Redatto il 5 aprile, aggiornato il 30 maggio 2025
L’aver visto “lontano” ed averlo potuto descrivere, almeno in parte, nel mio libro “Le ossa dei Caprotti” (a pagina 244, 245, 246 e 247) mi da soddisfazione.
Per essere più precisi :
1) alla fine degli anni ’90 nei supermercati con una metratura ridotta (1500 mq. circa) il format più redditizio.
A pagina 247 scrivevo “Gli avevo anche mostrato il conto economico del nostro negozio più profittevole, che aveva 1500 metri quadri di superficie (mi riferivo al nostro Esselunga di Sesto San Giovanni che mio padre, successivamente al 2004, ha venduto a Carrefour).
2) avevo prefigurato la trasformazione dei supermercati più piccoli di Esselunga in “Esselunga Sottocasa“.
Ne avevo immaginati 83.
Oggi ce ne sono ancora 7.
Modestamente, pur avendo fatto i superstore con mio padre, qualche anno dopo, avevo capito che il mercato stava cambiando (+ single, popolazione anziana in crescita, etc.).
Questo articolo, scritto da Andrea Meneghini, conferma che la mia visione era esatta.

Prossimità moderna: perché i supermercati di medie dimensioni trainano il mercato?
Uno studio su oltre 8 mila bilanci di esercizio mette in evidenza l’evoluzione del mercato della prossimità. I dati spiegano che oggi non è una questione di capacità attrattiva dei discount rispetto ai supermercati. Pertanto è doverosa una rilettura totale dei comportamenti al consumo perchè, numeri alla mano, i supermercati di dimensioni medie ed i discount di uguali dimensioni, performano alla stessa maniera.
Negli ultimi anni, il concetto di prossimità nella GDO ha subito una profonda trasformazione, ridefinendo le caratteristiche e i formati dei punti vendita.
Tradizionalmente associata ai piccoli negozi di quartiere, la prossimità oggi si estende anche a formati più ampi, con superfici comprese tra gli 800 e i 1.500 m². Questi punti vendita vengono considerati appunto “di prossimità” non più esclusivamente in base alla distanza pedonale, ma anche alla loro accessibilità in un raggio di 5 minuti d’auto. Ciò ha portato alla diffusione di supermercati di medie dimensioni in contesti urbani e semi-urbani, rispondendo alla crescente richiesta di convenienza, assortimento e velocità negli acquisti.
I discount sono i grandi protagonisti di questo formato, e non è un caso se hanno quasi raddoppiato la loro quota di mercato in poco più di 10 anni, passando dal 12,6% del 2011 al 21,9% nel 2022. Questa dinamica ha avuto un impatto significativo sulla distribuzione del settore. Ma non sono i soli a cambiare le regole del mercato. In generale supermercati e i discount con metrature superiori agli 800 mq stanno progressivamente erodendo lo spazio dei formati più piccoli.
La direzione del settore sembra ormai tracciata, si prevede nel prossimo futuro un’ulteriore espansione dei formati di medie dimensioni (800-1.500 mq), grazie alla loro capacità di coniugare ampiezza dell’assortimento, convenienza e accessibilità e nei punti vendita di prossimità crescerà l’attenzione verso prodotti locali e freschi, rispondendo così alla domanda di qualità e sostenibilità da parte dei consumatori.
In questo articolo, grazie al lavoro prodotto dall’Ufficio Studi di GDONews, tracceremo uno stato dell’essere di questo formato, il più importante in termini di fatturato, e faremo una foto delle “forze in campo”.
Per comprendere l’importanza dimensionale della nuova prossimità – ovvero i formati di vendita compresi tra 800 e 1.500 metri quadrati – basta considerare alcuni dati significativi. I negozi di ultra-prossimità, quelli con una superficie fino a 400 metri quadrati, secondo gli ultimi bilanci disponibili, hanno generato un fatturato di 15,3 miliardi di euro. Il formato immediatamente successivo, la prossimità classica o storica (400-800 metri quadrati), ha registrato un fatturato complessivo di 23,2 miliardi di euro.
Il dato più interessante, però, riguarda la cosiddetta “prossimità moderna”, ovvero i supermercati e i discount con metrature comprese tra 801 e 1.500 metri quadrati. Questa categoria, secondo gli ultimi bilanci consolidati, ha raggiunto un fatturato pari a 40 miliardi di euro. Un valore che non solo è nettamente superiore agli altri formati, ma che conferma in modo inequivocabile come sia proprio in questa fascia dimensionale che si stia giocando la partita più importante all’interno della grande distribuzione organizzata.
Un altro aspetto cruciale è quello della crescita. Se la media del mercato ha registrato un incremento intorno al 7%, i formati distributivi compresi tra 801 e 1.500 metri quadrati hanno mostrato, negli ultimi due bilanci, un trend di crescita vicino al 10%, dunque sensibilmente superiore alla media del settore.
Analizzando più nel dettaglio la composizione di questi 40 miliardi di euro, emerge che i supermercati tradizionali contribuiscono per 23,1 miliardi di euro. La loro crescita si attesta al 9,5%, un dato che si avvicina molto alla media complessiva del segmento, inclusi i discount. Questi ultimi, che nella stessa fascia dimensionale generano un fatturato di 16,8 miliardi di euro, hanno invece registrato una crescita del 10,2%.
In sintesi, all’interno di questo segmento di mercato – il più rilevante in termini di fatturato per l’intero settore della GDO – la crescita dei supermercati tradizionali e quella dei discount risultano praticamente allineate. Un dato che smentisce l’idea di una prevalenza netta del formato discount e che, al contrario, dimostra come sia il concetto stesso di prossimità a essere stato completamente ridefinito.
P.S.: la prova “provata” che ci sia stato e ci sia ancora spazio per negozi di piccole dimensioni, almeno a Milano (piazza di riferimento di Esselunga) ci viene data dall’esistenza e dallo sviluppo di to.market (Cortilia, nuova incursione nel fisico: al via la partnerhip con to.market).
A maggio 2025, arriva puntuale la conferma GDO Area 1: vincono discount e supermercati, male iper e superstore (vedi i dati sotto).


