Redatto il 3 maggio, aggiornato il 7 luglio 2025
JBS nel 2024 dovrebbe fatturare 77 miliardi di dollari con un Ebitda di 6,5 miliardi.
Il gruppo brasiliano in Italia possiede Rigamonti (bresaola, per 256 milioni di euro di fatturato).
E non solo : sempre in Italia sta investendo ventiquattro milioni di euro in 3 anni, con due ceo per i marchi di prosciutto Principe e King’s. Da segnalare che JBS, dal 2008 al 2011, in Italia, è stata socia del Gruppo Cremonini (Inalca).
Il quadro di corruttela e deforestazione evidenziato da un articolo de Il Gambero Rosso – che riprendo sotto – necessita delle premesse :
- I tre quarti dei terreni agricoli del mondo sono utilizzati per allevare animali o per coltivare cereali e altre materie prime da destinare all’industria mangimistica.
- La Cina è il più grande allevatore di maiali al mondo mentre il Brasile, con il gruppo JBS, è il più grande produttore mondiale di carne di bovini
- Tra i bovini c’è anche lo zebù che serve per fare – ad esempio – la bresaola che, ad oggi, è al 5% prodotta con carne italiana (il restante 95% è fatta con carne brasiliana).
- Solo in Brasile, 175 milioni di ettari sono dedicati all’allevamento, si tratta di un’area pari a circa l’intera superficie agricola dell’Unione Europea.
- Le caotiche vicende di JBS – che includono anche la vendita di carne avariata – nascono nel 2002 .
- I suoi proprietari sono stati in prigione per aver corrotto 1800 politici e funzionari brasiliani
- JBS è già stata condannata per abuso di posizione dominante negli USA nel 2022 ed è stata ampiamente criticata per il suo contributo alla deforestazione amazzonica (Leggi anche Amazzonia : record di deforestazione.
- JBS è tra i primi 10 grandi gruppi alimentari del pianeta, con una grande influenza sulla politica brasiliana e su quanto succede in Amazzonia.
- Tra il 2000 e il 2018, infatti, la maggior parte della deforestazione nel mondo si è verificata in Amazzonia e, lì la causa primaria di distruzione delle foreste è la creazione di nuovi pascoli.
- Il Brasile , anche a causa degli allevamenti per la carne , è il quarto inquinatore (emettitore di CO2) al mondo.
- Le emissioni dovute alla carne potrebbero pesare fino al 20% delle emissioni di CO2 globali.
- Il Brasile ha esportato bistecche trattate con ormoni in Europa.
Nel 2023 JBS era il terzo produttore di cibo al mondo dietro a Nestlè e Pepsico

Dai conflitti di interesse con la presidenza Trump ai report sulla deforestazione della foresta amazzonica, la Jbs cerca di cambiare la sua immagine
- 29 Aprile, 2025
La Securities and Exchange Commission statunitense (Sec) ha dato il via libera alla quotazione alla Borsa di New York della Jbs, più grande azienda produttrice di carne al mondo che fa base in Brasile. Una multinazionale che ha provato più volte a intraprendere la strada della quotazione, ma è stata sempre rallentata dalle accuse di corruzione e deforestazione dell’Amazzonia, la foresta pluviale più grande del mondo fondamentale per la stabilizzazione dell’atmosfera terrestre (qui una ricostruzione di Bloomberg). L’ingresso nel mercato azionario della Jbs è quasi certo: Donald Trump, subito dopo essersi insediato per il secondo mandato, ha ridotto notevolmente l’autonomia della SEC chiedendo esplicitamente che il lavoro fosse controllato anche dal Presidente stesso. Un elemento non da poco che ha permesso alla multinazionale – una delle aziende finanziatrici del comitato per l’insediamento dello stesso Trump – di percorrere una strada in discesa rispetto al passato. La Sec, quindi, ha concesso una dichiarazione di efficacia, il che significa che non ha obiezioni alla proposta del colosso di quotarsi negli Stati Uniti. Gli azionisti voteranno sulla proposta in un’assemblea il 23 maggio.
I finanziamenti per la campagna elettorale di Trump
La decisione della SEC è arrivata pochi giorni dopo che i documenti della campagna elettorale avevano rivelato che una delle sussidiarie della Jbs, il produttore di pollo Pilgrim’s Pride, aveva donato 5 milioni di dollari alla campagna per l’insediamento del presidente Donald Trump, la cifra più grande mai donata da una singola azienda. La Mighty Earth, un’organizzazione globale di advocacy che lavora per difendere il pianeta, in passato ha presentato cinque ricorsi alla SEC per contestare la quotazione di JBS. Secondo la stessa, la decisione dell’agenzia dimostra che “non è più la SEC indipendente che ha sostenuto pratiche oneste sui mercati americani per quasi un secolo”.
I precedenti tentativi di quotazione
Fino a poco tempo fa la SEC aveva respinto i tentativi della Jbs di quotarsi sulla borsa valori più grande del mondo, mentre legislatori e gruppi di pressione lavoravano per bloccare l’azienda. Negli ultimi mesi della prima amministrazione Trump, la commissione e il Dipartimento di Giustizia hanno multato JBS, la sua società madre, J&F Investimentos, e Joesley e Wesley Batista, i fratelli che controllano la maggior parte dell’azienda, per un totale di 280 milioni di dollari, dopo aver accertato che avevano corrotto circa 1.800 funzionari brasiliani, in parte per facilitare l’acquisizione di Pilgrim’s Pride da parte di JBS. La società ha fatto richiesta alla SEC a partire dal 2009, quando la sua divisione statunitense ha presentato la domanda per la prima offerta pubblica di acquisto. Nel 2023 l’azienda ha ripresentato la sua domanda più recente, a cui hanno fatto seguito diverse altre domande nel corso degli ultimi due anni.
Le accuse degli ambientalisti
I gruppi ambientalisti e gli enti di regolamentazione governativi accusano da tempo la Jbs di violazioni dei diritti umani, di appropriazione illegale di terre indigene, di sfruttamento del lavoro minorile e di approvvigionamento del proprio bestiame da terreni disboscati illegalmente nella foresta pluviale amazzonica. I fratelli Batista sono stati accusati dalle autorità brasiliane di aver corrotto i parlamentari dopo un’indagine governativa definita “la più grande indagine per corruzione della storia“. J&F Investimentos, azionista di controllo di Jbs, aveva inizialmente accettato di pagare 3,2 miliardi di dollari di multe, ma la Corte suprema brasiliana alla fine ha ridotto la multa di 2,1 miliardi di dollari in un accordo di clemenza. I ricercatori hanno calcolato che le emissioni di gas serra dell’azienda nel 2021, per lo più legate alla deforestazione e al metano, equivalgono alle emissioni totali della Spagna. Si stima inoltre che la sua attività di allevamento abbia causato la deforestazione di 1,7 milioni di ettari.
L’azienda ha promesso di porre fine alla deforestazione illegale nelle sue catene di approvvigionamento entro la fine del 2025 e di raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2040.
Ha però anche affermato di voler espandere la propria attività, cosa che, secondo i ricercatori ambientali, è del tutto incompatibile con un’attività che si basa su bovini che emettono metano e pascolano su terreni deforestati.
E Luciano Capone (Il Foglio) riprende l’argomento Mercosur che riguarda da vicino JBS.

