Caffé e cioccolata potrebbero diventare beni di lusso

Addio a caffè e cioccolata. O perlomeno la prospettiva è di pagare molto di più per procurarseli. È la previsione di uno studio sugli effetti che il cambiamento climatico potrebbe avere su generi alimentari di largo consumo in Europa, in particolare a causa dell’aumento della siccità e altri fenomeni meteorologici estremi. Pubblicata sulla rivista Nature Communications e anticipata dal Guardian, la ricerca riscontra un pericolo analogo per l’olio di palma, usato in molti cibi e prodotti domestici, e per i semi di soia, che sono uno dei principali alimenti per il bestiame nei paesi della Ue.

Perchè ci vuole l’etichettatura d’origine del cibo. Del miele. Ma anche del pomodoro, dell’olio, del latte o del vino

Le frodi, con prodotti extra UE scadenti sono all’ordine del giorno ciò avviene nel cibo, nel pomodoro egiziano con pesticidi spacciato per italiano, nell ‘olio d’oliva, spacciato per  extravergine, nel pesce o anche nel non food. Con l’etichettatura chiara sull’origine potrebbero essere evitate.

L’accordo europeo sulla Pac aggraverà la crisi climatica  

Il Green Deal europeo, con i suoi obiettivi e le sue strategie (la Farm to Fork e la Biodiversità 2030) sarà soltanto citata nel documento finale, ma non costituirà un riferimento su cui Bruxelles potrà basare la sua approvazione o bocciatura dei piani di spesa degli Stati membri. Al contrario l’articolo 106, voluto e difeso dai governi, lo esclude esplicitamente, svincolando in un colpo solo un terzo del bilancio europeo dalle urgenze della crisi climatica.

Acqua e contrasto alla desertificazione : l’ultima occasione del PNRR

Cosa possiamo fare subito? Infrastrutture in grado di trattenere e gestire le cosiddette bombe d’acqua e possibilmente riutilizzarle, come le vasche volano, ma anche soluzioni urbanistiche, dai tetti verdi sulle nuove costruzioni al verde urbano, fino ai sistemi di captazione”… “Inoltre serve aumentare l’impiego dell’acqua depurata per l’agricoltura. Di 40 miliardi di metri cubi che vengono depurati solo il 2% viene usato per irrigare i campi”.

Pomodoro: come si distrugge l’eccellenza del Made in Italy

Se guardiamo ai numeri del 2020 si vede che è stata un’annata record per il settore delle conserve, dove l’Italia si conferma leader con 5,1 milioni di tonnellate di pomodoro trasformato, una quota di produzione mondiale del 13% e un fatturato di 3,5 miliardi di euro. Fanno meglio gli Stati Uniti: oltre 10,2 milioni di tonnellate trasformate grazie alla California, che è la prima area produttiva al mondo. Ma il secondo posto ci è è appena stato scippato dalla Cina, con 5,8 milioni di tonnellate.