Mio zio Guido e il tentativo di salvare la Manifattura Caprotti

Nel tentativo di salvare la Manifattura dalla crisi tessile degli anni '70, Guido Caprotti cedette progressivamente tutta la sua quota Esselunga, per poi essere costretto a svendere anche l'azienda tessile.Travolta dalla stessa resa dei conti familiare, anche la madre Marianne vide azzerarsi la propria quota ereditaria, senza preavviso né mai un risarcimento.

ESD Italia – Efficienza e Servizi per la Distribuzione, 2001

Marcello Cestaro, che è a capo di uno dei gruppi che formano Selex, definisce scherzosamente la nostra unione come quella tra ‘la bella’, ovvero Esselunga, probabilmente la catena ‘più bella d’Europa’ e ‘la bestia’, cioè Selex...Da loro tuttavia traiamo un’enorme lezione di umiltà: la bestia, infatti, aiuta tantissimo la bella a capire il mercato e raddoppiare la redditività

La Manifattura Caprotti: i tessuti erano storie, antesignane del marketing

La Manifattura Caprotti di Albiate fu per oltre un secolo un luogo di lavoro, identità e memoria. Il suo marchio, la capra, e i nomi dei tessuti evocavano forza e prestigio: Leone, Vittoria, Cleopatra. Altri legavano il prodotto all'identità geografica italiana, come Calabria e Tevere. Altri ancora, come Jolanda e Marina, seguivano la moda del tempo, o l’attualità, come Tosca, legata all’opera di Puccini.