Flash — Il Financial Times: “L’olio spagnolo è superiore a quello italiano” ma non si capisce perchè

nell’ articolo del Financial Times dal titolo: Sorry, but Spanish olive oil is far superior to Italian, firmato dall’esperto di arte Igor Ramírez García-Peralta le opinioni non sono confermate con valutazioni che facciano capire da dove deriverebbe questa presunta superiorità.

L’articolo finisce per somigliare ad un publiredazionale.

Leggi : Il migliore olio di oliva sullo scaffale del supermercato è 100% italiano.

Flash — L’avvocato Dario Dongo si pronuncia sulla circolare inerente la miscelazione dell’olio extravergine e dell’olio vergine

…In questo contesto, la circolare in questione, oltre ad essere inapplicabile, incostituzionale e contraria al diritto dell’UE, per le ragioni delineate nel paragrafo precedente, introduce limiti alle operazioni delle industrie italiane dell’olio d’oliva che, a giudizio dell’autore, non hanno alcuna giustificazione ragionevole.

Concorrenti da altri Stati membri , nel rigoroso rispetto delle normative comunitarie, potranno continuare a correggere i difetti di alcuni oli di oliva vergini miscelandoli con oli extravergini di oliva e commercializzandoli come tali — anche in Italia (!)—i prodotti finali che soddisfano effettivamente i requisiti di qualità superiori.

Vietare la miscelazione delle due categorie di oli è senza dubbio Un’ottima idea , secondo l’opinione dell’autore, per migliorare le garanzie della qualità superiore dell’olio extravergine di oliva. Tuttavia, questa idea deve essere sostenuta dalla Legislatore europeo , chi competenza esclusiva in questo settore è stato sottovalutato sia nella relazione ECA che nella circolare in esame...

Olio e grano: da un sottocosto all’altro, nell’indifferenza generale

Le contraddizioni del ministero dell’Agricoltura e l’inconsistenza delle rappresentanze sindacali (Coldiretti, Confagricoltura, etc.) su un problema che dovrebbe interessare tutti : la lotta disattesa alle pratiche sleali crea molteplici distorsioni di mercato che falsano costi, prezzi e margini. E che vanno direttamente all’opposto rispetto alla tutela della sovranità che questo governo sembrerebbe auspicare

Flash — Olio extravergine di oliva : la nuova etichettatura contraddice quella europea

Il ministero per l’Agricoltura vieta l’etichettatura come EVO di olio extravergine e olio vergine definendola come “fuorviante”. Soddisfatte Unaprol e Coldiretti: si è messa una toppa alle miscelazioni fraudolente ma questa non può costituire una soluzione permanente. Di fatto continua il far – west dell’etichettatura alimentare.

Il Sole 24 ore del 18 luglio 2026

E l’idea di Zefferino Monini di olio extravergine “di alta qualità” sembra difficilmente realizzabile.

Flash — Ecco come le alte temperature minacciano l’olivo, la qualità e quantità dell’olio

… I frutti si riducono e l’olio scarseggia

Il primo effetto del caldo eccessivo lo vediamo sui frutti. Quando le temperature superano stabilmente i 25°C durante la fase in cui l’olio si accumula, cioè tra i 60 e i 120 giorni dopo la fioritura, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il peso secco del frutto diminuisce, la fase di crescita si accorcia e il tasso di crescita giornaliero cala. In pratica, i frutti maturano prima ma sono più piccoli e leggeri…

il caldo modifica anche il rapporto tra polpa e nocciolo, un effetto “diluizione” che riduce ulteriormente la concentrazione di olio. In pratica, la pianta investe più energia nella crescita del legno che nell’accumulo di sostanze grasse, e questo si traduce in frutti con meno olio e di qualità inferiore.

La qualità dell’olio si gioca soprattutto sul profilo degli acidi grassi, e qui il caldo fa davvero danni. L’acido oleico, che dovrebbe rappresentare tra il 55 e l’83% dell’olio per essere considerato extravergine di qualità, diminuisce dello 0,7% per ogni grado in più. Contemporaneamente aumentano gli acidi palmitico e linoleico, che in alcune zone calde del mondo arrivano addirittura a superare i limiti previsti dal Consiglio Oleicolo Internazionale.

Ma la sorpresa più grande arriva dagli studi sull’andamento delle temperature durante il giorno. Non è tanto il caldo di mezzogiorno a fare la differenza, ma la temperatura minima notturna e l’ampiezza termica giornaliera. Questo significa che le notti calde sono particolarmente dannose, forse perché influenzano processi enzimatici che avvengono al buio…

Flash — Olio : l’Italia, ormai, più che potenza olivicola è una potenza olearia, ovvero non fa più produzione ma commercio

E facendo commercio si muove in un contesto internazionale sempre più competitivo e sempre meno europeo, con la nascita di nuove aree produttive come il nord Africa che rappresentano il futuro produttivo.

L’assemblea di APO Catania, il 13 giugno scorso, è stata l’occasione per approfondire i temi di mercato: “… la Sicilia, e l’Etna in particolare, ha la fortuna di produrre oli con un fruttato suadente e piacevole. Poi già moltissime persone scelgono la Sicilia, vengono per turismo, per conoscerne luoghi e cultura, anche gastronomica. Sono consumatori già naturalmente disposti a valorizzare un territorio che amano.” ha spiegato il direttore di Teatro Naturale, Alberto Grimelli.

Quindi le leve per l’olivicoltura di qualità ad alto valore aggiunto come quella siciliana sono edonismo, esperienza e sostenibilità, unitamente alle riconosciute proprietà legate al benessere dell’extravergine di eccellenza. Bisogna percorrere il sentiero della valorizzazione, anche attraverso strumenti disponibili come Dop e Igp.

In proposito leggi anche questo articolo.

 

Flash — Nielsen : in GDO il 70% della crescita dei volumi è realizzata unicamente da 20 categorie legate al tema del benessere

Negli ultimi dodici mesi il “fresco” ha messo a segno un progresso del 4% e hanno fatto molto bene anche “frutta e verdura” (+5,5%), “macelleria & polleria” (+6,8%) e “prodotti freschi confezionati” (+3,7%). Di contro, hanno mostrato un rallentamento categorie come i “salumi” (-2,6%) e gli “alimentari confezionati” (+1,3%)  …

cresce la frequenza di acquisto. Nell’ultimo anno è aumentata del 7,6%: si entra nel punto vendita più spesso, si compra meno per evitare scorte che rischiano poi di essere buttate via. Tra le famiglie giovani con figli under 24, quelle più in difficoltà economicamente, il fenomeno è ancora più marcato: la frequenza è balzata del 12,8%. Nonostante tutto questo la Gdo mostra una crescita stabile di circa il 2%…

Repubblica 10 giugno 2026.

Sotto le 20 categorie citate nel titolo tra cui spiccano banane e olio extravergine di oliva. Non è chiaro se i dati di Nielsen siano al netto dell’inflazione o no.