Redatto il 27 febbraio 1987, aggiornato il 27 agosto 2024.
Incontrai Scalfari ad una cena da mia madre, Giorgina Venosta.
Il suo compagno, e futuro marito, Aldo Bassetti, era stato un socio della prima ora de l’Espresso e poi di Repubblica.
All’epoca della cena da mia madre era ancora consigliere di amministrazione di Repubblica. E in casa non si diceva Scalfari ma si citava “Eugenio”.
Parlammo tutta la sera e mi permisi di scrivergli qualche giorno dopo.
Ed ecco sotto la cortese risposta di Scalfari, ad un ragazzo di 26 anni: “Ricordo benissimo le osservazioni molto acute ed informate che lei fece”.
Scalfari non era amato da mio padre, Bernardo Caprotti, che gli preferiva Indro Montanelli (trovate tutta la vicenda a pg. 88 e 89 del mio libro, “Le Ossa dei Caprotti”).
Scrissi ad entrambi a proposito di economia, giornalismo e storia.
Caso unico e raro in Italia ho letto per anni sia Repubblica che Il Giornale.

Sotto una fotografia storica :
da sinistra a destra, Carlo Rognoni, allora direttore di Panorama; Mario Formenton, presidente di Mondadori; Emilio Fossati, direttore generale di Mondadori; Aldo Bassetti; Simonetta De Benedetti, allora moglie di Scalfari; Gianni Rocca; Gianpaolo Pansa ed Eugenio Scalfari ad un brindisi per la fondazione di Repubblica nel 1975. Grazie a Guido Barendson.


