Intorno ai Caprotti: la villa di Albiate, dimora amata

Dalla fine dell’Ottocento, quando i Caprotti acquistarono la villa, in quella casa passò buona parte della storia di famiglia, e continua a farlo. Molte fotografie la raccontano, molti ricordi che sono rimasti nelle lettere e nell’animo di chi li ha vissuti, e riportano serene foto tra gli alberi, i giochi nel cortile, gli animali che furono, persino le antiche carrozze che la famiglia usò a lungo, anche dopo l’avvento delle automobili, e che ancora esistono.

La Manifattura Caprotti e il cooperativismo “bianco”

Nel primo dopoguerra (1919-1921) Bernardo. padre del nonno Peppino, fonda con Galeazzo Viganò ed alcuni tecnici e operai delle rispettive fabbriche la “Società Mutua Cooperativa di Consumo”, per calmierare i prezzi dei generi di prima necessità In seguito, anche se le lotte sindacali si affermano pure alla Caprotti, come in tutte le fabbriche, tuttavia la matrice cattolica e fortemente attaccata alle tradizioni rimane.

I Caprotti : dal tessile – con la Manifattura – all’Esselunga

La storia dei Caprotti inizia con Antonio del fu Giovanni Battista (1685). Le origini della famiglia con l’agricoltura e il tessile, fino al 2009 quando, anche a causa del forte calo di ordini, i vertici aziendali decidono la chiusura della Manifattura dopo oltre 179 anni di attività. Nel frattempo i Caprotti, nel 1957, hanno avuto modo di partecipare alla fondazione dell’Esselunga

I Caprotti e la famiglia: Anna Zanchi Morpurgo, 1949

Il giorno dell’incidente stradale che lo uccise, il nonno Peppino non era solo. Al suo fianco sedeva una donna che frequentava da un paio d’anni, e riportò gravissime ferite. Scoprirò solo molto tempo dopo che si chiamava Anna Z., e la conoscevamo bene. Negli archivi della Biblioteca Braidense, a Milano, è conservata una serie di ritratti fotografici che ne immortalano la bellezza.

Bernardo Caprotti di Giuseppe e i contributi per Giuseppe Garibaldi

Le simpatie irredentiste di Bernardo possono essere confermate dalla ricevuta dell’Associazione Unitaria Italiana a cui, il 16 novembre 1859, versa 100 lire onde acquistare fucili proposto da Giuseppe Garibaldi per la “causa nazionale”. La somma però, pur non essendo certo bassa, è prudente: solo 100 lire. I denari, quelli veri, sono destinati agli affari.