Un decennio dopo i due fratelli maggiori anche Claudio convola a nozze, sposando Paola Albera a Firenze, nella magnifica cornice della chiesa di San Miniato al Monte, il 4 luglio 1968.
L’infrangersi delle tradizioni nella tempesta della “Beat Generation” è ben visibile in questa cerimonia allegra, dove la cornice floreale è di semplici margherite, lo sposo e i suoi amici vestono “in borghese” con abiti chiari, la sposa è in abito corto giallo vibrante, un’acconciatura di campanule invece del velo tradizionale. In chiaro anche i paggetti, cioè noi, i nipoti dello sposo: io, impalato con cravatta, un mazzolino in mano e il braccio che in teoria dovrei dare a mia cugina Elisabetta, dietro di lei mia sorella Violetta accanto a Benedetta, sorella minore di Benedetta.
Anche al ricevimento l’atmosfera è molto più informale rispetto a quelli di Bernardo e di Guido: la tavola è semplice, con al centro fiori di campo. Noi bambini siamo finalmente un po’ più rilassati, seduti con le signorine intanto che lo sposo ci fa visita.
Pure questa unione fallisce, dopo la nascita di Andrea e Fabrizio. Col divorzio Paola, che sposa in seguito Orazio Bagnasco, porta con sé Villa Nadina, l’amata casa di Forte dei Marmi, e lascia in famiglia sua sorella Giuliana, seconda moglie di mio padre Bernardo. Lo zio Claudio, a dimostrazione che l’amore non ha età, si è risposato da pochissimo.
Fonti:
Firenze, Archivio di Claudio Caprotti, Archivio fotografico.
Bibliografia:
CAPROTTI, G:, “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”, Milano, 2024/3.
ID., Pubblicazioni. Personaggi: Claudio Caprotti (1960-).

