Flash — Pewex : nella frutta e verdura vara “Radici nel Lazio”

“Radici nel Lazio” è il nome del nuovo progetto nato dall’accordo con il Car di Roma. Quali sono gli aspetti più importanti di questa operazione? 

Il nostro accordo con il Car (Centro agroalimentare Roma) non è una semplice operazione di approvvigionamento. Con questo progetto stiamo cercando di abbracciare un modello di filiera cortissima abbattendo drasticamente i tempi tra la raccolta e l’esposizione. Basti pensare che in alcuni casi riusciamo a portare prodotti sui banchi nella mattina stessa del raccolto (*)

Il risultato per il consumatore è immediato: un prodotto visibilmente più fresco, che mantiene intatte le proprietà organolettiche, il sapore e il profumo. Prodotti più buoni e che durano molto più a lungo, con l’effetto indotto di ridurre anche lo spreco domestico. I prodotti di “Radici nel Lazio” compiono un tragitto brevissimo. Niente lunghi viaggi, niente soste prolungate in cella frigorifera: la verdura e la frutta vengono raccolte nei campi laziali, passano dal Car e arrivano direttamente nei nostri punti vendita. Oggi l’accordo coinvolge una quindicina di produttori, ma intendiamo, anche alla luce dei risultati, estenderlo nei mesi a venire.

Infine, essendo la nostra azienda fortemente radicata in questa regione, “Radici nel Lazio” porta con sé il senso di offrire sui banchi la ricchezza agroalimentare di questi territori, valorizzando il lavoro dei produttori locali. Per Pewex, il localismo è si una decisione commerciale, ma è anche etica e di scelta di chi produce e da lavoro nel nostro territorio…(dice David Cetorelli, direttore commerciale).

(*) Esselunga, ad esempio riceveva il giorno dopo (i camion viaggiavano di notte e la merce veniva ricevuta all’alba del giorno successivo per poi essere smistata sulla rete).

Sotto : delle zucchine, un’insalata a marchio privato – Consilia – di Pewex in vendita a Prati (Roma),  e l’inchiesta di Daniele Tirelli (Cx Store Research) dove l’insegna è seconda nell’ortofrutta nel Lazio, dopo Lidl.

L’insegna complessivamente è prima nella regione.

 

Flash — Mozzarella del supermercato: la classifica del Gambero Rosso

La classifica pubblicata dal Gambero Rosso vede al primo posto Gioiella (prodotta da Capurso Azienda Casearia), con una Mozzarella di Gioia del Colle Dop da 6,49 euro per 400 grammi. Seguono Deliziosa, anch’essa con una Mozzarella di Gioia del Colle Dop, e Pettinicchio, marchio storico dell’Agro Pontino oggi nell’orbita Granarolo.

Guardando la classifica ufficiale, l’ordine (dopo il podio composto da Gioiella, Deliziosa e Pettinicchio) vede prima Todis, poi Esselunga, Centrale del Latte di Roma, Conad, Carrefour, Cuomo e infine Francia (che chiude la top 10). La presenza di private label e marchi del supermercato è interessante perché mostra come, almeno sul piano sensoriale, alcuni prodotti della distribuzione moderna possano competere con marchi caseari più noti.

 

Cosa ci dice la classifica degli ipermercati francesi

Gli ipermercati  Carrefour, oltre ad avermi formato ed affascinato, erano un punto di riferimento anche per il nostro lavoro operativo: con il dottor Alessandro D’Este e altri buyer, visitavamo spesso quelli di Antibes (primo in classifica) e di Nizza (Lingostière, settimo in classifica). Da queste visite sono arrivate molte conferme per il cammino che stavamo intraprendendo in Esselunga con il biologico, il marchio privato  ma anche per i salumi ed i formaggi tagliati e venduti davanti alla gastronomia, in un banco a sè, self- service..

