Finita la Grande guerra e finalmente smobilitato, il nonno Peppino, giovane e pieno di vita, avrebbe forse desiderato passare più tempo a divertirsi, ma il padre, il bisnonno Bernardo, ha altri progetti, e lo iscrive a una delle migliori scuole per la formazione del personale e dei dirigenti delle manifatture tessili, dato che anche lui sarebbe entrato nell’azienda di famiglia ad Albiate, la Manifattura Caprotti.

La scuola si trova in Francia, a Épinal, sita nella regione dei Vosgi, Grand Est. Fa parte di un grande comprensorio industriale che si snoda lungo la valle della Mosella, decollato dopo la guerra franco-prussiana del 1870, quando i transfughi alsaziani che scelgono di rimanere francesi passano la “Linea Blu”, il confine dei Vosgi, portando le loro fabbriche, le loro capacità, i loro capitali.

Siamo nel 1922. Intanto che frequenta i corsi all’ “École supérieure de filature et de tissage de l’Est», il giovane Caprotti si dedica con entusiasmo ai rapporti con l’altra metà del cielo, compresa una breve relazione con una donna sposata che provoca continue crisi d’ansia ai genitori. Poi, tutto cambia.

Si dà il caso che in città viva una graziosa ragazza, Marianne Maire, figlia d’un dirigente di una delle industrie tessili. È un colpo di fulmine potente e definitivo. Nel giugno del 1923 Peppino si diploma, nell’agosto la sorella Silvia lo complimenta per le partecipazioni di fidanzamento, i due promessi si scattano decine di fotografie colme di sorriso. Un anno dopo, il 6 settembre 1924, Peppino e Marianne si sposano a Épinal, per trasferirsi poi in Italia, ad Albiate, in Brianza, dove i Caprotti hanno la casa di famiglia e la loro manifattura tessile.

Attendono Marianne un matrimonio riuscito per tanti anni, purtroppo finito all’improvviso, nel 1952, a causa di un incidente automobilistico in cui Peppino rimane ucciso. E Marianne è costretta  a guardare la realtà in faccia: suo marito, al momento dell’incidente, era in auto con Anna Zanchi Morpurgo; tre figli che cambieranno il costume sociale italiano del dopoguerra adottando dagli Stati Uniti il supermercato, mai visto prima; molti amici, molti dolori, una vita  che si chiude con una punta di amarezza perché la nonna è ormai, da tanti anni, isolata da gran parte della famiglia. Muore il 19 aprile 1983 a 77 anni, in piazza Belgioioso a Milano.

 

Bibliografia:
«MAIRE, Georges», voce in «Filæ. Registre des naissances en France – Etat civil à partir de 1529».
FOCUS. «L’Industrie textile dans le Pays d’Epinal», p. 20.
«École supérieure des industries textiles d’Épinal (ESITE)», voix dans «Wikipédia, L’enciclopédie libre».
G. CAPROTTI, “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”, Milano, 1924/3.
ID., ” ‘Le ossa dei Caprotti’ “. I Caprotti al femminile: mia nonna Marianne Maire, anni ’20. Spunti dal libro”.
ID., “Uderzo, Asterix e la mia nonna Marianne”, 26/03/2020
ID., “La cucina è un arte? A proposito di Marianne Maire in Caprotti, mia nonna”, 21/08/2024.
ID., “ ‘Le ossa dei Caprotti’. I Caprotti e gli architetti: Luigi Caccia Dominioni e il “caratterino” di nonna Marianne. Spunti dal libro”.
ID., “I Caprotti : il conflitto tra i fratelli Claudio, Guido e Bernardo visto da Marianne Caprotti”, 01/05/2014.
E. SÀITA, “I Caprotti : aspetti privati dal ‘600 alla Seconda Guerra Mondiale”, 15/09/2011.

cop
Spunto dal libro: "Le ossa dei Caprotti" Tra Garibaldi, la Cia ed Esselunga, il racconto ben documentato della famiglia che ha rivoluzionato per sempre le abitudini degli italiani.
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