Presentazione “Le ossa dei Caprotti” – Soroptimist, 29 ottobre 2025

Io mi sono fermato per davvero. Durante quel lungo periodo difficile di cui abbiamo parlato prima, mi sono fermato completamente. È stato un momento di silenzio, di isolamento. Ma poi, con la fine della vicenda giudiziaria e con il Covid, ho scelto di guardare avanti. Ho deciso di considerare la crisi del Covid come un’occasione per aiutare. Da lì è nata la mia rinascita personale e la mia attività nella Fondazione Guido Venosta

I Caprotti : dal tessile – con la Manifattura – all’Esselunga

La storia dei Caprotti inizia con Antonio del fu Giovanni Battista (1685). Le origini della famiglia con l’agricoltura e il tessile, fino al 2009 quando, anche a causa del forte calo di ordini, i vertici aziendali decidono la chiusura della Manifattura dopo oltre 179 anni di attività. Nel frattempo i Caprotti, nel 1957, hanno avuto modo di partecipare alla fondazione dell’Esselunga

Flash — Cambio storico: i Supermercati guidano la crescita a volume superando i Discount

«Dal 2019 al 2023 il loro [dei discount]  fatturato è cresciuto ad un tasso medio annuo del 9,3%, rispetto al +5,7% degli altri operatori» (lo raccontavamo qui). Poi c’è stata un’inversione di tendenza: la crescita a volume-  del canale Iper e super, a volume, supera (+ 2,5%) quella dei discount (+ 1,3%) . Benissimo l’e-commerce a + 8,4% (vedi prima tabella sotto).

I dati Circana raccontano come, dopo il +9,1% registrato nel 2023, le vendite in valore siano cresciute più lentamente nel 2024 (+2,4%) per consolidarsi nel progressivo 2025 con un ulteriore +3,7%.

La novità rilevante è che, a differenza del biennio precedente, la crescita non è più solo effetto dei prezzi ma si accompagna a un recupero della domanda reale: i volumi, infatti, in calo dello 0,5% nel 2023, tornano in positivo nel 2024 (+1,8%) e accelerano nel 2025 (+2,3%).A sostenere questo riequilibrio contribuisce anche la dinamica dei prezzi, che dopo un’impennata del 9,5% nel 2023 si è fermata a +0,6% nel 2024 e viaggia su +1,4% nel 2025, riportandosi su livelli fisiologici.

Sotto: uno dei fattori di recupero del canale Iper Super (nel quale ci sono anche i superstore) è stata probabilmente la forza del marchio privato che ha espresso convenienza, e che sta battendo le marche leader (come Barilla o Coca-Cola, per fare degli esempi, vedi la seconda tabella). Un confronto tra i diversi canali – Iper/super/superstore “contro” discount -sui prezzi purtroppo, ad oggi, non è possibile.

p.s.: esaminando i dati ISTAT, il calo di volumi evidenziato qualche giorno fa, sembra riguardare solo i piccoli dettaglianti, non la GD (pagina 3).

Da notare che ISTAT usa i codici a barre solo dal 2020 e che non tutti i negozianti li usano.

Redatto il 7 settembre, aggiornato l’8 settembre 2025

Flash — Le catene di supermercati e discount più convenienti

Come dice giustamente il Fatto Alimentare “La spesa più diffusa nei supermercati e negli ipermercati è quella mista”: 

In questa categoria abbiamo come prime insegne Famila e Famila Superstore (Selex), seguono Coop, Conad, Panorama. Chiudono la classifica Interspar, Esselunga Superstore Carrefour Market.

P.S.: mi domando come le insegne della categoria citata sotto a quella di Iper e Super- mi riferisco a  “spesa mista” (discount) – possano essere confrontabili visto che mi risulta che alcune insegne non abbiano prodotti di marca ma solo prodotti a marchio del distributore.

Esselunga- Rewe: la joint venture Penny Market

“… Decidiamo di stringere un accordo con il gigante te-desco Rewe per creare una catena di discount che si chiamerà Penny Market, controllata con quote paritetiche del 50 per cento. Per iniziare l’avventura è necessaria una decisione del consiglio di amministrazione, che deve dare il via alla costituzione della società. Voto a favore della proposta di nostro padre, mentre il suo storico avvocato Alfonso Pellegatta è contrario…” Le ossa dei Caprotti, pagina 169

Esselunga Sottocasa, piccoli negozi, grandi opportunità: perché investire nel formato di prossimità

I negozi di prossimità si adattano perfettamente alla struttura urbana italiana: nei centri minori sono l’unica soluzione realmente sostenibile, mentre nelle grandi città, come il centro di Milano, il formato ridotto è spesso l’unica opzione logisticamente ed economicamente praticabile