Terza edizione di “Le ossa dei Caprotti”
Il mio libro “Le ossa dei Caprotti” è giunto alla terza edizione, dopo aver venduto oltre 20.000 copie dalla sua prima presentazione, lo scorso ottobre 2023
Il mio libro “Le ossa dei Caprotti” è giunto alla terza edizione, dopo aver venduto oltre 20.000 copie dalla sua prima presentazione, lo scorso ottobre 2023
Giuseppe Caprotti dialoga con Filippo Viganò Giovedì 29 febbraio ore 20:45 Albiate Auditorium della biblioteca Via Giotto, 4 Guarda il…
Non sono, un “target”, uno sportello bancario, una casella postale o Babbo Natale. E non sono neanche un punching ball sul quale scaricare impunemente la propria rabbia
Noi non avevamo le fette biscottate Chanel di Karl Lagerfeld… … ma i carrelli del Supper market della sfilata organizzata da Kean Etro erano geniali. Era il 2001. All’ Esselunga di via Washington a Milano.
Il mio libro “Le ossa dei Caprotti” non è una risposta a “Falce e carrello” che ho persino autografato ad un signore che me lo chiedeva, a Verona. Ho personalmente contrastato Coop quando lavoravo in Esselunga ma ho avuto il piacere e l’onore, a Peccioli, di firmare una copia del mio libro al mitico Turiddo Campaini di Unicoop Firenze. Si tratta, secondo me, di dispute antiche, ormai fuori luogo e anche molto noiose
«il ritorno di Falce e carrello è quasi un atto dovuto dopo che un altro libro ha cercato di demolire la figura del fondatore della catena di supermercati. A firmarlo è stato l’unico figlio maschio, nato dal primo matrimonio». Dell’autore “unico figlio maschio” di quel disprezzato libro non si faceva il nome: è Giuseppe Caprotti, già amministratore delegato di Esselunga e poi estromesso drammaticamente dal padre in favore di Marina Caprotti. Giuseppe Caprotti ha scritto un libro pubblicato a novembre da Feltrinelli, che ha venduto 15mila copie in due mesi e si chiama Le ossa dei Caprotti..
«Non ho ruoli operativi o istituzionali in azienda e perciò non posso rispondere a domande su avvenimenti contemporanei molto dolorosi se non da privato cittadino. Ho ormai chiuso questo viaggio, un viaggio di perdono, e certe cose non mi riguardano più»
Uno dei tanti conflitti d’interesse del Corriere della Sera