Flash — La sentenza del Tribunale di Bologna contro l’accordo contestato dai sindacati. Deliveroo: faremo ricorso

Il contratto sottoscritto da Assodelivery e Ugl Riders lo scorso settembre è illegittimo e non può essere licenziato chi non lo accetta. Il giudice del Tribunale di Bologna, Filippo Palladino, assesta un duro colpo a un contratto collettivo controverso, perché firmato da Assodelivery (alla quale aderiscono Deliveroo, Glovo, Social Food e Uber Eats, e da ieri anche FoodToGo) con la sola sigla sindacale Ugl, che «non aveva i requisiti di rappresentatività» per siglare un contratto collettivo… Fin dalla sua nascita, l’accordo non è piaciuto alla maggioranza dei rider perché continua a considerarli lavoratori autonomi, a pagarli a cottimo e a non garantire diritti come le ferie e la malattia: la categoria, molto variegata e poco sindacalizzata, aspira ai diritti dei dipendenti garantiti dalla piattaforma JustEat.

La Stampa 3 luglio 2021

 

Amazon ammette: i nostri autisti a volte costretti a far pipì nelle bottiglie

Amazon ha così chiesto scusa a un deputato del Partito democratico americano, Marc Pokan. Era stato lui ad accusare il colosso dell’e-commerce di costringere i suoi autisti a urinare nelle bottiglie di plastica, pur di non perdere tempo quando consegnano le merci: «Retribuire i dipendenti con 15 dollari l’ora non vuol dire che si tratti di un posto di lavoro all’avanguardia, soprattutto se li costringi a fare la pipì nelle bottiglie di plastica»…

Flash — Deliveroo riduce il prezzo in vista dello sbarco in Borsa

Potrebbe valere 3,9 sterline il titolo di Deliveroo, il cui sbarco alla Borsa di Londra è atteso per il prossimo 7 aprile (?) . Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, la forchetta di prezzo iniziale compresa tra 3,9 e 4,6 sterline (tra 4,57 e 5,39 euro) si è ristretta a un massimo di 4,1 sterline (4,81 euro), portando il livello massimo della capitalizzazione da 8,8 a 7,85 miliardi di sterline (da 10,32 a 9,2 miliardi di euro). In base a quanto indicato nel prospetto informativo dell’offerta pubblica, Amazon, titolare di azioni di classe A, ridurrà la propria quota dal 15,8 all’11,5%, con diritti di voto al 5,2%, mentre il fondatore Will Shu salirà dal 6,1 al 6,3%, con diritti di voto al
57,5%. Il Sole 24 ore del 31 marzo 2021