Gli statuti degli enti sono da scrivere entro 150 giorni.

La Regione dà il via agli stati generali dei presidenti dei parchi e pubblica il bando per nominare il componente di sua competenza nel Cda degli ex consorzi, divenuti enti di diritto pubblico. Qualche poltrona comincia a vacillare. La più in pericolo già da tempo è quella di Milena Bertani, storico presidente del parco del Ticino. Bertani non potrebbe, con lo statuto vigente, essere rieletta, ma anche cambiando le regole il nome non figurerebbe tra i papabili. Altro nome che probabilmente non continuerà a far parte del Cda di un parco è quello del presidente dell’Adda Nord Agostino Agostinelli, vicino al centrosinistra.
Il consiglio di amministrazione dei parchi con la nuova legge sarà composto da 5 consiglieri, uno dei quali nominato dalla Regione. Gli altri quattro sono eletti dai comuni che fanno parte dell’ente. Gli addetti ai lavori, vista la predominanza del centrodestra a capo dei comuni lombardi, assegnano poche chance agli uomini del centrosinistra di poter ottenere lo scranno di presidente di un parco. La battaglia potrebbe essere dunque tutta giocata tra Lega e Pdl, anche se qualche presidente di centrosinistra è dato come vicino alla riconferma. È il caso del parco del Mincio, dove Alessandro Benatti del Pd, eletto da poco dovrebbe continuare la propria opera. In questi giorni intanto il gruppo consigliare in Regione del Pd si è riunito per discutere di nomi.L’intenzione sarebbe quella di non cedere tutti i parchi al centrodestra. A far gola alla sinistra è il Parco Nord Milano, nel cui consiglio siedono rappresentanti di Milano città, passata alla sinistra, di Sesto San Giovanni e della provincia. Il problema in questo caso sarebbe rappresentato da Carmelo Gambitta, arrivato a presiedere il parco nella primavera 2010, e tra i principali sostenitori della riforma dei parchi voluta dalla Regione. I giochi sono aperti anche nel parco del Ticino dove la vicepresidenza negli ultimi cinque anni è stata di Luigi Duse,esponente del Pd. Intanto la Regione ha dato il via alla consulta delle aree protette, mentre i parchi sono al lavoro per redigere il prossimo statuto, che dovrà essere approvato entro il 4 dicembre. «I tempi sono contati – spiega Marzio Marzorati responsabile parchi di Legambiente – e temiamo che i nuovi statuti non possano essere redatti entro i 150 giorni richiesti dall’entrata in vigore della legge. Questo significherebbe il commissariamento dei parchi e non vogliamo che un commissario rediga il regolamento con il quale si deciderà il prossimo presidente. La politica ha fatto perdere troppo tempo in sede di redazione della legge». Al momento la Regione ha già emesso il bando grazie al quale verrà stilato un elenco tra i cui componenti si potranno scegliere i rappresentanti regionali in seno ai consigli dei parchi. Le candidature vanno inviate entro il 14 ottobre.

MILANO
Andrea Ballone

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