Profilo
Figlio di Giuseppe e di Giuseppina Polti, succede al padre nella guida della Manifattura Caprotti. Sindaco di Albiate (1896-1907). Sposa la cugina Bettina Caprotti e ha tre figli: Carolina, Silvia e Peppino. Sempre interessato ai temi sociali, fonda con altri la società di Mutuo Soccorso fra Esercenti Operai e Contadini di Albiate, Triuggio, Sovico e Limitrofi nel 1905, e la Mutua Cooperativa Consumo a Ponte Albiate nel 1920, che ancora oggi gestisce quattro supermercati ad insegna Coop.
Peppino Caprotti – Tragedia finale, onori al Sindaco
Caprotti, automobili, autisti ed il mio atto di nascita
La “famiglia allargata” dei Caprotti, tra Albiate e Milano
Intorno ai Caprotti: la villa di Albiate, dimora amata
I Caprotti e le coop : Albiate, Bernardo Caprotti e le cooperative di mutuo soccorso (1907- 1920)
GDO, domenica sì o no?
In estrema sintesi : la Coop chiede una legge sulle chiusure di domenica (= tutti chiusi) perchè non è in grado di imporsi come leader di mercato, come Mercadona in Spagna
Manifattura Caprotti : la sicurezza sul lavoro in un’impresa tessile
I Caprotti, come i Marelli (con i quali si sarebbero più tardi imparentati), sono stati senz’altro dei precursori, e per molti versi possono venire annoverati tra gli “imprenditori inattesi” , poiché presentano aspetti di modernità, di progettualità, di idee che non avremmo sospettato in persone che producono tessuti dai tempi dei telai nelle case dei contadini, e si occupano quindi di una cosa fredda e impersonale che si chiama “progresso”
I Caprotti e I parenti: la formidabile zia Virginia, sorella del trisnonno Giuseppe
La zia Virginia è stata il paciere della famiglia in un’epoca di grandi faide : la buona opera di tenere a bada due uomini che sul lavoro riuscivano a scannarsi sia che fossero concorrenti sia che fossero soci dovette essere continuata con successo da coniugi e nipoti, visto che i due, in anni ormai anziani, erano soliti passare il Natale insieme ed assieme ai congiunti
La famiglia Caprotti, innovazione e tradizione in una manifattura italiana: operai dal carcere di San Vittore
Quando, nei primi anni postunitari, i Caprotti costruirono il primo grande stabilimento nel vero senso del termine, ritrovandosi infine con migliaia di metri quadri di spazio, inizialmente non avevano del tutto chiaro cosa metterci. Probabilmente pensano ad una sorta di “manifattura accentrata”, e a tal fine acquistano diversi macchinari rivolgendosi a vari produttori, tra i quali anche il carcere milanese di San Vittore il cui direttore, Eugenio Cicognani, è personalmente appassionato e ideatore di un telaio a regolatore di nuova concezione, costruito dai detenuti.
La famiglia Caprotti, innovazione e tradizione in una manifattura tessile italiana: Alessandro Belgiojoso e la mostra “La meccanica della Caprotti”
La famiglia Caprotti, innovazione e tradizione in una manifattura italiana: Albiate e la Svizzera
Bernardo Caprotti, proprietario agricolo, fonda su suoi terreni a Ponte Albiate la Bernardo Caprotti di Giuseppe per la tessitura del cotone. L’azienda Caprotti è ancora improntata su un sistema di produzione quasi preindustriale: pochi e semplici macchinari, molti magazzini, operai-contadini che tessono soprattutto a domicilio. Nel 1866 erano circa 1500. La grande rivoluzione industriale che trasformerà l’Europa è però in atto…
I Caprotti e la Manifattura: le maestranze con il mio bisnonno Bernardo Caprotti, settembre 1924
I Caprotti: Bernardo detto Nardo in età giovanile, 1868-1928
I Caprotti: FAIDA
I Caprotti : Bernardo Caprotti (1868- 1928) fondatore della Coop di consumo di Albiate e Triuggio
Un pezzo della storia dei Caprotti e dell’Italia attraverso le vicende di Bernardo Caprotti, mio bisnonno
I Caprotti durante la prima guerra mondiale e il fascismo
“maledico me stesso e chi approfittando della mia stima e del mio onore fece di me un vile” Giuseppe Caprotti, il 6 Maggio 1918
Peppino Caprotti, Alberto Sartoris e i progetti della scuola e della cappella di famiglia, ad Albiate
Peppino Caprotti – Tragedia finale, onori al Sindaco
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GDO, domenica sì o no?
