anno in corso non sono positive, quindi siamo concentrati prima di tutto su come far fronte alle criticità del periodo“.
La quota di mercato di questi consorzi è importante ma Maniele Tasca ha ragione : il peso delle insegne conta per i contratti con le grandi marche e per il marchio privato. E la quota di mercato di discount è passata dal 18,9% del 2019 al 23% del 2023 (Fonte).
La sfida più grande non è essere primi o secondi come quota di mercato della GDO, ma arginare i discount e difendere i margini, a fronte di una congiuntura economica non proprio brillante.
I discount negli ultimi anni si sono mostrati più abili nel fornire risposte adeguate alle tasche dei consumatori svuotate dall’inflazione e sono stati più redditizi e hanno visto i loro volumi riprendere a crescere (+2,4% nel 2024).
Nella GDO tradizionale, invece, se tra il 2019 e il 2022, le vendite delle insegne della GDO sono aumentate del 20,4% con un tasso medio annuo del 6,4%, l’ebit margin (indicatore dell’attività caratteristica e della reddittività rispetto al fatturato) nell’ultimo anno considerato è sceso all’1,9% dal 2,2% del 2021, dopo aver raggiunto il picco nel 2020 (2,6%).
Per quanto riguarda la “galassia Coop“: Il prestito soci del sistema Coop segna un’ulteriore decrescita dagli 8 miliardi del 2019 ai 7,7 miliardi del 2022 (Fonte).
Nella realtà la situazione è ancora più complessa ed è ben descritta in “Nel carrello della spesa la battaglia è sul prezzo. Insegne GDO in affanno” che, per ora, si trova solo in edizione cartacea su Retail & Food di marzo 2024. Sotto ne trovate un pezzo.

In parte ne avevo già scritto in : Aldi subentra a Bennet in Viale Monza a Milano: cosa significa?
Ma Adriano Lovera, di Retail & Food, completa il quadro :
“I vari Tigros, Iperal, Aldi, sono sempre più aggressivi e rosicchiano “spese” , se non interamente ai clienti, anche nei territori forti, a partire dalla Lombardia.
Discount e franchisee spuntano come funghi e rispondono alle esigenze di una spesa mordi e fuggi come quella di oggi. Uno scenario in cui la tessera dei funti fragola [Fidaty] non basta più. persino l’online non garantisce più successo.
Perchè se in certe zone d’Italia la spesa digitale non conta nulla, anche nella “evoluta” Milano, dove l’online è forte, c’è comunque una concorrenza spietata. meglio due spesine con Glovo e JustEat, che arrivano in mezz’ora, piuttosto dello “spesone” di Esselunga, che però programmo due giorni dopo.
Non è un caso che Carrefour abbia da poco rinnovato e rinforzato l’accordo con JustEat (alla faccia del delivery che doveva essere morto)…”.
Ovviamente siamo in un quadro non semplice, dove i volumi calano da tre anni a questa parte e dove, nella GDO, cresce solo il marchio privato che ha raggiunto il 31,5% di quota all’interno delle vendite delle varie insegne (discount esclusi) ma dove le imprese medie, più agili e flessibili, sembrano poter primeggiare ( e GDOWeek sembra confermare questa nostra opinione).
Altro che primo o secondo posto nella classifica dei consorzi!
Leggi anche “Conad e Selex a confronto (2024)”, dove concludo che paragonarle non ha alcun senso.
Il raffronto va bene per i convegni e i post su LinkedIN, poi però c’è la realtà delle imprese, che non sono nazionali, ma piccole e locali.


