La famiglia Koechlin, alsaziana con suo centro principale a Mulhouse, dove nel 1746 Samuel Koechlin fonda un’industria tessile di primo piano, ha svolto un ruolo significativo nella storia francese: 24 Legion d’onore conferite ad altrettanti membri lo dimostrano. È un clan vastissimo e ramificato, che ha pure un sito Internet (Koechlin.net) per tener quanto più possibile traccia della parentela sparsa per il mondo. Ai Koechlin appartiene la mia trisnonna materna, Climène (1849-1920), figlia di Jules Camille, che nel 1869 sposa Pierre Maire ed è madre del bisnonno Georges Maire, padre di mia nonna Marianne Maire Caprotti.

 

Tra le molte personalità che si sono distinte dalla fine del XIX secolo, una in particolare brilla per genialità e fama: Maurice Koechlin (1856-1946), ingegnere strutturale di grandissimo talento che ebbe un ruolo fondamentale nella creazione di due monumenti iconici del nostro tempo: la Tour Eiffel a Parigi e la Statua della Libertà a New York.

 

Maurice Koechlin nasce l’8 marzo 1856 nel villaggio alsaziano di Buhl. Suo padre, Jean Frédérique, gestisce una fabbrica di filatura e tessuti e Maurice scopre molto presto le esigenze dell’era industriale. Nel 1873, quando l’Alsazia passa definitivamente sotto il dominio prussiano dopo la guerra franco-prussiana, il padre decide di mantenere la cittadinanza francese; quello stesso anno viene mandato a studiare ingegneria al Politecnico federale di Zurigo, dove si distingue subito come uno dei giovani geni della meccanica contemporanea.

Laureatosi nel 1877, Koechlin si trasferisce in Francia dove lavora come ingegnere per la “Compagnie des chemins de fer de l’Est”. L’ingegneria francese sta vivendo un periodo d’oro, e uno dei suoi rappresentanti più brillanti è Gustave Eiffel, la cui società costruisce numerosi ponti ferroviari in Francia e all’estero. Nel novembre 1879 Maurice Koechlin, a 23 anni, diventa ingegnere capo alla Eiffel, e lavora con Émile Nouguier, ingegnere specializzato nell’organizzazione dei cantieri presso Eiffel.

Gustave ha bisogno di un tecnico di talento, perché la sua società è stata incaricata di realizzare un progetto di eccezionale prestigio. Lo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi deve far costruire la colossale «Libertà che illumina il mondo» che la Francia vuole offrire agli Stati Uniti per commemorare l’alleanza dei due paesi durante la Guerra d’indipendenza americana (1775-1783). Alcune parti della statua sono già state realizzate ma resta da capire come mantenere in verticale l’enorme statua ricoperta di lastre di rame.

Per prima cosa Bartholdi va ad Arona, sul Lago Maggiore, dove sorge la Statua di San Carlo Borromeo, realizzata nel Seicento: alta 23 metri, più di 35 col piedestallo – quanto un palazzo di 10 piani-, è in lamina di rame fissata su un’anima di mattoni entro cui si può accedere, quindi perfetta fonte d’ispirazione (ancora oggi è la seconda statua del mondo per altezza proprio dopo la Statua della Libertà). Ma per vari motivi il progetto con i mattoni viene abbandonato, e Bartholdi si rivolge a Eiffel. Koechlin è il progettista strutturale dello scheletro, occupandosi principalmente del calcolo della struttura portante e della statica. “Lady Liberty” viene inaugurata in gran pompa a New York nel 1886, ma Maurice rimane lontano dai riflettori. Solo nel 1936, in occasione del cinquantesimo anniversario della statua, la stampa scoprirà il determinante contributo del discreto ingegnere, rendendogli gli onori che merita.

Il più grande colpo di Maurice Koechlin è però la Torre Eiffel. All’inizio del 1884, la Francia vuole organizzare un’esposizione universale per celebrare l’anniversario della sua Rivoluzione, e Gustave Eiffel, abilissimo nel procurarsi commesse incredibili come questa, se ne aggiudica l’esecuzione. Solo ventottenne, Koechlin concepisce il progetto originale insieme a Émile Nouguier e gestisce le fasi di costruzione, trasformando un’idea ambiziosa in un monumento iconico. Pur essendo la torre intitolata al suo capo, che acquista i diritti di brevetto del progetto dai suoi due ingegneri, è Koechlin a creare il concetto iniziale di un’imponente struttura metallica formata da quattro pilastri che si uniscono in cima.

Maurice continua a lavorare fino a 86 anni, nel 1940; muore sei anni dopo, il 12 giugno 1946, nella sua casa svizzera di Veytaux, presso Ginevra.

Durante tutta la sua carriera scrive moltissimi articoli e tre libri; nel 1902 viene nominato Ufficiale della Legion d’Onore, degno coronamento di un’opera continua e particolarmente rilevante. In tempi recenti, in omaggio ai due creatori della Torre Eiffel, il passaggio esterno tra i pilastri sud e ovest al primo piano è stato rinominato “Rue Maurice Koechlin et Emile Nouguier”.

 

Fonti:
Firenze, Archivio di Claudio Caprotti, Archivio fotografico.
Climène Sylvanie Marie Octavie Françoise KOECHLIN, Arbre Généalogique Familial par D.Pradier001, voce in «Filæ. Registre des naissances en France – Etat civil à partir de 1529».

Bibliografia:
«Famille Koechlin», article de «Wikipédia. L’encyclopédie libre».
Nicolas Stoskopf. «La face cachée de la famille Koechlin. Annuaire historique de Mulhouse», 2023, 34, p. 53-61. ffhalshs-04392808f.
LA TOUR EIFFEL (sito ufficiale), “Maurice Koechlin, The Engineer Without Whom the Tower Would Not Exist”, Article in “History and Culture”, Thursday 5 May 2022, Modified the 05/05/22.
STALDER. H., Le «magicien du fer» suisse, in Blog Schweizerisches National Museum.Musée National Suisse. Museo Nazionale Svizzero.
C. FIVET, D. ZASTAVNI, and J. A. OCHSENDORF, “What Maurice Koechlin’s scientific contribution tells about his life (1856-1946)”, January 2015.
KOECHLIN, Maurice, Article From “Wikipedia, the free encyclopedia”.
Maurice Koechlin, scheda sul sito della famiglia Koechlin, Koechlin.Net.
Statue of Liberty, Article from “Wikipedia, the free encyclopedia”.

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Spunto dal libro: "Le ossa dei Caprotti" Tra Garibaldi, la Cia ed Esselunga, il racconto ben documentato della famiglia che ha rivoluzionato per sempre le abitudini degli italiani.
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