Guido Venosta – infanzia, formazione e calcio
Mio nonno Guido Venosta nasce nel 1911 a Milano, da Giuseppe, ingegnere e futuro Direttore generale della fabbrica Pirelli a Milano, e da Argia Neri. Guido gioca appassionatamente a calcio, e gli capita spesso di incontrare dei giocatori, alcuni dei quali lavorano alla Pirelli e militano nell’ancor giovane Milan, fondato nel 1899.Guido Venosta – il padre e la Pirelli
Il mio bisnonno Giuseppe Venosta (1880 – 1939), ingegnere, trascorre tutta la sua vita lavorativa alla Pirelli sino a venire nominato Direttore generale nel 1938, pochi mesi prima di morire. Il nonno Guido gli è molto legato, e la sua morte lo sconvolge nel profondo.Guido Venosta – morte del padre: la svolta nella vita
Nel giro di 10 anni, fra il 1939 e il 1949, il padre e la madre di mio nonno Guido Venosta muoiono della malattia che allora si considerava invincibile, il cancro. Questo ebbe un impatto tremendo su Guido, ponendo le basi per quel sentimento che, più di vent’anni dopo, lo avrebbe portato a impegnarsi nell’AIRC.I Caprotti alla lontana: Giuseppe, esploratore a San’a (Yemen), 1880 ca.
Giuseppe Caprotti: è un lontano parente, nato a pochi chilometri da Albiate, che vive a San’a’. In quella che oggi è la capitale dello Yemen, il Caprotti esploratore passerà trent’anni, contribuendo alla diffusione del caffè in Italia – la varietà arabica, che è la più pregiata, proveniva dalla città yemenita di MokhaGiorgina Venosta e Aldo Bassetti, dagli anni’60 al 2021
Fu per Aldo Bassetti che mia madre Giorgina pose fine al soffocante matrimonio con mio padre Bernardo. Poi si lasciarono per un lungo periodo, fino al 1983, quando s’incontrarono di nuovo per non lasciarsi più fino alla morte di lei, nel 2021. Aldo, proveniente da una storica azienda lombarda del tessile, era un tipico caso di “imprenditore illuminato”.I Caprotti: la zia Silvia, sorella del nonno Peppino (1896 – 1994)
Silvia è la sorella di mezzo. Dalle lettere che ci sono rimaste la si vede molto legata alla famiglia. Nel 1922 si fidanza con Ernesto Thomas, che proprio in quell’anno fonda a Brusimpiano, sul lago di Lugano, il lanificio che ancora oggi porta il suo nome, e lo sposa nel 1923. La zia Silvia, che è presente anche nella vita e nell’affetto dei nipoti, figli del nonno Peppino, e che io ho conosciuto da ragazzo negli anni ’80, trascorre tutta la sua vita a Brusimpiano, dove muore assai anziana nel 1994.Il confronto con i Caprotti: la Ercole Marelli e l’innovazione tecnologica
la Marelli non solo segue ma crea anche il mercato, attraverso le continue innovazioni dell’azienda. Similmente si comporta la Caprotti, partendo dall’innovazione tecnologica e dallo sviluppo della fabbrica, pur se in un ambito del tutto diverso e con un prodotto molto più sensibile alle sollecitazioni immediate del mercato.La Manifattura Caprotti e la continuità: tessuti dall’Ottocento agli anni Ottanta del Novecento
Come nel passato, la Manifattura ha continuato nel presente a produrre i suoi tessuti, aggiornando alle mode dei tempi alcuni suoi classici come i quadrettati o i fantasia, prodotti almeno dagli anni Quaranta dell’Ottocento nei colori vivaci che tanto piacevano e mantenuti in produzione, aggiornati nelle preferenze di tessuto e di colore, per più di un secolo ancora.Bruna Colombo a proposito della Manifattura e della famiglia Caprotti
Sto terminando di leggere “Le ossa dei Caprotti” che un’amica mi ha regalato. La ringrazio per quello che racconta, anche con particolari personali
Esselunga, Giuseppe Caprotti racconta a Napoli e Pompei la storia dell’azienda: il libro “Le ossa dei Caprotti”
Esselunga, Giuseppe Caprotti racconta a Napoli e Pompei la storia dell’azienda: il libro “Le ossa dei Caprotti” Martedì 11…












