In questi giorni a Bruxelles decisione sul sistema dei dazi agevolati sugli arrivi dal Sud Est asiatico. Le industrie risiere: il prodotto già lavorato costa come quello grezzo nella Ue
Import agevolato (e a basso costo), surplus globali, insieme a svalutazione del dollaro, riduzione dei noli e impatto della crisi climatica sui produttori stanno mettendo a dura prova la tenuta della filiera risicola italiana.
L’ultimo allarme per una concomitanza di fattori «che non sono gestibili dalla filiera» arriva dall’Airi, l’Associazione delle industrie risiere che da qualche anno, scaduta la clausola di salvaguardia europea che l’Italia era riuscita faticosamente a far attivare a Bruxelles, fronteggia la ripresa dell’import a dazio zero dai grandi produttori, arrivata a coprire oltre 60% degli acquisti totali europei.
Riso in gran parte già pronto e confezionato, venduto a prezzi insostenibili per i produttori continentali: oggi via Rotterdam arriva un riso bianco lavorato a 400 euro per tonnellata; le varietà concorrenti europee costano almeno il doppio, 800-1.000 euro. In Italia con 400 euro si compra una tonnellata di risone, materia prima agricola che poi dev’essere trasportata, stoccata, lavorata e confezionata… Il Sole 24 ore
Sulle clausole di salvaguardia leggi qui.

