Flash — La marca del distributore raggiunge il 50% nei principali mercati europei, segnando un nuovo record. In Italia resta però al 36%

Secondo Circana, nel 2026 la crescita è destinata ad accelerare: inflazione e shopping guidato dall’Ai favoriranno i prodotti più convenienti a parità di benefici …

l’analisi di Circana rileva che i retailer sono riusciti a mantenere i prezzi bassi e una qualità elevata. Le MDD stanno intercettando i trend legati alla salute e agli stili di vita, offrendo proposte premium e lanci di prodotti innovativi con un dinamismo superiore a quello dei marchi nazionali. Anche la strategia dei distributori di indirizzare contenuti sui social media verso acquirenti più giovani e meno fedeli ai marchi tradizionali sta giocando un ruolo chiave nel sostenere la domanda…

Sotto: Esselunga, sotto alla mia guida, era al 35% circa di marchio privato già nel 2003 (grazie ai marchi Esselunga, Naturama, Esselunga Bio e Fidel il primo prezzo creato per combattere i discount).

Flash — Mastrolia sulla miopia delle marche leader ha ragione da vendere

L’obiettivo è arrivare al 50% di prodotti Mdd, mentre i prodotti di NewPrinces occuperanno il 20%. 

Solo il 30% dello scaffale sarà dedicato alle marche industriali. “Le grandi marche tendono a massimizzare i profitti sfruttando la riconoscibilità dei loro prodotti e la fedeltà dei clienti per alzare il prezzo al massimo”, argomenta Mastrolia.

Credo che sia una strategia non solo poco etica ma anche sbagliata perché, oltre un certo limite di prezzo, si perde anche il consumatore più affezionato altrimenti, come si spiegherebbe il costante calo della quota di mercato di multinazionali e grandi brand a vantaggio di marche private e discount?”.

Le grandi marche hanno alzato i prezzi in modo spropositato durante il Covid, creando inflazione e disaffezione: un autogoal, come si vede dall’evoluzione sotto.

Flash — Cibo e vino: come si stanno modificando i menu e le abitudini alimentari negli Stati Uniti

Cibo : un terzo degli acquirenti mangia di più a casa, compra più prodotti a marchio del supermercato e fa acquisti all’ingrosso Progressive Grocer.

Vino : i rivenditori o grossisti di vini e liquori statunitensi stanno riscrivendo i menu o rifornendo gli scaffali dei negozi con opzioni più economiche a causa dei dazi imposti sulle importazioni provenienti da regioni produttrici di alcolici come l’Europa a partire dallo scorso anno Reuters.

Sotto due prodotti della “private selection”, gamma premium di Kroger, quarto distributore degli USA.

In estrema sintesi è un brutto momento per le marche leader e per i grandi vini che rischiano di essere spodestati da prodotti che costano di meno dei loro. Ciò spiega, almeno in parte, alcune cessioni, avvenute ultimamente in casa Nestlè e Unilever.