Fra i molti matrimoni nella grande famiglia di mia nonna Marianne Maire Caprotti, uno fa scalpore: una delle sorelle di sua madre Fernande Kampmann Maire, la diciannovenne zia Lucie Amélie, sposa un americano!

Il promesso sposo, l’ingegnere civile Julien O. Ellinger, che si presenta con lei l’8 dicembre 1893 davanti al vicesindaco di Épinal è in effetti nato a Baltimora trent’anni prima, il 12 ottobre 1862, figlio maggiore dei fu Samuel ed Emma Wolfe. Nel censimento della città di New York del 1910, i genitori di Julien vengono riportati come nati in Germania, mentre il loro figlio già nel Maryland: è lecito supporre che anche gli Ellinger fossero alsaziani (il nome è diffuso nella zona), e siano emigrati oltreoceano, mantenendo però stretti contatti con la parentela rimasta in Francia.

Julien (Julian, nella sua patria), si porta in America la sposa e il figlio nato da poco. Grazie a una lista di sbarco che ci è rimasta, è facile evocare nella mente le immagini di filmati dei primi del secolo con l’arrivo delle navi passeggere europee ad Ellis Island, nel porto di New York, tra lo sventolio di fazzoletti e un profluvio di coriandoli festosi. Il 29 luglio 1895 dalla nave “La Bourgogne” sbarcano i passeggeri della prima classe tra la generale ammirazione, e fra loro ci sono l’ingegner Julian O. Ellinger, sua moglie Lucie e il loro figlio Alfred, di 10 mesi.

La coppia si stabilisce proprio a New York, a Manhattan, dove la zia Lucie, stando ai censimenti, vive per almeno 25 anni con il marito (che muore nel 1926) e i due figli, Alfred Mallarmé Ellinger (1894-1972, probabilmente così chiamato in onore dello zio materno, il contrammiraglio Alfred Mallarmé cui sua madre è legatissima), e la figlia Marcelle Ellinger sposata Raisbeck, (1898-1999).

Nel giugno del 1947 mio nonno Peppino Caprotti e la nonna Marianne fanno quello stesso viaggio, andando a trovare la zia Lucie e i cugini a Montclair (New Jersey), dove abita Alfred, una piacevole zona residenziale non lontana da New York e da cui si può ammirare una perfetta skyline della città, che qualcuno fissa in un bellissimo disegno ancor oggi conservato con amorevole cura dallo zio Claudio, l’ultimo fratello di mio padre Bernardo. Al loro arrivo da  quel viaggio, i nonni sorridono accanto alla zia Lucie, ormai anziana, e al cugino Alfred (foto sopra).

Quell’incontro segna una data epocale per Peppino e per la Manifattura Caprotti: “Il suo [di Peppino] capolavoro si materializzò dopo la Seconda guerra mondiale. Un cugino di nonna Marianne, emigrato negli Stati Uniti, era entrato nello staff del presidente Harry Truman e Peppino seppe mettere a frutto i suoi consigli per ottenere i fondi del Piano Marshall. La Manifattura Caprotti poté così acquistare dei telai meccanici all’avanguardia, ritornando a essere un’eccellenza dell’industria tessile nazionale. Il successo aprì a Peppino le porte dei circoli milanesi e il nonno dimostrò anche notevoli capacità finanziarie, investendo in Borsa e costruendo un cospicuo patrimonio che, in seguito, i suoi tre figli utilizzarono per acquistare il controllo dell’Esselunga.” (CAPROTTI, “Le ossa”, p. 40).

Invece del mitico zio d’America abbiamo il cugino, non meno prezioso.

p.s.: la scoperta su come si chiamasse e cosa facesse veramente il cugino della nonna è successiva alla stesura del mio libro. Alfred non lavorava per Truman ma aveva un incarico di rilievo in una prestigiosa banca americana che gli aveva consentito di avere conoscenze importanti.

 

 

Fonti:
ETAT CIVIL – ARCHIVES DES VOSGES, EPINAL, «Mariage Ellinger Julien O. et Kampmann Lucie Amélie, 1893 déc. 8».
ELLINGER, Julian O., scheda in MyHeritage.
Lucie Amélie Ellinger (Kampmann) (1874 – d.)“, scheda in GENi.
Mrs J O Ellinger, ‘New York Passenger Arrival Lists (Ellis Island), 1892-1924’
Lucie Ellinger in household of Julian Ellinger, New York State Census, 1905“ e “New York State Census, 1910”
Alfred Ellinger”, scheda in “AncientFaces”.

Bibliografia:
CAPROTTI, G:, “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”, Milano, 2024/3.
ID., “I Caprotti : dal tessile – con la Manifattura – all’Esselunga”, 27/09/2025.
ID., “Mio nonno Giuseppe Caprotti, detto Peppino (1889- 1952), la Prima Guerra Mondiale, la Manifattura tessile e l’Esselunga”, 27/03/2024.

cop
Spunto dal libro: "Le ossa dei Caprotti" Tra Garibaldi, la Cia ed Esselunga, il racconto ben documentato della famiglia che ha rivoluzionato per sempre le abitudini degli italiani.
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