Sopra : JBS possiede Rigamonti in Italia
Un nuovo studio condotto su 33 tra i più grandi produttori mondiali di carne e latticini rivela una realtà allarmante: dietro le promesse di sostenibilità si celerebbe un’operazione di greenwashing quasi totale. Secondo l’analisi, l’agricoltura animale è responsabile di almeno il 16,5% delle emissioni globali di gas serra (GHG). Nonostante ciò, le strategie di comunicazione delle aziende sembrano mirate più a rassicurare investitori e consumatori che a produrre un reale cambiamento…
Danone e Nestlé sotto la lente
Lo studio cita giganti del settore che dominano la scena globale. Danone detiene il primato per il maggior numero di dichiarazioni ambientali totali (106), mentre Nestlé guida la classifica per le promesse future (55). In termini di investimenti, Nestlé ha dichiarato di aver destinato circa 4 miliardi di dollari a iniziative per il “net-zero”, rappresentando la stragrande maggioranza del capitale ambientale dichiarato dalle aziende del campione.
Il report critica le promesse definendole spesso “proiezioni future non verificabili” che mancano di piani di attuazione chiari e pratici. Nonostante l’elevato numero di dichiarazioni, lo studio rileva che quasi nessuna di esse è supportata da prove scientifiche autorevoli.
Delle 1.233 affermazioni totali analizzate nel settore, solo 3 erano supportate da letteratura scientifica, e nessuna di queste tre apparteneva a Nestlé o Danone (le aziende citate per il supporto scientifico sono Fonterra, California Dairies e Perdue).
Il caso Jbs
Molte di queste promesse mancano di trasparenza. Il colosso brasiliano Jbs, la più grande azienda di carne al mondo, è stato citato per aver annunciato l’obiettivo “net zero” entro il 2040, subendo però una causa legale dalla Procura Generale di New York con l’accusa di aver diffuso affermazioni fuorvianti senza un piano concreto.
L’affermazione è stata definita fuorviante poiché la società non avrebbe un piano chiaro, trasparente e realizzabile per raggiungere tale obiettivo. Anche altre aziende come Tyson Foods, Danish Crown, Arla Foods e Fonterra sono finite al centro di contestazioni legali o critiche per pubblicità ingannevole…
Tutto ciò avviene mentre l’Italia recepisce una direttiva contro il greenwashing ed entra in vigore l’accordo Mercosur, per il quale – negli alimenti – la trasparenza sarà fondamentale.
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Sotto: stabilimento di JBS


