Il “Blu di Prussia”: dal tessuto al marchio Esselunga

Il “Blu di Prussia” è un pigmento dal colore intenso, ma allo stesso tempo brillante. Mio padre Bernardo [Caprotti] era addirittura ossessionato dal “Blu di Prussia”. E spiega anche il primo logo da lui voluto per l’Esselunga, di colore blu profondo. Probabilmente il passaggio dal marchio Supermarket  al logo blu venne supervisionato dall'Armando Testa, che aveva iniziato a lavorare con mio padre nel 1977

Manifattura Caprotti : la sicurezza sul lavoro in un’impresa tessile

I Caprotti, come i Marelli (con i quali si sarebbero più tardi imparentati), sono stati senz’altro dei precursori, e per molti versi possono venire annoverati tra gli “imprenditori inattesi” , poiché presentano aspetti di modernità, di progettualità, di idee che non avremmo sospettato in persone che producono tessuti dai tempi dei telai nelle case dei contadini, e si occupano quindi di una cosa fredda e impersonale che si chiama “progresso”

Giuseppe Caprotti ospite del Rotary Club Monza Brianza. L’ospite ha presentato il suo ultimo libro, le “Ossa dei Caprotti”.

Oggi Giuseppe Caprotti è anche il presidente della Fondazione Guido Venosta, suo nonno materno. La fondazione nasce con l’obiettivo di diffondere i più alti ideali di cultura e solidarietà e di fatto è impegnata in quattro ambiti: tutela della salute e ricerca scientifica, solidarietà, promozione della cultura, tutela dell’ambiente

I Caprotti e gli “Anni di piombo” (1960 – 1980): Renato Vallanzasca

In questo periodo, i supermercati sono tra i bersagli preferiti di furti e rapine perché di facile accesso e sempre ricchi di contante, banche a cielo aperto, si potrebbe dire: l’Esselunga ormai ha tanti negozi, non solo a Milano, e ogni sera chiamano papà per comunicargli gli incassi della giornata e le rapine avvenute

Giuseppe Caprotti su Le ossa dei Caprotti: «Un libro che mi ha permesso di fare pace con il passato e con mio padre». Il 26 ottobre, ad Assolombarda Monza

Sono grato al presidente di giuria Gianna Parri per essere stato inserito tra i finalisti. Al di là del terzo posto raggiunto, il sostegno e l’apprezzamento dei giurati e dei lettori presenti in sala sono stati confortanti

Giuseppe Caprotti esploratore nello Yemen e i suoi manoscritti arabi alla Biblioteca Ambrosiana

Giuseppe Caprotti nacque a Besana Brianza (MB), alla metà dell’Ottocento. Tra i pochissimi occidentali residenti nello Yemen, stabilì fruttuosi contatti con le popolazioni locali. In oltre 30 anni di permanenza, raccolse una ricca e preziosissima collezione di manoscritti e antichità. La parte più importante finì alla Biblioteca Ambrosiana di Milano...