Martedì 11 Febbraio 2025
Giuseppe Caprotti arriva in Campania per presentare il suo libro “Le ossa dei Caprotti”, con due appuntamenti in programma, che consentiranno all’autore di dialogare con esponenti del mondo culturale e giornalistico. Il primo incontro si terrà mercoledì 12 febbraio alle ore 20, presso l’hotel Habita79 a Pompei.
Giuseppe Caprotti sarà ospite di Nicola Ruocco, fondatore e direttore de “Gli Incontri di Valore”, un salotto letterario a Pompei, per un confronto sulla memoria familiare, sull’etica imprenditoriale e sul rapporto tra passato e presente nel mondo degli affari.
Il secondo incontro invece, si terrà giovedì 13 febbraio, alle ore 18.30 al Tennis club Napoli. Sarà un dialogo a più voci con Antonio Galdo, giornalista e scrittore, e Roberto Napoletano, direttore de Il Mattino. Un’occasione per approfondire il racconto di una famiglia e di un paese, tra crescita, crisi e trasformazioni.
Con “Le ossa dei Caprotti”, edito da Feltrinelli, per la prima volta Giuseppe Caprotti, allontanato dall’azienda nel 2004 dopo essere entrato al suo ritorno dagli Stati Uniti nel 1989, dopo molti anni di silenzio, espone la sua verità.
Nel libro si parla dei protagonisti della prima rivoluzione industriale, i Caprotti, che passano dall’essere proprietari agricoli a diventare mercanti-imprenditori, con la produzione dei tessuti filati nelle case dei mezzadri e dei braccianti che lavorano sui loro terreni.
Si parla quindi dei successi familiari, è però solo un secolo dopo che il nonno Giuseppe Caprotti, detto Peppino, forte dei finanziamenti americani del piano Marshall e delle sue capacità, fa la fortuna della famiglia. Quel patrimonio, verrà usato dai fratelli Caprotti e la loro madre, che la useranno per partecipare alla fondazione della Supermarkets Italiani, oggi Esselunga, acquisendo in seguito la maggioranza. L’autore ripercorre la storia dell’attuale azienda che trova il suo punto di partenza nella visione del magnate americano Nelson Rockefeller, che ha una concezione degli affari conservatrice ma anche politica e sociale. Nel dopoguerra Rockefeller costituisce la Ibec, società che aveva “come obiettivo l’apertura di nuove attività imprenditoriali nei paesi in via di sviluppo”. James Hugh Angleton, padre di uno dei più leggendari agenti della Cia avrà un ruolo importante nelle scelte italiane di Rockefeller.
“Le ossa dei Caprotti” non è solo la storia di Esselunga. È il ritratto di più di tre secoli di storia italiana, con delle “ingerenze” americane. Ci sono “tutti”, in una grande famiglia allargata: da Giuseppe Caprotti, primo industriale, a Peppino Caprotti, nonno dell’autore, artefice dell’ascesa economica e sociale della famiglia nel dopoguerra, a Marco Brunelli, trait d’union tra Rockefeller con i soci italiani e primo presidente della Supermarkets Italiani. C’è Guido Caprotti protagonista di questa avventura: lui e Brunelli, dopo aver dato il via a Esselunga, fonderanno poi anche la GS, una delle catene italiane più importanti.
E c’è naturalmente Bernardo, che con una serie di manager di fiducia, sarà il personaggio principale degli anni’ 60, ’70 e ’80. Si arriva infine ai figli di Bernardo, Giuseppe e Violetta, protagonisti delle grandi innovazioni degli anni ’90 e degli inizi degli anni 2000. Dai superstore al bio e all’e-commerce, passando dalla Fidaty per arrivare alle pubblicità storiche come: “John Lemon”, “Scienziato o Cipolla”, “Aglio e Olio”, “Porro seduto”.
Nel libro vengono ricostruite anche faide familiari, ricorrenti e dolorose. Fra queste, le più drammatiche sono quella del bisnonno Bernardo contro il fratello Emilio, quando i Caprotti erano industriali del cotone. Un altro conflitto poi quella del padre di Giuseppe, Bernardo, con i fratelli Guido, Claudio e la mamma Marianne. E infine il contrasto tra lo stesso Bernardo e i figli Giuseppe e Violetta. Conflitti, questi, mai risolti, di cui infatti l’autore parla con dispiacere.
Oggi Giuseppe Caprotti, è presidente della Fondazione Guido Venosta. La Fondazione è nata il 27 giugno 2000 e onora la memoria di Guido Venosta, promuovendo e contribuendo all’educazione del pubblico verso i ideali culturali e di solidarietà.
Guido Venosta, nonno dell’autore, è stato uno degli artefici dell’Airc, Associazione italiana per la ricerca sul cancro, che ha gestito dal 1966 al 1996. La Fondazione si muove lungo quattro linee direttrici: tutela della salute, ricerca scientifica, promozione della cultura e solidarietà. Dopo il dolore quindi, l’impegno sociale.
Sotto una delle pubblicità dell’Armando Testa citate nell’articolo.


