Aldo Bassetti. L’impegno politico-imprenditoriale: la società “Piccolo Naviglio” e l’ “Espresso”

Quasi per caso, nei primi anni Sessanta, Aldo Bassetti si trova a entrare in un gruppo che salverà il settimanale “L'Espresso”. Viene chiamato “Piccolo Naviglio”, e comprende, oltre a Bassetti, giovani eredi provenienti da alcune delle maggiori dinastie industriali italiane: oltre a Bassetti, infatti, ci sono Roberto Olivetti e Vittorio Olcese.

L’imprenditore: Aldo Bassetti, la birra e l’acqua “di famiglia”

Nel primo dopoguerra, i Bassetti acquistano dunque due dei più antichi birrifici italiani, lo Spluga a Chiavenna e il Birrificio Angelo Poretti a Induno Olona. Soprattutto grazie a quest’ultimo, Aldo Bassetti porta la sua birra verso il Sud Italia e importa e distribuisce i grandi marchi danesi Tuborg e Carlsberg. Oltre alla birra, Bassetti investe nell’acqua minerale, ad esempio producendo negli stabilimenti Spluga l’acqua minerale Frisia, che negli anni Ottanta diventerà la prima commercializzata a Milano.

Aldo Bassetti: la guerra, la zia uccisa dai nazisti, i dipinti di Mario Mafai donati a Brera

Nel settembre 1943, le SS uccidono a Meina un gruppo di Ebrei, tra i quali Lotte Fröhlich Mazzucchelli, zia di del diciassettenne Aldo Bassetti cui tocca il terribile compito di cercare il suo corpo tra i cadaveri gettati nel lago. In ricordo di quella tragedia Bassetti, presidente onorario dal 2007 al 2020 degli Amici di Brera, acquista e dona nel 2018 alla Pinacoteca le "Fantasie" di Mario Mafai.

Guido Venosta e la sua seconda vita: l’Associazione nazionale per la ricerca sul cancro (AIRC) – prima parte

Nel 1966 mio nonno Guido accetta di far parte della di una “piccola associazione“ che intende promuovere la conoscenza della “malattia innominabile”, il cancro. Da lì a oltre vent’anni, la “piccola associazione diventerà l’AIRC – Associazione nazionale per la ricerca sul cancro.

Guido Venosta, la seconda vita: l’AIRC – “L’azalea della ricerca” e “Le arance della salute”

Tra le manifestazioni pubbliche più caratterizzanti dell’AIRC ci sono “L’Azalea della Ricerca” e “Le Arance della Salute”. L’una e l’altra rappresentano una ragione di attenzione per il pubblico delle città dove si svolgono, perciò sono divenute un simbolo dell’AIRC in qualsiasi punto del Paese.

Guido Venosta e la sua seconda vita: l’Associazione nazionale per la ricerca sul cancro (AIRC) – seconda parte

Grazie all’opera di mio nonno Guido Venosta ma anche alle favorevoli congiunture sia economiche sia sociali e culturali, l’AIRC ebbe successo e crebbe. Nel 1975 il nonno fu eletto Presidente, ruolo che ricoprì per vent’anni strutturando l’organizzazione ad un livello manageriale allora unico nel settore della solidarietà.

Guido Venosta e l’AIRC – L’idea vincente: la diffusione dell’AIRC a livello nazionale (i Comitati regionali)

Nel concepire il grande disegno dell’Associazione, mio nonno Guido ha l’idea vincente: quella della diffusione dell’attività e dell’interesse per l’Associazione a livello nazionale, puntando su rappresentanze regionali con mentalità, usi e sensibilità locali, ma anche un contatto preciso e veloce con la sede centrale.