Il duello, 1957. Nella foto del ballo dei diciotto anni di Lu – sopra – c’è anche Giorgio: lo so dalla didascalia ma non saprei riconoscerlo dall’immagine.
“La vita professionale e personale di Bernardo è costellata di episodi di questo genere. Con il padre di un mio amico si sfida a duello perché papà l’ha preso in giro di fronte ad altre persone, una sua mania. Sacro e profano: la sfida d’altri tempi viene lanciata perché Bernardo si è lasciato sfuggire le parole di troppo in un Autogrill, un’ambientazione non propriamente consona al visconte di Valmont. Un po’ di nobiltà però è d’obbligo, e a fare da testimone viene chiamato il nostro vicino di casa di Milano, il conte Jacini. Per fortuna alla fine non se ne fa nulla. Al giardiniere che cura le aiuole degli uffici di Firenze, nella zona dell’Osmannoro, va peggio: sbaglia a tagliare dei bulbi e sparisce dal lavoro. Il cuoco della mensa di Limito di Pioltello, invece, cuoce il riso nella pentola dove ha fatto la pasta – mio padre si dice celiaco ma fatichiamo a capire se sia vero – e il malcapitato viene cacciato pure lui. In due diverse occasioni, al ristorante, prima in Francia e poi in Svizzera, assisto a scene della malavita. La prima volta Bernardo affronta il cameriere sostenendo di essere “un macellaio” e cerca di insegnargli “come si taglia la carne”. La seconda il pranzo termina con parole non ripetibili”
brano che trovate a pagina 150 di Le ossa dei Caprotti
Nella realtà non è andata così, l’ho saputo da Giorgio che ho rivisto dopo che avevo già scritto il mio libro, questa è la trascrizione del suo racconto:
Bernardo Caprotti e Giorgio Della Seta hanno 9 anni di differenza, il primo è del 1925, il secondo del 1936.
B è un imprenditore mentre G, all’epoca, è ancora uno studente.
Si vedono con molte altre persone un fine settimana a Sestriere.
Ci sono delle ragazze che piacciono ad entrambi.
Sabato c’è una cena e la maggioranza delle persone dopo cena se ne va lasciando il conto a B e G e un altro.
G non ha i soldi.
B gli dice di non preoccuparsi: lui paga e G glieli renderà.
Il giorno dopo si rivedono a Torino in un ristorante – non un Autogrill, purtroppo – e B ha dato ordine di portare una finta cambiale a G, davanti a tutti (della serie “tu sei uno che non paga”), probabilmente per far colpo sulle ragazze (*).
G si offende e sfida a duello B.
Con gli uffici del conte Giovanni Jacini, di Gibi Borromeo e Rossellina Archinto (poi Assessore al Comune di Milano, che in quella veste, ha sposato Laura ed il sottoscritto, nonché editrice e compagna di Leopoldo Pirelli ) la disputa viene ricomposta.
G mi dice che poi mio padre è diventato “gentilissimo” con lui. Non ho osato dirgli che B ne parlava molto male, cosa che mi dava fastidio perché suo figlio Marco è un mio amico dai tempi di Parigi.
(*) la teatralità nella rottura dei rapporti è una costante di B : Giulio Malgara mi ha detto che , prima che si separassero, B lo aveva dileggiato davanti a tutti, avvolgendolo con un rotolo di scontrini…
La cosa bella di questa vicenda è che con Marco Della Seta, figlio di Giorgio, negli anni ’80, a Parigi, è nata una bella amicizia. Da quel dì ci siamo un pò persi di vista perchè lui ha intrapreso la carriera diplomatica ed è sempre in giro per il mondo ma l’affetto rimane intatto.

