I Caprotti e la famiglia: il matrimonio di Bernardo e Giorgina, novembre 1958, lo zio Claudio e la nonna Marianne

“La nonna ha una debolezza: è innamorata pazza del terzo figlio, mio zio Claudio". Alcuni amici mi hanno raccontato che Claudio, all’epoca, quando era ad Albiate aveva il permesso di fare colazione e pranzo a letto. Bernardo soffre per questo rapporto unico e sono convinto che la gelosia tra i due fratelli sia stata una delle cause dei litigi che scuoteranno la nostra famiglia.

Luigi Venosta

I Caprotti e lo sport: Lo zio Luigi Venosta detto Gigi, hockey e medaglie

Luigi Venosta, detto Gigi, secondo fratello di mio nonno, fu “il più popolare giocatore italiano” di hockey su ghiaccio degli anni ’30, come lo definì “La Gazzetta dello Sport”, vestendo tra l’altro la maglia azzurra per più di venti partite. Durante la guerra fu aviatore, e si guadagnò una medaglia d’argento sul campo. Nella foto, Gigi Venosta è l’ultimo in fondo, in fuga, con la maglia scura.

Le ossa dei Caprotti : la storia della famiglia che ha creato il mito Esselunga

Dopo anni di meticolosa ricerca e ricostruzione storica, è uscito il mio nuovo libro: “Le ossa dei Caprotti”. Al centro della narrazione, le vicende della mia famiglia a partire dall’attività tessile di inizio ’800, fino alla nascita e sviluppo di Esselunga, sfatando miti e leggende. Una storia universale di cui ho parlato, ma mai in maniera unitaria e mai del tutto raccontata; sotto molti aspetti, una lettura avventurosa

Tomba di famiglia, atto secondo

I Caprotti e le ossa: “Tomba di famiglia, atto secondo: alti e schietti”, 2009

Nel 2009 chiude la Manifattura Caprotti ad Albiate. Anche se la fabbrica da qualche anno non è più dei Caprotti, è naturale che il sindaco Filippo Viganò si rivolga a Bernardo per cercare di limitare le pesanti ricadute sociali che tale chiusura avrà sul paese. Bernardo risponde con una lunga lettera, in cui liquida brevemente (ma non malamente) la questione Manifattura, per dilungarsi sul ben più grave problema dei cipressi del cimitero di Albiate, che sconsiderati giardinieri potano malamente impedendo loro di crescere “alti e schietti” come dovrebbero.

La tomba di famiglia, Atto primo

Le ossa dei Caprotti: la tomba di famiglia, atto primo, 1997

Nel 1997 papà e i fratelli non si parlano ormai da chissà quanti anni. Pochi giorni prima di Natale, Bernardo dà il via a quello che nel tempo trasformerà in un vero e proprio tormentone. Nel cimitero di Albiate, la cappella di famiglia necessita di urgenti restauri perché importanti infiltrazioni d’acqua compromettono sia la struttura, sia i feretri che vi sono conservati. Quello che colpisce nel modo in cui Bernardo riferisce i fatti a Guido e Claudio è la meticolosità delle descrizioni. Racconta con precisione ogni dettaglio, non risparmiando loro le fotografie delle casse malridotte e magari aperte, compresa quella del loro papà Peppino.