Risposta : Per farlo penso sia sufficiente guardare alle esperienze internazionali e agli standard raggiunti da diversi retailer nord europei. Chi ha raggiunto questi standard sta addirittura accelerando sullo sviluppo delle Mdd. È quello che vogliamo fare anche noi. Parliamoci chiaro: oggi non c’è differenza di valore fra i prodotti dell’Idm, Industria di marca, e quelli delle Mdd, i nostri prodotti. Tutto dipende da come si comunicano e come li si fanno vivere sugli scaffali.
Domanda: Certo. Ma come farete a passare dal 24 al 50%?
Risposta: È una questione di volontà, strategica e operativa. In Italia molti consumatori sono ancora appassionati alle marche, ai brand industriali. Ma se li mettessero a confronto con le Mdd si accorgerebbero che sono sostanzialmente eguali, soprattutto nella qualità…
Poi sicuramente, come sostengono sia Luigi Rubinelli per il marchio privato, che Mario Gasbarrino per le “grandi marche” va fatta una selezione, con un assortimento più focalizzato. Se ne è parlato il 18 marzo 2026 a Parma.
Sulle quote del marchio privato in Europa leggi qui. Sotto una domanda su LinkedIN e la mia risposta in merito.
Pubblicato il 18 marzo, aggiornato il 19 marzo 2026



