La Manifattura Caprotti e il cooperativismo “bianco”
Nel primo dopoguerra (1919-1921) Bernardo. padre del nonno Peppino, fonda con Galeazzo Viganò ed alcuni tecnici e operai delle rispettive fabbriche la “Società Mutua Cooperativa di Consumo”, per calmierare i prezzi dei generi di prima necessità In seguito, anche se le lotte sindacali si affermano pure alla Caprotti, come in tutte le fabbriche, tuttavia la matrice cattolica e fortemente attaccata alle tradizioni rimane.I Caprotti e le coop : Albiate, Bernardo Caprotti e le cooperative di mutuo soccorso (1907- 1920)
Può sembrare quasi uno scherzo del destino, visti i fatti della storia della famiglia Caprotti, ma il bisnonno Bernardo fu tra i fondatori di ben due cooperative di mutuo soccorso. Una è tuttora esistente ad Albiate e ha quattro supermercati.Peppino e Marianne Caprotti : dalla Francia alla Brianza, con amore
Nel 1922, mio nonno Peppino Caprotti viene mandato a studiare alla prestigiosa scuola di formazione nelle materie tessili di Épinal, cittadina dei Vosgi, nella Lorena francese, dove vive Marianne Maire. I due s’innamorano rapidamente e definitivamente: nel 1923 Peppino si diploma, e l’anno successivo sposa Marianne.I Caprotti : dal tessile – con la Manifattura – all’Esselunga
La storia dei Caprotti inizia con Antonio del fu Giovanni Battista (1685). Le origini della famiglia con l’agricoltura e il tessile, fino al 2009 quando, anche a causa del forte calo di ordini, i vertici aziendali decidono la chiusura della Manifattura dopo oltre 179 anni di attività. Nel frattempo i Caprotti, nel 1957, hanno avuto modo di partecipare alla fondazione dell’Esselunga
Esselunga: dal 1957 agli inizi degli anni ’90 nei ricordi del figlio di un “droghiere”
Le origini di Esselunga sono legate alla storia della città di Milano
I Caprotti e la famiglia: Anna Zanchi Morpurgo, 1949
Il giorno dell’incidente stradale che lo uccise, il nonno Peppino non era solo. Al suo fianco sedeva una donna che frequentava da un paio d’anni, e riportò gravissime ferite. Scoprirò solo molto tempo dopo che si chiamava Anna Z., e la conoscevamo bene. Negli archivi della Biblioteca Braidense, a Milano, è conservata una serie di ritratti fotografici che ne immortalano la bellezza.Bernardo Caprotti di Giuseppe e i contributi per Giuseppe Garibaldi
Le simpatie irredentiste di Bernardo possono essere confermate dalla ricevuta dell’Associazione Unitaria Italiana a cui, il 16 novembre 1859, versa 100 lire onde acquistare fucili proposto da Giuseppe Garibaldi per la “causa nazionale”. La somma però, pur non essendo certo bassa, è prudente: solo 100 lire. I denari, quelli veri, sono destinati agli affari.Albiate: tutto esaurito alla visita a Villa San Valerio, Giuseppe Caprotti cicerone, il 6 settembre 2025
Grazie a Francesco Perego e all’Associazione Piero Gatti, che aveva ospitato ad Albiate la presentazione del mio libro Le Ossa dei Caprotti, sono stati scoperti nuovi contenuti storici sulla villa e sulla cappella di San Valerio, già oratorio dell’Immacolata
Carlo Caprotti di Bernardo: consigli dall’Africa al nipote in guerra
Ormai anziano e ritiratosi dagli affari, Carlo alterna i soggiorni in Italia a diversi mesi in Africa, risiedendo ad Algeri. Nel 1914 lo scoppio della Grande Guerra lo blocca lì, ma riceve con regolarità le lettere del nipote Peppino, figlio di sua figlia Bettina e di Bernardo, primogenito del fratello Beppo, fante telegrafista a Parma.
Carlo Caprotti di Bernardo: cittadino bergamasco
Come industriale e figura pubblica della società bergamasca, Carlo sceglie quale abitazione a Bergamo una signorile dimora nell’attuale via Tasso, con un grande parco di 5,61 pertiche (oltre 3600 mq.), studiato e organizzato da Carlo stesso.
Carlo Caprotti di Bernardo: imprenditore a tutto tondo
Dopo la separazione in affari dal fratello maggiore Beppo (1872), Carlo si trasferisce a Bergamo e qui impianta due aziende tessili, una nel 1874, la “Società in nome collettivo Caprotti & Guttinger”, l’altra nel 1901, la ditta individuale “C. M. Caprotti” nel 1901.












