Tenuta delle Ripalte è un luogo splendido in un’isola splendida, chiuso fra cielo, mare e terreni coperti di foreste e di vigne. A fine Ottocento un imprenditore italo-svizzero, Oscar Tobler, compra diversi ettari di terreno in quella zona benedetta e ancora scarsamente popolata, dove nel tempo crea fattorie, coltiva la terra e costruisce una villa padronale.
Poco prima della Seconda guerra mondiale la tenuta , che all’epoca si chiamava “di Capo Calamita”, viene acquistata da Umberto Quintavalle, vicepresidente della Magneti Marelli nonché mio bisnonno materno, che ne fa un luogo di delizie soprattutto per la caccia, ma anche per il diporto di parenti e amici. Questo causa il graduale declino delle attività agricole, dato che i Quintavalle non se ne interessano. Oltre a ciò, alcuni ettari della tenuta sono espropriati per aprire le Regie Miniere onde estrarre la magnetite, l’oro dell’Elba.
Quando il bisnonno Umberto muore in un incidente di montagna, nel 1959, la proprietà passa a una delle sue figlie, mia nonna Luisa Quintavalle, sposata in seconde nozze al marchese Nicolò Theodoli.
Con lei, i periodi estivi alle Ripalte sono uno dei più bei ricordi dell’infanzia: la nonna Luisa ci scorazza in jeep nella tenuta di caccia, con i cani Pluto, Ambrogio e Uchi [sotto mentre scappa dalle braccia della zia Diana], tra lepri, fagiani, pernici e barbagianni. Adoro la natura selvaggia di quell’angolo dell’Elba tra animali, boschi e minerali ferrosi.
Violetta ed io trascorriamo anche giornate intere in spiaggia, nella pineta davanti alla casa o nel tennis abbandonato, giocando con Bruno, figlio del guardacaccia, che ama segretamente Violetta; e Andrea – detto Andretta -, figlio dell’ adorato autista della nonna Celestino, che invece non la sopporta.
Quando la nonna non può più permettersi un autista, Celestino va a lavorare per Gina Lollobrigida il cui figlio, Milko [Skofič], sarà a scuola con me in Svizzera, all’Institut Le Rosey. Il continuo incontrarsi dei percorsi della vita a volte è sorprendente.
Gli ultimi anni di mia nonna Luisa, in effetti, sono molto difficili. Deve vendere quasi tutto, e fra il 1976 e il 1978 se ne va anche il paradiso dell’Elba.
Oggi è diventato un resort turistico, “Costa dei Gabbiani”, pur mantenendo la vocazione agricola e producendo da vigne proprie vini molto apprezzati. Per me la Tenuta delle Ripalte rimane un grande rimpianto, anche se abbellito dai ricordi.
Fonti:
Albiate (MB), Villa San Valerio, “Archivi di Villa San Valerio”, “Archivio fotografico Giuseppe Caprotti”
Bibliografia:
G.CAPROTTI, “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”, Milano, 2024/3.
ID., “”Le ossa dei Caprotti”. I luoghi dei Caprotti: Isola d’Elba, Tenuta delle Ripalte, Comune di Capoliveri, anni ’60 – ’70. Spunti dal libro”.
Sito della Tenuta delle Ripalte, Costa dei Gabbiani, Isola d’Elba.
A. LI CALZI, “Tenuta delle Ripalte: un viaggio nel cuore dell’Elba”, su “L’ Acquabuona”, Marzo 27, 2026.

