Flash — La marca del distributore raggiunge il 50% nei principali mercati europei, segnando un nuovo record. In Italia resta però al 36%

Secondo Circana, nel 2026 la crescita è destinata ad accelerare: inflazione e shopping guidato dall’Ai favoriranno i prodotti più convenienti a parità di benefici …

l’analisi di Circana rileva che i retailer sono riusciti a mantenere i prezzi bassi e una qualità elevata. Le MDD stanno intercettando i trend legati alla salute e agli stili di vita, offrendo proposte premium e lanci di prodotti innovativi con un dinamismo superiore a quello dei marchi nazionali. Anche la strategia dei distributori di indirizzare contenuti sui social media verso acquirenti più giovani e meno fedeli ai marchi tradizionali sta giocando un ruolo chiave nel sostenere la domanda…

Sotto: Esselunga, sotto alla mia guida, era al 35% circa di marchio privato già nel 2003 (grazie ai marchi Esselunga, Naturama, Esselunga Bio e Fidel il primo prezzo creato per combattere i discount).

Flash — Coltivazione delle banane: un paradiso dei pesticidi

Le piantagioni di banane si estendono in Ecuador, Costa Rica, Peru, nelle Filippine e in Colombia: territori in cui il clima è perfetto per far crescere il frutto… e i parassiti. Per proteggere le coltivazioni si utilizzano pesticidi ed erbicidi in quantità che un agricoltore europeo non vedrebbe in un’intera carriera.

Tutte le aziende dichiarano di seguire programmi di “sostenibilità”, ma la verità è che una banana a 1,49 €/kg non può garantire salari equi, coprire i trasporti oceanici e assicurare un’agricoltura pulita. Qualcuno, lungo la filiera, paga sempre il prezzo: spesso la salute di chi lavora… e di chi consuma

Sotto:

1 alcuni dei pesticidi citati da “Indovina chi viene a cena” (Rai3) sono stati trovati anche in banane bio e sono proibiti nell’UE ma vi entrano perchè non esistono le clausole di reciprocità tra Sud America e Europa.

Questo problema potrebbe essere modificato da una corretta applicazione del trattato Mercosur.

2 l’etichetta della banane Esselunga Bio Ctm Altromercato.

Leggi anche questo articolo sulle banane a marchio privato di Esselunga e nella GD, in generale. Sui pesticidi puoi leggere qui.

Redatto il 10 dicembre 2025, aggiornato il 19 marzo 2026

 

Factory Positioning: “Strategie e mercato MDD – IDM”

Il mio intervento partirà anche da alcune iniziative che ho sviluppato in Esselunga: i Superstore, la carta Fìdaty, Esselunga a Casa , la centrale acquisti ESD, lo sviluppo del biologico, insieme all’introduzione del primo bilancio sociale dell’azienda. L’obiettivo ovviamente non è guardare al passato. Quelle esperienze servono soprattutto come punto di partenza per riflettere su come stanno cambiando oggi la distribuzione, il ruolo delle marche del distributore e il rapporto tra industria e retail

Flash — Al supermarket un prodotto su 4 è italiano. Superati gli 11,6 miliardi di spesa

Gs1 Italy, nel 2024 il volume del paniere segna -0,7%. Salve le Dop…L'”indicatore” più diffuso di italianità – segnalala il report economico – è la bandiera tricolore, presente su oltre 16 mila prodotti con vendite annue positive a valore e stabili a volume. Seguono i claim “100% italiano”, che resta stabile a valore ma perde l’1,5% dei volumi, e “prodotto in Italia”, con vendite negative a valore e volume. Gli analisti sottolineano che “il 2024 non è stato un anno facile nemmeno per le indicazioni geografiche europee: nel paniere da 4.888 referenze e 1,6 miliardi di euro di giro d’affari dei prodotti Dop, Doc e Docg, solo le referenze Dop registrano vendite positive a valore (+5,8%) e volume (+2,7%)” per un totale di quasi 803 milioni di euro.

Le bandierine con il tricolore non funzionano più. Ve lo dice chi le ha messe sui prodotti Esselunga bio 25 anni fa. Anche perchè  spesso “non battono l’inflazione” e, senza un’etichettatura adeguata sulle caratteristiche del prodotto potrebbero semplicemente essere “italian sounding”. Leggi anche : Il falso mito del cibo “100% italiano”

L’impegno sociale di Giuseppe Caprotti in Esselunga: la cura dell’ambiente, a favore delle persone

Quello legato all’attenzione e alla cura per l’ambiente è un progetto che parte da lontano, negli anni Ottanta, i primi che ho trascorso in Esselunga, e inizia con i prodotti biologici e naturali in genere. È anche il progetto cui è più affezionato perché questo aveva un’anima, uno scopo sociale, oltre a quello legato agli affari.