Nella foto di Sebastiao Salgado : sciamano Yanomami . Redatto il 1° maggio 2022, aggiornato il 3 maggio 2025
Come faccio spesso prendo spunto da più articoli per farvi presente alcune notizie con i miei pensieri. Il primo articolo è questo del 15 marzo marzo 2022 ( e nonostante sia in francese può essere tradotto a richiesta ) :
Nuove minacce all’Amazzonia brasiliana
“Mentre la deforestazione ha raggiunto livelli record a febbraio, il governo vuole approvare una legge che consenta lo sfruttamento delle risorse nei territori indigeni”.
Il secondo è questo che ho trascritto :
Amazzonia, le miniere d’oro che portano distruzione e violenza nelle riserve indigene
13 Aprile 2022
Nell’Amazzonia brasiliana continuano le devastazioni causate dalle miniere illegali d’oro. Non solo inquinamento ambientale ma violenze e abusi sulle popolazioni indigene. Una filiera sporca che arriva anche in Italia
Nonostante le drammatiche conseguenze su ecosistema e su popolazioni locali, aumenta in Brasile l’estrazione illegale di oro. In particolare, ad essere cresciuto in maniera record è l’estrazione dalla più grande riserva indigena del Brasile. A dirlo è un nuovo rapporto della Hutukara Yanomami Association (Hay), che contiene resoconti agghiaccianti di abusi da parte dei minatori, tra cui estorsioni sessuali a donne e ragazze.
Numeri preoccupanti
L’area delle miniere illegali si trova nella riserva della popolazione indigena Yanomami nella foresta pluviale amazzonica, ed è aumentata del 46% nel 2021, arrivando a 3.272 ettari (8.085 acri). Si tratta del più grande aumento annuale dall’inizio del monitoraggio nel 2018. Il rapporto è basato su immagini satellitari e interviste agli abitanti.
L’esplosione delle malattie e il consumo della foresta
“Oltre a deforestare le nostre terre e distruggere le nostre acque – scrivono gli autori del rapporto – l’estrazione illegale di oro e cassiterite (un ingrediente primario della latta, ndr) nel territorio degli Yanomami ha portato un’esplosione di malaria e altre malattie infettive… e una spaventosa ondata di violenza contro gli indigeni”. A fare aumentare vertiginosamente le estrazioni minerarie in Amazzonia, dove sono andati distrutti in fumo 125 km quadrati di territorio verde, il fatto che i prezzi dell’oro sono aumentati negli ultimi anni.
Abusi e violenze sulla popolazione
Nella riserva degli Yanomami, i minatori illegali con legami con la criminalità organizzata sono accusati di numerosi abusi nelle comunità indigene, incluso l’avvelenamento dei fiumi con il mercurio utilizzato per separare l’oro dai sedimenti e talvolta attacchi mortali ai residenti. Tra i racconti quelli di minatori che somministravano alcol e droghe agli Yanomami, quindi abusavano sessualmente e violentavano donne e ragazze. Gli Yanomami hanno detto che i minatori spesso chiedevano sesso in cambio di cibo. Secondo quanto riferito, un minatore ha chiesto un “matrimonio” organizzato con una ragazza adolescente in cambio di “merce” che non ha mai consegnato. Hay ha parlato di “un clima di terrore e paura permanente”.
Bolsonaro spinge per legalizzare le estrazioni di oro nelle riserve
Il rapporto arriva a quando il presidente brasiliano Jair Bolsonaro sta spingendo la legislazione affinché venga legalizzata l’attività mineraria nelle terre indigene. In Generale, come raccontiamo nel numero di aprile del Salvagente, se sui diamanti “insanguinati” si è molto scritto negli anni, dell’oro, invece, si sa poco. Se pensiamo alla filiera di produzione del metallo più prezioso al mondo, con buona probabilità ci verranno in mente immagini romantiche dei cercatori che setacciano un fiume nel Far West in attesa di qualche pepita. Invece, nella realtà, quello che porta a fedi, anelli e altri manufatti in oro, è un processo in cui la violenza e la sopraffazione, così come gli effetti devastanti sull’ambiente, sono purtroppo più frequenti di quanto si immagini.
Sotto : le mani di un cercatore d’oro

La seconda fonte su questo argomento è Le Monde di cui, però, purtroppo, non ho trovato l’articolo in rete. La versione cartacea ha come titolo: “Les indigènes du Brésil font entendre leurs voix” ( Le Monde 15 Aprile 2022).
