Flash — Pewex : nella frutta e verdura vara “Radici nel Lazio”

“Radici nel Lazio” è il nome del nuovo progetto nato dall’accordo con il Car di Roma. Quali sono gli aspetti più importanti di questa operazione? 

Il nostro accordo con il Car (Centro agroalimentare Roma) non è una semplice operazione di approvvigionamento. Con questo progetto stiamo cercando di abbracciare un modello di filiera cortissima abbattendo drasticamente i tempi tra la raccolta e l’esposizione. Basti pensare che in alcuni casi riusciamo a portare prodotti sui banchi nella mattina stessa del raccolto (*)

Il risultato per il consumatore è immediato: un prodotto visibilmente più fresco, che mantiene intatte le proprietà organolettiche, il sapore e il profumo. Prodotti più buoni e che durano molto più a lungo, con l’effetto indotto di ridurre anche lo spreco domestico. I prodotti di “Radici nel Lazio” compiono un tragitto brevissimo. Niente lunghi viaggi, niente soste prolungate in cella frigorifera: la verdura e la frutta vengono raccolte nei campi laziali, passano dal Car e arrivano direttamente nei nostri punti vendita. Oggi l’accordo coinvolge una quindicina di produttori, ma intendiamo, anche alla luce dei risultati, estenderlo nei mesi a venire.

Infine, essendo la nostra azienda fortemente radicata in questa regione, “Radici nel Lazio” porta con sé il senso di offrire sui banchi la ricchezza agroalimentare di questi territori, valorizzando il lavoro dei produttori locali. Per Pewex, il localismo è si una decisione commerciale, ma è anche etica e di scelta di chi produce e da lavoro nel nostro territorio…(dice David Cetorelli, direttore commerciale).

(*) Esselunga, ad esempio riceveva il giorno dopo (i camion viaggiavano di notte e la merce veniva ricevuta all’alba del giorno successivo per poi essere smistata sulla rete).

Sotto : delle zucchine, un’insalata a marchio privato – Consilia – di Pewex in vendita a Prati (Roma),  e l’inchiesta di Daniele Tirelli (Cx Store Research) dove l’insegna è seconda nell’ortofrutta nel Lazio, dopo Lidl.

L’insegna complessivamente è prima nella regione.

 

Flash — Tesco valuta la vendita delle sue attività europee

Redatto l’8 luglio, aggiornato il 14 luglio 2026.

Stando al Financial Times, la catena di supermercati sta valutando con le banche le opzioni per le sue attività in Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, dove impiega oltre 22.000 persone. La vendita dell’azienda porrebbe fine alle ambizioni di Tesco al di fuori del Regno Unito e dell’Irlanda, tra cui il fallimentare tentativo di creare da zero una nuova catena di supermercati negli Stati Uniti.

Avevo visitato un Tesco a Budapest nel 2008 e non ne avevo ricavato una bella impressione .

Le cifre di Tesco aggiornate le trovare qui: il fatturato della divisione dell’Europa Centrale è marginale e pesa un 6,2% sul totale.

I dati relativi all’EBIT (risultato operativo: la riga in blu rappresenta l’evoluzione dell’EBIT dell’Europa Centrale) sotto sono tratti da un successivo articolo del Financial Times  che ricorda a tutti come gli acquisti nella GD avvengano a livello locale, di Paese.

Questo è stato uno dei grandi ostacoli all’internazionalizzazione dI Carrefour, Walmart, Auchan e Rewe, ad esempio: l’impostazione è internazionale ma i prodotti sono , in gran parte,  locali.

Flash — Dietro il fritto misto servito nei ristoranti spesso solo calamari e polpi importati e semilavorati industriali, surgelati e pre-fritti

In Italia amiamo calamari, totani, gamberi e polpi, ma i nostri mari non ne offrono abbastanza per coprire la domanda. Il risultato? Ne importiamo cifre enormi. Secondo i dati EUMOFA 2024, il mercato dei cefalopodi (calamari e polpi) vale circa 780 milioni di euro in importazioni. Solo tra gennaio e settembre 2024 abbiamo acquistato  oltre 34.000 tonnellate di calamari, arrivati soprattutto da India, Thailandia e Argentina. E per il polpo? Il Marocco da solo copre il 45% di ciò che mangiamo, seguito dall’Indonesia.

Se invece nel fritto trovate acciughe, sarde o gamberi rosa, allora sì: è molto più probabile che siano prodotti nazionali. Ma per i calamari e i polpi, l’immagine del ‘pescato locale’ è spesso una suggestione che paghiamo a caro prezzo.

Il vero problema non è il prodotto surgelato in sé – che può essere ottimo se di qualità – ma la scarsa trasparenza. Molti ristoranti, specialmente quelli turistici o stagionali, non puliscono nulla in cucina. Usano semilavorati industriali: calamari già tagliati, impanati e pre-fritti. Il cuoco deve solo tirarli fuori dal freezer e ‘rigenerarli’ in olio bollente. È veloce, costa poco e il risultato è sempre lo stesso…

Il banco pescheria di gamberi e moluschi della pescheria Gi.Mar. di Biassono (MB) di “locale” ha solo i gamberi di Mazara del Vallo, tutto il resto proviene da lontano ed è decongelato, come i totani giganti della foto.

Redatto il 25 giugno, aggiornato il 27 giugno 2026

Flash — Gdo: la spiegazione di Luigi Rubinelli e di Daniele Tirelli sul territorio della grande Milano

Il trend declinante di Esselunga è ciò che più d’altri fatti richiama l’attenzione: un’insegna che per decenni ha rappresentato il benchmark assoluto della qualità nel retail alimentare italiano vede oggi il proprio Goodwill Relativo eroso non da un concorrente nazionale più forte, ma da una costellazione di insegne locali che la circondano e la insidiano – ciascuna nel proprio bacino – con proposte di valore sufficientemente credibili da intercettare il cliente dell’incumbent, cioè quello che apprezza la qualità di Esselunga ravvisandovi però un sovrapprezzo

Flash — La GDO cambia pelle: clienti infedeli, AI agentica, store autonomi e promozioni che non bastano più. E poi c’è il localismo

…Il prodotto locale non è più una semplice referenza, ma uno strumento identitario. Alcune insegne supportano piccoli produttori nello sviluppo delle ricette, nel packaging e nei processi di qualità, trasformando la GDO in un ecosistema che valorizza le filiere locali. La private label evolve: non più solo leva di convenienza, ma sistema di valori capace di dialogare con community, creator digitali e nuovi target. In alcune insegne rappresenta già oltre metà del fatturato ( Sotto : etichette Esselunga “prodotto in Toscana” introdotte più di 30 anni fa per i prodotti freschi e utilizzate ancora oggi : nel 2003 il 70% dei nostri fornitori fatturava meno di 100K)…

Dai carrelli intelligenti all’AI agentica, dagli autonomous store alla riscoperta del territorio, emerge una GDO che evolve rapidamente: tecnologica, data‑driven, automatizzata, ma allo stesso tempo più umana, locale e relazionale. Un settore che interpreta bisogni sempre più frammentati e fluidi, costruendo un nuovo equilibrio tra innovazione e prossimità.

Mi auguro con tutto il cuore che questi cambiamenti avvengano, soprattutto quelli tecnologici, ma mi domando : quando si parla di tecnologia sui social (AI, e-commerce, promozioni personalizzate, etc.) come mai sembra non esserci interesse alcuno da parte degli utenti italiani?

Redatto il 9 maggio, aggiornato il 10 maggio 2026