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Le Ossa dei Caprotti

Leggi l’ultimo, del 08/07/2026

"Le ossa dei Caprotti"

Tra Garibaldi, la Cia ed Esselunga, il racconto ben documentato della famiglia che ha rivoluzionato per sempre le abitudini degli italiani.

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I Caprotti e il loro centro: la Villa San Valerio ad Albiate

Albiate è il luogo dove la famiglia Caprotti ha costruito le sue fortune. La casa era più di una semplice abitazione. Ancora oggi basta scendere tra i campi per non più di cinquecento metri e, passato il ponte sul fiume Lambro, si arriva alla manifattura tessile abbandonata che, un tempo, rese possibile la loro ricchezza.

Peppino Caprotti, Alberto Sartoris e i progetti della scuola e della cappella di famiglia, ad Albiate

Dopo la Prima guerra mondiale, Albiate visse una fase di forte trasformazione e nel 1929 inaugurò il nuovo palazzo comunale, destinato a municipio, scuole e ambulatorio, anche come memoria dei 60 caduti e dispersi del paese. L’edificio fu realizzato grazie a una sottoscrizione collettiva e al contributo di alcune famiglie benefattrici, tra cui i Caprotti. Negli archivi di Villa San Valerio emerge la corrispondenza tra mio nonno Peppino Caprotti e l’architetto Alberto Sartoris, incaricato di progettare sia il palazzo sia la cappella di famiglia nel cimitero di Albiate.

Gli amici dei Caprotti: Andrea Solbiati, il gentleman dello sport

Andrea Solbiati (1928 – 2014), erede di un’altra dinastia tessile lombarda, grande tennista e appassionatissimo di calcio, di profonda fede milanista, fu colui che mi fece conoscere i miei idoli di bambino, a cominciare da Gianni Rivera. Alla fine degli anni ’80, con Federico Castelbarco Albani, fondò la squadra di calcio del “Clubino”, in cui ho giocato per più di 10 anni . Conservo ancora oggi dei libri sul calcio che mi ha donato Andrea, e che mi sono particolarmente cari, come lo fu – e lo è ancora – lui.

Bernardo Caprotti di Giuseppe e i contributi per Giuseppe Garibaldi

Le simpatie irredentiste di Bernardo possono essere confermate dalla ricevuta dell’Associazione Unitaria Italiana a cui, il 16 novembre 1859, versa 100 lire onde acquistare fucili proposto da Giuseppe Garibaldi per la “causa nazionale”. La somma però, pur non essendo certo bassa, è prudente: solo 100 lire. I denari, quelli veri, sono destinati agli affari.

Personaggi

Le vicende di alcune persone che hanno fatto la storia della famiglia Caprotti, dal mondo del tessile, con la Manifattura che portava il loro nome, alla creazione dei primi supermercati in Italia, lasciando un’impronta che va oltre i confini familiari e si intreccia con le grandi trasformazioni economiche e sociali del nostro Paese.

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Geopolitica e Storia

Giuseppe Caprotti si laurea nel 1986 in Storia Contemporanea alla Sorbona di Parigi e la sua tesi sulla situazione politica, economica e storica in Alto Adige viene tradotta e pubblicata in 3 edizioni presso Franco Angeli Editore.

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Marketing

Giuseppe Caprotti ha operato nella GD per più di 30 anni come manager, imprenditore e consulente. Nel suo campo è stato un precursore. Basti pensare, ad esempio, alle carte fedeltà, al biologico, al primo bilancio sociale (nel 2003) e all’e-commerce.

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Ambiente, Sociale e Cultura

Giuseppe Caprotti è presidente della Fondazione Guido Venosta, promotrice di progetti per il sociale, la salute e la cultura. In tutta la sua carriera ha avuto a cuore i temi di tutela dell’ambiente.