Redatto il 24 maggio, aggiornato il 9 giugno 2025
La frase in inglese, a pagina 8, è questa : “a measure of conservatism in the sizing of new stores holds greater promise of reward than indiscriminate building” che si può tradurre così: una misura di conservatorismo nell’allargare le superfici dei nuovi negozi promette meglio della costruzione indiscriminata di [nuovi supernercati]… Ovvero : “fatene di meno, più piccoli e più focalizzati sui bisogni dei clienti”.
Lidl compie un passo strategico nella sua espansione milanese con l’apertura, prevista entro fine anno, del primo punto vendita situato nel centro città, precisamente in via Solari 5, poco oltre la cerchia dell’Area C.
Il nuovo store sorgerà dove un tempo si trovava un Euronics e adotterà il format “City”, privo di parcheggio e sviluppato su una superficie di 1.000 metri quadrati. L’apertura comporterà l’assunzione di 20 nuove risorse.
Si tratta di una tendenza di “lungo corso”: Aldi subentra a Bennet in Viale Monza a Milano: cosa significa?. La foto che segue è stata scattata sulla circovallazione, a Milano.

A rivelarlo è il Corriere di Milano, in un’intervista al direttore sviluppo di Lidl Italia, Lorenzo Bozzini: il manager racconta che l’obiettivo dell’insegna è coprire capillarmente l’intero territorio milanese, avvicinandosi sempre più ai quartieri centrali.
Obiettivo 50 store a Milano
Dall’esordio nel 1995 con il primo store in largo Balestra, al Giambellino, oggi sostituito da quello in piazza Frattini, Lidl è arrivata a contare 23 punti vendita in città. Il nuovo store di via Solari rappresenterà il ventiquattresimo, con l’ambizione di raddoppiare la presenza milanese fino a quota 50.
1,5 miliardi per crescere, specie nelle grandi città
Questo sviluppo locale si inserisce nel più ampio piano di crescita nazionale del gruppo, che mira a raggiungere i 1.000 punti vendita in Italia entro il 2030, rispetto agli attuali 780. Il piano prevede un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro e punta soprattutto sulle grandi città: Milano, Roma, Napoli, Torino e Genova.
L’escalation del discount: focus su prossimità e convenienza
A sostenere questa espansione contribuisce una trasformazione nei comportamenti di acquisto: i consumatori effettuano la spesa più frequentemente e prediligono punti vendita di prossimità. Bozzini sottolinea tre fattori chiave: la mancanza di tempo, l’invecchiamento della popolazione che predilige spostamenti brevi e a piedi, e l’evoluzione della spesa, sempre più orientata verso l’acquisto di più prodotti freschi e con più frequenza.
In parallelo, il settore discount sta vivendo una crescita significativa, alimentata anche dall’inflazione che impatta tutte le fasce della popolazione, comprese quelle che abitano nei quartieri centrali. Attualmente, i discount rappresentano circa il 23% del mercato nazionale della GDO, con Lidl che copre circa il 30% di questo segmento. Le proiezioni indicano un possibile incremento della quota di mercato dei discount fino al 30% entro il prossimo decennio.
Sotto : articolo del Corriere della Sera del 21 maggio 2025. Lidl alla conquista del centro di Milano: il discount arriva dove prima non osava. In proposito leggi anche questo articolo.

Conclusione:
1) in Italia i discount, percepiti ormai come supermercati, sono strumenti più agili dei superstore e rispondono meglio alle esigenze dei clienti che vogliono “più servizio, minori distanze e un’offerta più concentrata”.
Leggi la conferma qui : GDO Area 1: vincono discount e supermercati, male iper e superstore.
2) dove la concorrenza è più agguerrita, come in Francia, questa politica “del supermercato” non ha assolutamente funzionato: “in un settore ultra-competitivo, il numero uno, E.Leclerc, ha preso il sopravvento. Nel 2024, Lidl rappresentava il 7,9% del mercato francese, rispetto al 7,8% del 2023, mentre la quota di mercato di E.Leclerc, misurata dall’istituto Kantar, è aumentata dal 23,6% al 24,2% nello stesso periodo”…
…Cosa sta succedendo a Lidl in Francia? Per capirlo, dobbiamo tornare indietro di qualche anno. Dopo aver prosperato nel mercato degli hard discount sin dal suo arrivo in Francia nel 1989, il marchio si è spostato verso una fascia più alta nel 2012, abbandonando la sua nicchia originale per il “soft discount”, come lo chiamano gli addetti ai lavori. Con negozi meno austeri, prodotti di migliore qualità e approvvigionamento francese, in particolare per frutta e verdura, “Lidl voleva attrarre nuovi clienti con un potere d’acquisto leggermente maggiore “, afferma un rappresentante sindacale che desidera rimanere anonimo. ” Grazie a questo, abbiamo raddoppiato il nostro fatturato in una dozzina d’anni, ma inevitabilmente i costi di gestione dei negozi sono aumentati“.
Per supportare questo cambiamento, la spesa pubblicitaria è aumentata ogni anno. Lidl è diventata il secondo inserzionista più importante in tutti i settori del mercato francese – il primo è E.Leclerc – secondo i dati dell’istituto Kantar Media. Escludendo i canali pubblicitari online (banner, video, ecc.), il gruppo ha speso 577,7 milioni di euro lordi (al netto di sconti e trattative) nel 2024, rispetto ai 569,2 milioni di euro del 2023 e ai 403,7 milioni di euro del 2019…
La crisi del potere d’acquisto [dei francesi] ha lasciato il segno anche sulle vendite di prodotti non alimentari.Tanto che, alla fine del 2024, i magazzini si sono ritrovati stracolmi di scorte…
Di fronte ai costi crescenti Lidl si è vista costretta a bloccare il turnover : 2’000 persone che hanno lasciato l’azienda non sono state rimpiazzate. E i sindacati denunciano “l’aumento esponenziale del carico di lavoro”.
Il riposizionamento verso l’alto che ha dato i suoi frutti in Italia, dove il comparto della GD è mediamente debole, non ha funzionato in Francia dove l’insegna è sicuramente uscita dal “ghetto” dei discount ma viene percepita come cara.
Stare in equilibrio tra qualità e convenienza non è semplice.


