Redatto l’11 gennaio 2025, aggiornato il 5 gennaio 2026 . Sopra : pasta BF in promozione accanto a pasta Voiello (Barilla).
Partiamo da questo spunto : Vecchioni (Bonifiche ferraresi): “Tra 10 anni saremo il primo gruppo agricolo al mondo”.
Jolanda di Savoia (Fe) – In dieci anni Federico Vecchioni ha trasformato una società agricola da 9 milioni di fatturato in un colosso da 1,3 miliardi e una capitalizzazione superiore al miliardo. Sono i numeri della holding Bf, quotata dal 2017 a Piazza Affari.
Nel 2014 ha rilevato gli asset di Bonifiche ferraresi, storicamente di proprietà della Banca d’Italia e oggi l’azionariato vede Dompè con il 24,98%, Federico Vecchioni attraverso club deal Arum con il 23,09%, Fondazione Cariplo con il 7,29%, Eni con il 5,32%,Ismea [lo Stato italiano] con il 4,32%, Intesa Sanpaolo con il 4,27% e altri.
La holding, oltre a possedere terreni agricoli, si occupa di sementi, agricoltura di precisione, trasformazione (con varie partecipazioni in aziende), e distribuzione con NaturaSì.
Intervistato sull’ultimo numero di Capital, l’Ad Vecchioni, che è anche proprietario del 25% dell’editore di Panorama e La Verità, dichiara: “Siamo stati capaci per la prima volta di integrare agricoltura, industria e finanza, e di avere una visione di
grande respiro. Poi c’è stato anche un incontro tra me e Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, ma questa è una storia lunga da raccontare”.
Tra 10 anni, prosegue, Bf sarà “il primo agricoltore del mondo: un grande gestore del capitale terra mediante alte tecnologie, un’impresa agricola in grado di muoversi su diverse tipologie, diversi continenti e diverse vocazioni. […] Oggi non c’è al mondo nessun operatore agricolo integrato come noi, con le nostre dimensioni”. E il motivo, conclude, è che “c’è stata una sottovalutazione della terra come investimento di lungo periodo“.
Da notare che BF è presente in Algeria, Costa d’Avorio, Senegal, Angola.
Per un aggiornamento leggi : Algeria: Bonifiche Ferraresi investe in bovini, latte e foraggi. Sull’argomento Enzo di Rosa, su LinkedIN, ha aggiunto: “l’Italia ha destinato all’Algeria, per la produzione di grano e legumi, ben 420 milioni di euro per favorire il gruppo Bonifiche Ferraresi (BF) azienda legata a Filiera Italia costola agro-industriale di Coldiretti per coltivare in Algeria 36.000 ettari di deserto a grano duro con i soldi dei contribuenti Italiani”
E ha intenzione di entrare in Ghana, Egitto, Kenya e altri paesi.
Sotto : nella foto si riconoscono Federico Vecchioni, Ettore Prandini , presidente di Coldiretti e Francesco Lollobrigida , ministro dell’agricoltura delle foreste e della sovranità alimentare.


E infatti il fatto che Bonifiche ferraresi, si presenti come il paladino dei piccoli produttori : “dal grano alla pasta per aumentare il reddito degli agricoltori” non convince affatto, visti i prezzi stracciati praticati da BF.
Da notare – lo ripetiamo – che BF possiede anche Naturasì , il cui fatturato non batteva l’inflazione e che i conseguenza non stava andando benissimo (anche se, per fortuna, il 2025 sembra andare finalmente controtendenza)
Forse, invece di voler essere una sorta di conglomerato, presente in agricoltura ma anche in produzione e distribuzione, BF potrebbe dare una bel contributo “politico” al biologico che non sembra più essere tanto alla moda: Il bio non se la passa bene nemmeno nei supermercati e il mondo della pasta sembra saturo.
Con quella di Naturasì e con quella di Coldiretti , molto vicina a BF – i tipi di pasta di cui stiamo parlando sono tre. E di tre nuovi marchi di pasta non se ne sentiva proprio la necessità sugli scaffali dei supermercati italiani.
A maggior ragione se come afferma Vecchioni “Il cibo non è un tema economico, ma geopolitico” sarebbe il caso di rinforzare l’agricoltura italiana e non di affossarla con iniziative promozionali molto aggressive.
C’è poi il tema del piano Mattei sul quale ci si domanda : “chi stiamo favorendo: gli italiani o gli africani?” (il Piano Mattei per l’Africa potrà contare su una dotazione iniziale di circa 5 miliardi e 500 milioni di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie).
. Sotto trovate la risposta di Vecchioni.
Perchè se BF è in Algeria, Costa d’Avorio, Senegal, Angola, Ghana, Egitto, Kenya, Tunisia ed Etiopia, la Sicilia – ad esempio – è obiettivamente in difficoltà, non solo a causa del problema riguardante l’acqua.
C’è il poi il problema della trasparenza : BF ha già iniziato a seminare ma nessuno sa assolutamente nulla dei risultati. Era stato promesso un report a giugno 2025 ma non è mai stato pubblicato.


