Le ossa dei Caprotti | #4WD

Se autore ed editore di cotanto libro hanno investito tutti questi quattrini per promuoverlo su così larga scala, a prescindere dalle materiali possibilità di un possidente con un cognome del genere, i suoi contenuti devono essere gioco forza interessanti e, in ogni caso, dev’esserci la precisa volontà di rendere noto qualcosa di veramente inedito e forse scottante, non certo la necessità di guadagnare dai proventi delle vendite.

A Firenze «nella città-laboratorio di Esselunga. Ma quanta ostilità»

Giuseppe Caprotti parla del suo libro alla Feltrinelli: Firenze e Esselunga, un legame che inizia nel 1961 quando l’azienda esce per la prima volta dai confini lombardi per aprire un supermercato nel capoluogo toscano, in via Milanesi. E dove poi all’inizio degli anni Novanta nascerà il primo superstore a Novoli.

I Caprotti: FAIDA

Il bisnonno Bernardo contro suo fratello Emilio. Il continuo alternarsi di amore e odio, equilibrio e rivalità. La storia è maestra di vita. E si ripete, perché pochi imparano. Per fortuna, grazie al nonno Peppino, i due fratelli passarano insieme le feste di Natale degli ultimi anni della loro vita. La faida era finita, i due fratelli avevano tratto una lezione positiva dai loro scontri.

Flash — Stasera a #Chetempochefa uno dei personaggi di Le Ossa dei Caprotti: Enzo Jannacci

Si tratta di un film divertente e commovente, l’ho visto qualche settimana fà e mi ha ricordato il mio papà. Ricordo perfettamente quando ce lo faceva ascoltare, le visite allo zoo comunale di Milano e il collegamento con la canzone “Vengo anch’io” (“Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale. Vengo anch’io? No tu no. Per vedere come stanno le bestie feroci. E gridare aiuto, aiuto è scappato il leone..”).