Allarme siccità in Kenya: la foto choc di sei giraffe morte simbolo di un’Africa assetata

L’autorità di gestione della siccità in Kenya stima che circa 2,1 milioni di persone stanno patendo la fame a causa della grave siccità in metà del Paese. Nel contempo alcune aree del Kenya stanno registrando le più forti precipitazioni degli ultimi decenni. Per l’Onu, al momento ci sono ancora 2,9 milioni di keniani che necessitano di assistenza umanitaria urgente.

Ferrero dice : “ti amo Italia”. Io dico “Se è vero dimostramelo”

preoccupazione sul fatto che il Lago di Bolsena rischia di fare la fine di quello di Vico … I fosfati e gli azotati che hanno raggiunto le acque del lago hanno innescato un fenomeno di eutrofizzazione: l’arricchimento del bacino idrico in sali nutritivi ha fatto sì che l’alga rossa si sviluppasse a dismisura riducendo l’ossigeno e dando luogo alla produzione di microcistine tossiche e cancerogene.

Flash — Acqua e PNRR

sono previsti 4,38 miliardi di euro per acqua e tutela del territorio e per la gestione del patrimonio idrico. In questo quadro sono compresi i tanti aspetti ancora critici del sistema: infrastrutture, riduzione delle perdite di rete e investimenti sull’agrosistema irriguo per salvare le colture con il Piano invasi. Questo Piano è stato proposto da Coldiretti per risparmiare acqua e contrastare il dissesto idrogeologico di fronte ai cambiamenti climatici, che negli ultimi dieci anni hanno provocato danni per 14 miliardi di euro alle produzioni e alle infrastrutture agricole. Rinnovabili.it

Flash — Francia : l’origine francese sulle etichette del cibo minacciata

Dopo gli interventi di Lactalis, si discute una seconda legge che (EGalim2) che tenderebbe ad annacquare l’origine del cibo. Le Monde

Sotto :  l’attuale etichetta molto ambigua del burro Président, di Lactalis : al di là dell’origine della crema cosa vuol dire “impresa famigliare francese”?. Chi vede solo la bandierina potrebbe pensare che la crema è di origine non UE ma francese.

Proposta Ue per abbassare il grado alcolico: sì all’acqua nel vino

Finora infatti le bevande dealcolate erano considerate come una categoria a parte che in nessun caso potevano essere confuse col vino. Nel documento Ue invece si parla dell’ipotesi di ridurre l’alcol come di quella di aggiungere acqua come di una “pratica enologica”. Ovvero una tecnologia che una volta approvata diventa utilizzabile su tutto il territorio Ue bypassando i limiti previsti dai disciplinari di produzione che invece hanno sempre svolto la funzione di frenare derive qualitative