Flash — I consumatori stufi dei costi – alti – dei prodotti alimentari stanno abbandonando i grandi marchi

Dopo anni di aumenti dei prezzi, le aziende alimentari affermano che sempre più consumatori si tirano indietro; Le catene di fast food e i produttori di snack pianificano nuovi accordi e gusti. The Wall Street Journal del 5 maggio 2024 da la conferma di quanto già scritto a proposito dell’inflazione e di grandi “brand” come Coca-Cola, Starbucks, Pepsi, Nestlè, Mc Donald’s. Il quotidiano americano ne aggiunge altri come Kaft Heinz e Mondelez.

Flash — Al fondo L Catterton la maggioranza dei cosmetici di Kiko

Ansa. KIKO, il cui fatturato è aumentato del 20% lo scorso anno a circa 800 milioni di euro, gestisce più di 1.100 negozi in 66 paesi. Su Percassi leggi questo articolo, datato ma interessante: non si può fare “tutto” bene: Starbucks, Kiko, i centri commerciali e tanto altro ancora, a meno di non chiamarsi Bernard Arnault, sul cui impero – LMVH – “non tramonta mai il sole”.

L’unico errore di Arnault nella GDO è stata la partecipazione in Carrefour.In merito leggi anche qui e qui.

Il mercato USA, per Kiko,  era già “aperto” – vedi post sotto – ma era in perdita, da tempo.

Sicuramente Arnault, che lo ricordo possiede anche Sephora, potrà espandervi il marchio che ha appena comprato.

Redatto il 27 aprile, aggiornato il 3 maggio 2024