Flash — La prossima crisi alimentare globale

Il mondo deve agire per proteggere i più poveri dagli effetti che si protrarranno a lungo anche dopo la fine dei combattimenti.

Dopo sole sette settimane, la carenza di cibo e persino la carestia sembrano ora più probabili per milioni di persone nei paesi vulnerabili dell’Africa e dell’Asia…

Dati recenti della Banca Mondiale evidenziano in modo netto il legame tra energia e cibo. A marzo, l’ indice dei prezzi dell’energia dell’organizzazione è aumentato del 41,6%, trainato da un incremento del 59,4% del gas naturale europeo e del 45,8% del petrolio Brent. Nello stesso mese, i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 2,7% e quelli dei fertilizzanti del 26,2%. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha avvertito che, se la crisi dovesse persistere, i prezzi globali dei fertilizzanti potrebbero aumentare in media del 15-20% nella prima metà del 2026…

Gli stati del Golfo influenzano ormai direttamente la produzione e la circolazione degli alimenti, fornendo materie prime chimiche fondamentali, esportando grandi volumi di fertilizzanti finiti e controllando i corridoi logistici attraverso i quali alimenti e prodotti agricoli si spostano in gran parte del Medio Oriente, dell’Asia centrale e orientale e dell’Africa. ..

La vecchia immagine delle monarchie del Golfo come semplici esportatrici di petrolio e gas non è più valida. Oggi, la regione si trova al centro dell’agricoltura moderna, non solo come importante produttore di fertilizzanti, ma anche come forza trainante per lo sviluppo delle industrie dei fertilizzanti nei paesi limitrofi…

Financial Times

Per capire cos accade in Italia leggi qui.

Flash — La marca del distributore raggiunge il 50% nei principali mercati europei, segnando un nuovo record. In Italia resta però al 36%

Secondo Circana, nel 2026 la crescita è destinata ad accelerare: inflazione e shopping guidato dall’Ai favoriranno i prodotti più convenienti a parità di benefici …

l’analisi di Circana rileva che i retailer sono riusciti a mantenere i prezzi bassi e una qualità elevata. Le MDD stanno intercettando i trend legati alla salute e agli stili di vita, offrendo proposte premium e lanci di prodotti innovativi con un dinamismo superiore a quello dei marchi nazionali. Anche la strategia dei distributori di indirizzare contenuti sui social media verso acquirenti più giovani e meno fedeli ai marchi tradizionali sta giocando un ruolo chiave nel sostenere la domanda…

Sotto: Esselunga, sotto alla mia guida, era al 35% circa di marchio privato già nel 2003 (grazie ai marchi Esselunga, Naturama, Esselunga Bio e Fidel il primo prezzo creato per combattere i discount).

Flash — Mastrolia sulla miopia delle marche leader ha ragione da vendere

L’obiettivo è arrivare al 50% di prodotti Mdd, mentre i prodotti di NewPrinces occuperanno il 20%. 

Solo il 30% dello scaffale sarà dedicato alle marche industriali. “Le grandi marche tendono a massimizzare i profitti sfruttando la riconoscibilità dei loro prodotti e la fedeltà dei clienti per alzare il prezzo al massimo”, argomenta Mastrolia.

Credo che sia una strategia non solo poco etica ma anche sbagliata perché, oltre un certo limite di prezzo, si perde anche il consumatore più affezionato altrimenti, come si spiegherebbe il costante calo della quota di mercato di multinazionali e grandi brand a vantaggio di marche private e discount?”.

Le grandi marche hanno alzato i prezzi in modo spropositato durante il Covid, creando inflazione e disaffezione: un autogoal, come si vede dall’evoluzione sotto.