Giuseppe Caprotti e gli studi: Parigi e il senso della ricerca

Voglio rimanere tra libri e documenti d’archivio, da solo, senza vedere nessuno o quasi, per lunghe giornate? Oppure voglio lavorare confrontandomi tutti i giorni con il mondo reale? La risposta arriverà anni dopo; insegnare mi sarebbe piaciuto. Ma anche il bilancio della mia esperienza “nel mondo reale”, come scrive Kundera, non sarà stata “un sogno”: Esselunga è stata una grande passione, mi sono divertito e ho fatto, usando un anglicismo, “cose buone”.

Lo zio Beppe Venosta: una personalità originale e fuori dagli schemi

Originale e rivoluzionario Lo zio Beppe, il fratello di mia madre Giorgina, fu un tipo originale e rivoluzionario, una gran barba alla Carlo Marx e una partecipazione attiva al Sessantotto e al “sessantottinismo” che ne seguì. Giornalista di gran classe, corrispondente estero dal Medio Oriente per parecchi anni, persona ironica e provocatoria, morì di cancro, quella malattia che suo padre, il nonno Guido Venosta, aveva combattuto così a lungo e così efficacemente con l’AIRC. Il nonno fortunatamente non dovette vederlo, essendo morto l’anno prima.

ChatGPT a proposito di Giuseppe Caprotti e del suo libro Le ossa dei Caprotti

Giuseppe ha contribuito significativamente allo sviluppo dell’azienda di famiglia. Dopo aver conseguito la laurea in Storia Contemporanea alla Sorbona di Parigi nel 1986, con una tesi sulla situazione politica ed economica dell’Alto Adige pubblicata da Franco Angeli, Giuseppe ha intrapreso una carriera nel settore della grande distribuzione. Nel 2004, dopo un periodo di collaborazione con il padre, Giuseppe è stato allontanato dall’azienda. Successivamente, ha assunto la presidenza della Fondazione Guido Venosta. Nel 2023, ha pubblicato il libro “Le ossa dei Caprotti”, edito da Feltrinelli