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I Caprotti, come i Marelli (con i quali si sarebbero più tardi imparentati), sono stati senz’altro dei precursori, e per molti versi possono venire annoverati tra gli “imprenditori inattesi” , poiché presentano aspetti di modernità, di progettualità, di idee che non avremmo sospettato in persone che producono tessuti dai tempi dei telai nelle case dei contadini, e si occupano quindi di una cosa fredda e impersonale che si chiama “progresso”
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La zia Virginia è stata il paciere della famiglia in un’epoca di grandi faide : la buona opera di tenere a bada due uomini che sul lavoro riuscivano a scannarsi sia che fossero concorrenti sia che fossero soci dovette essere continuata con successo da coniugi e nipoti, visto che i due, in anni ormai anziani, erano soliti passare il Natale insieme ed assieme ai congiunti
La famiglia Caprotti, innovazione e tradizione in una manifattura italiana: operai dal carcere di San Vittore
Quando, nei primi anni postunitari, i Caprotti costruirono il primo grande stabilimento nel vero senso del termine, ritrovandosi infine con migliaia di metri quadri di spazio, inizialmente non avevano del tutto chiaro cosa metterci. Probabilmente pensano ad una sorta di “manifattura accentrata”, e a tal fine acquistano diversi macchinari rivolgendosi a vari produttori, tra i quali anche il carcere milanese di San Vittore il cui direttore, Eugenio Cicognani, è personalmente appassionato e ideatore di un telaio a regolatore di nuova concezione, costruito dai detenuti.
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Bernardo Caprotti, proprietario agricolo, fonda su suoi terreni a Ponte Albiate la Bernardo Caprotti di Giuseppe per la tessitura del cotone. L’azienda Caprotti è ancora improntata su un sistema di produzione quasi preindustriale: pochi e semplici macchinari, molti magazzini, operai-contadini che tessono soprattutto a domicilio. Nel 1866 erano circa 1500. La grande rivoluzione industriale che trasformerà l’Europa è però in atto…
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I Caprotti: FAIDA
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Un pezzo della storia dei Caprotti e dell’Italia attraverso le vicende di Bernardo Caprotti, mio bisnonno
I Caprotti durante la prima guerra mondiale e il fascismo
“maledico me stesso e chi approfittando della mia stima e del mio onore fece di me un vile” Giuseppe Caprotti, il 6 Maggio 1918
Approfondimenti
La Manifattura Caprotti e il cooperativismo “bianco”
La Manifattura Caprotti, industria di primo piano anche a Bordeaux (1895)
Bernardo Caprotti all’Esposizione di Milano del 1881
Il confronto con i Caprotti: la Ercole Marelli e l’innovazione tecnologica
“Caprotti dynasty, segreti e liti”
Gran parte di quanto scritto nnel libro Le ossa dei Caprotti era già stato detto nel 2012, con mio padre in vita
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La Manifattura Caprotti, industria di primo piano anche a Bordeaux (1895)
Bernardo Caprotti all’Esposizione di Milano del 1881
Il confronto con i Caprotti: la Ercole Marelli e l’innovazione tecnologica
“Caprotti dynasty, segreti e liti”
Gran parte di quanto scritto nnel libro Le ossa dei Caprotti era già stato detto nel 2012, con mio padre in vita






