L’accordo Mercosur è stato siglato a fine 2024 e Le Monde ha segnalato che JBS, il colosso brasiliano della carne beneficerà del trattato tra Europa e Mercosur
La multinazionale, primo produttore mondiale di proteine animali, dovrebbe approfittare del trattato Ue-Mercosur per incrementare la propria presenza nel Vecchio Continente, che rappresentava il 7% delle sue esportazioni nel 2024.
L’accordo consente ai paesi del Mercosur di esportare ulteriori 99.000 tonnellate di carne bovina, con una tariffa ridotta al 7,5%. “JBS produce la maggior parte delle carni brasiliane di fascia alta, che sono le più apprezzate in Europa ”, analizza Alessandro Francisco Trinidade de Oliveira, dell’Istituto Federale del Paranà, per il quale il Brasile “potrebbe almeno raddoppiare le sue esportazioni di carne verso l’Unione Europea”. .
E già qui si capisce che tra quello che dice Coldiretti e “la verità” ce ne corre : il sindacato presieduto da Ettore Prandini parla di “dazi zero” mentre Le Monde certifica che si tratta del 7,5%.

Molto interessante ed equilibrato questo articolo sul Mercosur (Ue-Mercosur, cosa prevede l’accordo di libero scambio con il Sudamerica e perché gli agricoltori chiedono di bloccarlo) che, a un certo punto, dice:
“Il fatto, spiegano fonti dell’esecutivo Ue, è che: l’Accordo Ue-Mercosur rischia di essere eretto a totem contro cui scagliare la propria frustrazione per problemi del settore [l’agricoltura] che hanno in realtà tutt’altra origine: in primis la scarsa redditività dei mestieri della terra rispetto al resto dell’economia, che spingono i giovani ad allontanarsi dal settore e penalizzano le aziende produttrici.
Chi ha fatto poco o nulla, come Coldiretti, in questi ultimi anni, per tutelare la reddittività degli agricoltori italiani, cerca quindi un capro espiatorio all’esterno, sul quale fare propaganda.
Coldiretti si è mossa contro gli insetti, contro la “carne sintetica”, contro il pomodoro cinese , contro l’EFSA (foto sotto) o per cercare , con scarso successo, addirittura di creare una marchio di pasta secca.
Nel dossier spiccano le ordinanze susseguenti alle denunce di Coldiretti su Italatte srl (dove Ettore Prandini ha un leggero conflitto d’interesse, essendo allevatore), un pò meno quelle riguardanti la distribuzione (supermercati e discount. Unica eccezione : Eataly. v pg 17 e 18).
Tornando a JBS, quel che stupisce in questa vicenda è
- Come una sola famiglia possa influenzare il destino di una zona sconfinata e così importante per il mondo come l’Amazzonia.
- Come ci sia poca informazione e lucidità sull’argomento in Italia.
- Il Mercosur potrebbe diventare un accordo vantaggioso se fosse stabilito il principio di reciprocità sui prodotti alimentari in entrata in Europa, es. : in Europa i prodotti non devono contenere ormoni e pesticidi? I produttori brasiliani che vogliono esportare da noi applichino le regole europee nelle loro fabbriche.
In sostanza sul Mercosur – che riguarda anche l’eventuale importazione di carne di JBS – si tratta di informarsi e di trattare al meglio con le controparti. JBS, che avrà un potere “smisurato” con la quotazione a Wall Street, è da monitorare attentamente ma il Sud America potrebbe costituire, nell’incertezza dei dazi di Donald Trump, un’area di opportunità per le nostre imprese, notoriamente “grandi esportatrici”.
Segnalo anche : Preoccupazioni per corruzione e deforestazione offuscano il debutto alla Borsa di New York del gigante brasiliano della carne La quotazione di JBS negli Stati Uniti ha sollevato “profonde preoccupazioni” da parte di un gruppo bipartisan di senatori . Sotto : gli slogan populisti di Coldiretti contro EFSA (Parma).