Flash — Riso arborio del supermercato: i 12 migliori

Nato nel 1946 grazie all’intuizione dell’agronomo Domenico Marchetti, questo chicco lungo e semitondo originario del Vercellese è stato spesso relegato dalla grande distribuzione al ruolo di “riso da insalata”, una strategia commerciale che negli anni ne ha finito per banalizzare l’identità. Eppure la realtà è un’altra: l’Arborio resta uno dei risi più efficaci per ottenere chicchi al dente, capaci di assorbire bene i liquidi di cottura e regalare una mantecatura cremosa. Non a caso, anche se Carnaroli e Vialone Nano dominano spesso il racconto gastronomico, continua a essere il riso da risotto più richiesto al mondo…

Gambero Rosso

Tra i migliori il marchio privato di Carrefour. Benino ma non benissimo Esselunga e Coop.

Unico neo di queste classifiche : manca sempre la base di partenza (= la lista completa delle marche assaggiate). Sotto : il migliore.

Flash — Eataly cambia volto definitivamente?

Estrapolazioni liberamente tratte da questo articolo: …Il prodotto a marchio diventa imperante e onnipresente perché muta lo scopo del negozio. Si passa, di fatto, da un business model food retail (acquisti frequenti, di vari articoli e brand, con uno scontrino medio contenuto) ad uno più simile a quello delle case di moda (acquisti sporadici, di un solo marchio principale e di pochi articoli, con una battuta media elevata). Ovviamente, trattandosi comunque di cibo, lo scontrino medio di Eataly non potrà mai essere paragonabile a quello dell’abbigliamento di lusso ma la logica è la medesima…

…Da qualche anno a questa parte la strategia di Eataly sembra essere cambiata molto. Innanzitutto, le location si concentrano in aree in cui l’affluenza dei clienti è indotta e nelle quali le persone, solitamente, badano meno ai prezzi. Parliamo di stazioni di servizio ed aeroporti, ad esempio. In seconda battuta, l’attenzione si sposta maggiormente sulla ristorazione perché, togliendo spazio al retail, si riduce il problema delle immobilizzazioni finanziarie

Caro Massimo [Schiraldi] il problema degli inventari con tutto quel che ne consegue – date di scadenza, dispersioni, riduzione della freschezza, etc.- si riduce, nei punti di vendita più grandi, ma è lungi dall’esser risolto nei punti di vendita più grandi!

Basta guardare le foto scattate a Milano l’8 settembre 2025. “Piccolo – nelle superfici – è bello”, l’abbiamo già detto.

Come era già stato evidenziato anche che Eataly, in Italia, non aveva senso di esistere.

Redatto il 5 giugno e aggiornato  il 10 giugno 2026

Flash — Amazon a proposito di Whole Foods

“Negli ultimi due anni, abbiamo ridotto i prezzi e raddoppiato il numero di promozioni per portare più valore ai nostri clienti”, ha scritto Buechel. “Dal 2017, risparmi come quelli hanno aggiunto fino a centinaia di milioni di dollari per i clienti. Stiamo sostenendo che non è necessario scegliere tra qualità e valore, e stiamo offrendo prezzi competitivi nel settore su cibo di alta qualità. “…

“Siamo stati il primo rivenditore a lanciare i nostri prodotti rigenerativi certificati biologici, e siamo orgogliosi che, solo nel 2025, più del 61% di tutti i prodotti freschi venduti nei nostri negozi fosse biologico, rispetto a una media del settore del 16%”

Flash — In pochi anni, il segmento non alimentare di Lidl in Europa si è trasformato da semplice area promozionale a pilastro strategico del gruppo

Una traiettoria che si legge bene seguendo i passi in sequenza…: Il 7 maggio 2026… Lidl riorganizza il reparto non alimentare in tutti i suoi circa 3.250 punti vendita in Germania. Action e Tedi hanno aperto la strada Lidl non si fa prendere in contropiede.

Sparisce la classica area promozionale indifferenziata. Al suo posto: sei aree tematiche permanenti, ciascuna associata a un marchio proprio, disposte lungo un corridoio continuo tra gli scaffali refrigerati e la zona casse.

Segnaletica colorata, cartelli visibili da lontano, layout stagionalmente flessibile. “Combiniamo l’efficienza di un negozio discount con l’ispirazione di un rivenditore specializzato”, ha dichiarato Steffen Graf, head of non-food at Lidl Germany (leggi qui ).

Da notare che Lidl è in controtendenza: il settore, in Francia, negli ipermercati segna un – 4,9% dall’inizio dell’anno.

Redatto il 3 giugno, aggiornato il 4 giugno 2026