Flash — Eataly cambia volto definitivamente?

Estrapolazioni liberamente tratte da questo articolo: …Il prodotto a marchio diventa imperante e onnipresente perché muta lo scopo del negozio. Si passa, di fatto, da un business model food retail (acquisti frequenti, di vari articoli e brand, con uno scontrino medio contenuto) ad uno più simile a quello delle case di moda (acquisti sporadici, di un solo marchio principale e di pochi articoli, con una battuta media elevata). Ovviamente, trattandosi comunque di cibo, lo scontrino medio di Eataly non potrà mai essere paragonabile a quello dell’abbigliamento di lusso ma la logica è la medesima…

…Da qualche anno a questa parte la strategia di Eataly sembra essere cambiata molto. Innanzitutto, le location si concentrano in aree in cui l’affluenza dei clienti è indotta e nelle quali le persone, solitamente, badano meno ai prezzi. Parliamo di stazioni di servizio ed aeroporti, ad esempio. In seconda battuta, l’attenzione si sposta maggiormente sulla ristorazione perché, togliendo spazio al retail, si riduce il problema delle immobilizzazioni finanziarie

Caro Massimo Schiraldi il problema degli inventari con tutto quel che ne consegue – date di scadenza, dispersioni, riduzione della freschezza, etc.- si riduce, nei punti di vendita più grandi, ma è lungi dall’esser risolto!

Basta guardare le foto scattate a Milano l’8 settembre 2025. “Piccolo è bello”, l’abbiamo già detto. Ne riparleremo a breve.

Flash — Eataly, concluso il ciclo Cipolloni

… Cipolloni è stato nominato Ceo nel 2022, in corrispondenza con l’ingresso nella compagine azionaria con il 52% del fondo Investindustrial guidato da Andrea Bonomi.

In questo periodo, Eataly “ha aumentato i ricavi totali da circa 450 milioni di euro a oltre 700 milioni nel 2025, ampliando la propria presenza globale e creando una solida pipeline grazie all’apertura di oltre 20 nuovi punti vendita, portando il numero totale a 69”, cita il comunicato stampa.

Ma nonostante un aumento di capitale nel 2025 da 75 milioni di euro, l’indebitamento netto resta attestato attorno ai 140 milioni di euro. Mentre i bilanci continuano a chiudere in perdita…

Flash — Green Pea a Torino, dopo Fico un’altro flop per Oscar Farinetti

Green Pea, l’eco-sogno in zona Lingotto di Torino aperto nel 2020 da Oscar Farinetti come manifesto di un capitalismo etico ispirato ai nuovi movimenti ambientalisti, 15 mila metri quadri con piscina sul tetto, non ha più un negozio aperto e si converte ad uso uffici ed eventi. Dopo Fico Eataly World, che in sei anni aveva accumulato circa 28 milioni di perdite, un altro esperimento decisamente andato male per Oscar Farinetti: Green Pea ha registrato bilanci da subito in rosso, senza mai raggiungere la redditività, un copione già visto. Anche Eataly, marchio globale con prezzi tutt’altro che a buon mercato, tra il 2020 e il 2022 aveva perso circa 100 milioni di euro tanto da rendere necessario l’ingresso di nuovi capitali e la cessione della maggioranza a Ivestindustrial di Bonomi….

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Flash — Eataly Verona: i motivi del fallimento e il futuro dei lavoratori

Giosuè Rossi, segretario Fisascat Cisl Verona:

Quali le motivazioni?

Le ragioni sono tante, a partire dai costi dell’affitto alti…

Ci spieghi meglio.

Il punto vendita si trova in una posizione un po’ periferica, di fronte alla fiera, in una zona non turistica e con una clientela potenziale non alto spendente. O comunque una clientela difficile da fidelizzare: nell’area ci sono diverse aziende, alcuni ordini professionali, una banca con la mensa interna. Per il resto è una zona residenziale, un po’ ‘di passaggio’, potremmo dire. Non ha nulla a che vedere con Verona centro..

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