Villa San Valerio, già Airoldi

 

1573

Dallo “stato d’anime”, compilato dal curato pro tempore, Albiate conta 49 famiglie.

 

Inizi ‘600

La villa viene costruita inglobando tre edifici esistenti.

 

1640

Marcellino del fu Giovanni Battista Airoldi, Tesoriere generale del ducato di Milano, acquista dal notaio milanese Marco Cremosano una vasta proprietà nel contado comprendente diversi beni fra immobili e terreni siti in territorio di Albiate, Carate e Triuggio, tra cui l’odierna Villa San Valerio, un edificio signorile dotato di giardino con grotta e giochi d’acqua, segno di notevole distinzione sociale.

 

1640 – 1720 ca.

Gli Airoldi, Tesorieri generali dello stato e dell’esercito del ducato di Milano, intraprendono vasti lavori di ampliamento e restauro che danno alla villa le strutture e gran parte delle decorazioni ancora oggi conservate. La costruzione presenta elementi stilistici vicini a quelli di Francesco Maria Richino (1584 – 1658), uno degli architetti più noti della Milano dell’epoca.

 

1666 – 1668

Costruzione e successivo ampliamento del piccolo oratorio privato dedicato a San Valerio, sito dirimpetto all’ingresso della villa residenziale. Inizialmente dedicato alla Vergine Immacolata, viene restaurato a cura di monsignor Carlo Francesco Airoldi, vescovo di Edessa e ambasciatore pontificio presso alcuni tra i maggiori potentati dell’epoca (tra i quali il Granduca di Toscana e la Repubblica di Venezia) quando gli vengono donati dalla Santa Sede il corpo del protomartire Valerio (da cui poi l’oratorio prende il nome) e le reliquie di altri martiri. La pala d’altare è opera del pittore Francesco Quadrio.

 

1685

Prime notizie documentarie riguardo alla famiglia Caprotti: Antonio, figlio di Giovanni Battista, compra alcuni terreni ad Albiate.

 

1751

Dal censimento di quell’anno emerge che il comune, appartenente alla pieve di Agliate, conta circa 500 anime.

 

1830

All’incirca da questa data la famiglia Caprotti inizia la sua attività nel campo della manifattura tessile cotoniera.

 

1866

La ditta “Bernardo Caprotti di Giuseppe” si meccanizza.

 

1876

Alla morte dell’ultima Airoldi, la marchesa Stefania, viene steso un’inventario dei suoi beni: mobilio, biancheria, quadri, etc. Stanza per stanza.

 

1893

Estintosi il ramo principale della famiglia Airoldi nel 1768 l’asse ereditario passa ad un ramo secondario trasferitosi in Sicilia, i cui ultimi eredi alla fine dell’Ottocento decidono di liquidare le proprietà lombarde, che sono vendute almeno in parte (compresa la villa) ai fratelli Bernardo, Antonio, Emilio e Giovanni Caprotti di Giuseppe. Con la vendita, com’era d’uso all’epoca, passa ai nuovi proprietari anche gran parte dell’archivio di famiglia con la storia dei beni venduti e della loro amministrazione, nonché la storia della stessa famiglia Airoldi a partire almeno dal Cinquecento.

 

1945

L’arcivescovo di Milano, il cardinale Idelfonso Schuster, vuole sconsacrare l’oratorio. Il parroco, don Felice Milanese, si oppone e riesce ad acquistare l’edificio da don Edoardo Bonzi, parroco di Ranco.

 

1950

L’oratorio di San Valerio viene acquistato da Giuseppe Caprotti, previo decreto arcivescovile. Il rogito contiene la condizione d’uso, stabilita dal decreto, secondo cui il parroco pro tempore di Albiate conserva il diritto di officiarlo.

 

1957

Vengono intrapresi importanti lavori di restauro e adattamento della villa sotto la direzione dell’architetto Luigi Caccia Dominioni, in particolare ai piani superiori.

 

Eleonora Sàita e Francesca Albani

 

Aggiornato il 28 Settembre 2018

Fonti e bibliografia di riferimento:

Albiate, Villa San Valerio, Airoldi conti di Lecco, Archivio di Casa, inventario a cura di E. Sàita

Albiate, Villa San Valerio, Archivio Caprotti, elenco di consistenza a c. di G. Cappelletti

Milano, Archivio di Stato di Milano, Archivio notarile, notaio Gio. Battista Aliprandi fu Luigi, pezzo n. 27518, atto di compravendita 17 marzo 1640

Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Albiate – MI – Villa Caprotti giardino e oratorio. Relazione Storico – Artistica a c. dell’arch. A.M. Terafina, 25 ottobre 1991, datt.

  1. Albani, Analisi stratigrafica dell’elevato Villa Airoldi – Caprotti, Albiate (Milano), luglio 2004, datt.
  2. Romano, I Caprotti, l’avventura economica e umana di una dinastia industriale della Brianza, Milano1980
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