Nella cover, dietro a papà e mamma, s’intravedono la nonna Marianne e lo zio Giuseppe – Beppe – Venosta, fratello di Giorgina.
Racconta lo zio Claudio, ultimo dei tre fratelli Caprotti, che una volta sistemate le cose dopo la morte tragica e improvvisa del loro padre, mio nonno Peppino, deceduto in un incidente stradale nel giugno 1952, mio padre Bernardo, il primogenito, decide che è ora d’impegnarsi sul serio, il che implica anche sposarsi e metter su famiglia. Lui e il secondo fratello, lo zio Guido (Claudio è ancora molto giovane), iniziano a guardarsi intorno e pochi anni dopo le campane nuziali squillano per entrambi.
Il primo è proprio Bernardo. Incontra mia madre Giorgina Venosta a Forte dei Marmi, dove sempre si ritrova la “meglio gioventù” compresa quella lombarda, si frequentano gli stessi luoghi e le stesse persone, capita d’incrociarsi. Lei è un’adolescente schiva, tra le più belle e intelligenti che frequentano le spiagge nelle estati magiche degli anni Cinquanta, lui un uomo con vent’anni di più, imprenditore di successo, personalità brillante e ricca di fascino. Oltre a questo – e lo spiego nel mio libro “Le ossa dei Caprotti” – Bernardo ai suoi occhi sembra avere alle spalle una famiglia unita, affettuosa e pronta a far quadrato attorno ai suoi membri, mentre lei patisce la separazione dei genitori, avvenuta quando ancora era molto piccola. Lui offre intelligenza, ironia e una casa calda e sicura; lei ha dalla sua bellezza, intelligenza, spirito e il bisogno di una famiglia.
Si sposano a Milano nel novembre del 1958, nella chiesa di San Fedele stipata di invitati e, fuori dai portoni, una folla di curiosi. L’album fotografico mostra gli uomini in tight di prammatica, le donne in modelli esclusivi che contornano la magnifica Giorgina, brillante di giovinezza di un abito di voile tutto pieghe e sinuosità, fatto per risaltare al massimo la figura elegante e longilinea. Al ricevimento cognati, suocere, amici sorridono, la prima delle piccole damigelle d’onore, Diana Theodoli sorellastra di Giorgina, compare in molti scatti coccolata da parenti stretti e acquisiti, il taglio della torta è una festa nella festa, dominato dal sorriso radioso di Bernardo e dal profilo rinascimentale di Giorgina.
Le premesse ci sono tutte, confermate dalla nascita del sottoscritto, nel 1960, e di una figlia, Violetta, nel 1962. Ma a quell’epoca, le premesse sono già andate quasi tutte in fumo, il marito tanto più adulto è opprimente, la famiglia immaginata come perfetta litiga in continuazione, Giorgina presto non ne può più e scappa, creandosi negli anni una sua vita piena e ricca accanto a un altro uomo, prima Guido Somaré, poi Aldo Bassetti. Mio padre, dal canto suo, si risposa anni dopo con Giuliana Albera, sorella di Paola, moglie dello zio Claudio, e avrà un’altra figlia, Marina.
Fonti:
Firenze, Archivio di Claudio Caprotti, Archivio Fotografico.
Albiate (MB), Villa San Valerio, Archivi di Villa San Valerio, Archivio della Manifattura Caprotti, Archivio fotografico di Giorgina Venosta.
Bibliografia:
G. CAPROTTI, “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”, Milano, 2024/3.
ID., “Giuseppe Caprotti. Personaggi: Giorgina Venosta (1940-2021)”.