L’immagine in fondo all’articolo (AFP) è tratta da altri pezzi di giornali francesi che parlano della manifestazione permanente che gli indigeni del Brasile stanno portando avanti dal 4 Aprile 2022, a Brasilia. Si tratta della 18esima edizione dell’accampamento di Terra Libera che riunisce 8’000 indigeni di circa 200 popoli indigeni riuniti nell’Associazione dei popoli indigeni del Brasile (APIB).
L’APIB si è riunita per opporsi ai progetti di legge di Jair Bolsonaro che favorirebbero la ricerca dell’oro illegale.
I popoli indigeni rappresentano l’1% della popolazione ma detengono il 13% del territorio del Brasile.
Il governo vorrebbe rendere la ricerca dell’oro legale . E il popolo Yanomami , che vi si oppone ,è seriamente preoccupato innanzitutto perchè : ” ci sono circa 20’000 ricercatori illegali che provocano una malnutrizione inedita nei nostri bambini. E’ semplice, non abbiamo più proteine da dargli perchè l’inquinamento da mercurio , usato per l’estrazione dell’oro uccide la fauna”.
Secondo il rapporto degli Yanomani già citato sopra : “abbiamo denunciato questa situazione presso tutte le autorità possibili ma non fanno niente, anche se ci sono tutte le prove”. In effetti le foto lasciano pochi dubbi : ci sono le piste di atterraggio, gli accampamenti dei ricercatori d’oro, tutti i buchi nella foresta, banchi di pesci morti e bambini denutriti.
L’inquinamento subito dal popolo Munduruku che vive nel sud della foresta dell’Amazzonia è stata documentata dal centro di ricerca medica Fiocruz. Su queste terre indiane i cercatori d’oro avrebbero sversato più di 7 milioni di tonnellate di residui tossici nel fiume Tapajos.
“Sappiamo che il corso dell’oro è la ragione di questa rincorsa alla sua ricerca. E vorremmo responsabilizzare i paesi che comparno l’oro in Brasile, perchè è estratto illegalmente dalla nostra Amazzonia” denuncia la leader Alessandra Korap Munduruku.
Il Canada, la Svizzera e la Gran Bretagna sono indicati come i massimi importatori. …
E la deforestazione record è sempre più visibile.
L’Amazzonia corre verso il punto di non ritorno
L’unica speranza è che cambi l’esecutivo a seguito delle prossime elezioni che si terranno a gennaio 2023.
L’altra grande minaccia per l’Amazzonia è l’agribusiness : soia e carne, come dimostra il caso della bresaola made in Italy, fatta con animali provenienti dal Brasile.
Sulla soia puoi leggere questo articolo.
L’agricoltura del Brasile da da mangiare a 800 milioni di persone. Per dare un metro di paragone l’Ucraina ne nutre 400 milioni.
Nel 2021 , secondo la Chiesa cattolica, sono stati uccisi almeno 100 indios Yanomami in Brasile.
Leggi anche :
- Amazzonia : viene distrutta , con la benedizione di Jair Bolsonaro, con 1200 piste di aereo illegali
- Brasile : Lula contro Bolsonaro . La sfida che ci riguarda
- Amazzonia, gli indios rischiano di essere annientati
- Sembra che Lula se ne stia occupando. Leggi anche Lula takes action to end gold mining in Indigenous Yanomami territory
- Ma la deforestazione, ad oggi, è il 46% in più del 2022
Sotto : la storia, pubblicata su Sette del 1° luglio 2022, di Bruno Pereira e di Dom Philips, due ambientalisti (il primo era antropologo, il secondo giornalista) uccisi da pescatori di frodo sul fiume Itaquaì, in Amazzonia.
La storica e conduttrice tv Fiona Watson ha detto in merito : ” considero il presidente Bolsonaro responsabile, a causa delle sue politiche e del suo incitamento all’odio e al razzismo” e anche ” i territori indigeni sono diventati simili a zone di guerra“.
Nota finale : nonostante il cambiamento di governo, in Brasile – nel 2024 – non è cambiato assolutamente nulla :
In Brasile, la delusione dei popoli indigeni per la politica di Lula
Gli indigeni sono 1,7 milioni, divisi in 33 territori amministrativi, di cui 23 attendono ancora la ratificazione (Le Monde 29 aprile 2024).
Il popolo più minacciato rimane quello yanomami, 363 morti nel 2023, dovuti a malattie e malnutrizione.
Sotto : indigeni partecipanti al campo Terra Libera manifestano a Brasilia il 13 Aprile 2022.


