I Caprotti e i supermarkets Esselunga : il pastificio degli americani, anni ’50 ca.
Per quanto riguarda l’approvvigionamento di alcuni prodotti freschi, il problema fu costituito dalla mancanza di merci adeguatamente preparate e controllate. Per questo Esselunga stabilì di avviare la produzione in proprio già dal 1959, realizzando un panificio, una gelateria che vendeva i suoi prodotti anche d’inverno, una torrefazione per il caffè, un magazzino per i salumi, un’azienda avicola per l’approvvigionamento di uova fresche ma soprattutto un grande pastificio per ravioli, tortellini e gnocchi, il cui successo riuscì perfino a emozionare gli americani, che riuscivano a vendere agli italiani uno dei loro prodotti preferiti, la pasta, a qualità eccellente e risparmio del 50%.I Caprotti e i supermarkets: le prime pubblicità Esselunga, 1957
Nel contesto della “guerra fredda” che divideva i due grandi blocchi continentali degli Stati Uniti (con la loro parte di Europa) e dell’Unione Sovietica (con l’altra parte di Europa), la pubblicità del supermercato era stata studiata non solo con l’intento di attirare i clienti con merci in abbondanza, prelibatezze sconosciute e prezzo concorrenziali, ma anche per rimarcare, con slogan come La spesa è uguale per tutti, che anche l’impresa privata può portare benefici a tutti i livelli delle classi sociali (e non solo quella pubblica, segnatamente comunista).I Caprotti e l’Esselunga : i primi clienti, 1957
L’apertura del primo supermercato fu un notevole successo sia in termini d’interesse del pubblico, sia in termini di prezzi, generalmente ben minori del livello medio di un buon 15 – 20% a seconda dei prodotti. Che andarono tutti generalmente bene, tranne la carne a self-service, che inizialmente fu un flop. Solo dopo molti mesi di sforzi il supermercato riuscì a persuadere la massaia italiana ad adattarsi al fai-da-te anche in questo campo.I Caprotti e i supermarket: Marco Brunelli, Bernardo Caprotti e Giorgina Venosta al “Cervo d’Oro” di Cortina, febbraio 1958
Fin da subito, Marco Brunelli faticò ad andare d’accordo con Bernardo Caprotti. I primi dissapori cominciarono a manifestarsi in maniera palese all’inizio del 1960. Nel mese di maggio, Brunelli e mio zio Guido fondarono insieme una catena di supermercati che aveva l’obiettivo di puntare su Roma, la città che gli uomini della IBEC avevano scartato...I Caprotti e i supermarkets: Guido Caprotti con Marco Brunelli e due amiche, anni ‘50
Marco Brunelli, amico fraterno di Guido Caprotti dai tempi del liceo, appartenente a una delle famiglie più in vista di Milano, fu colui che per primo entrò in contatto con l’americana IBEC e il suo progetto di aprire una serie di supermercati in Italia, e vi fece entrare anche Guido e Bernardo. Si sfata così, almeno in parte, la storia sempre narrata in famiglia che, grazie a una fortunosa conversazione udita al Grand Hotel di St. Moritz, i Caprotti fossero entrati da protagonisti nella trattativa insieme a Brunelli. Questi divenne, in seguito, il primo presidente della Supermarkets Italiani, poi Esselunga.I Caprotti: LEGGENDA
Il confine fra realtà e racconto è a volte sottile, quasi impercettibile. Ma arriva un tempo in cui ricostruire è necessario: la toilette dell’Hotel Palace a St. Moritz, le conversazioni origliate, la nascita di Esselunga. La storia, quella vera, è un’altra.Consumi : calo dei volumi in tutta Italia e forte peggioramento della qualità del cibo, soprattutto al Sud
L’obesità e la povertà sono correlate: perché chi si nutre con alimenti che costano meno ha più probabilità di ingrassare e di ammalarsi, introducendo nel suo corpo pochi nutrienti e troppe calorie “vuote”
A Firenze «nella città-laboratorio di Esselunga. Ma quanta ostilità»
Giuseppe Caprotti parla del suo libro alla Feltrinelli: Firenze e Esselunga, un legame che inizia nel 1961 quando l’azienda esce per la prima volta dai confini lombardi per aprire un supermercato nel capoluogo toscano, in via Milanesi. E dove poi all’inizio degli anni Novanta nascerà il primo superstore a Novoli.
Presentazione del libro “Le ossa dei Caprotti” a Firenze, 23 ottobre 2023
Giuseppe Caprotti intervistato da Titti Giuliani Foti 23 ottobre 2023 Firenze Libreria Feltrinelli di Piazza della Repubblica Guarda il video…
Caprotti “Esselunga è nata grazie agli Usa. Mio padre? Un genio, nonostante tutto”
Nel 2019 ho incontrato Marco Brunelli, primo presidente della Supermarkets italiani (poi Esselunga) e alla domanda su come era nata l’azienda lui ha risposto facendo il nome di James Hugh Angleton, collaboratore dell’Oss, i servizi segreti americani, futura Cia. Brunelli stesso lo incontrò nel 1955 favorendo il successivo sbarco in Italia della Ibec, multinazionale che faceva capo a Nelson Rockfeller.
Supermarket: il sogno americano
La gente voleva vedere e toccare la merce. E sognare












