La recensione vera e propria l’ho messa su Amazon: 5 stelle e commento positivo (col mio nome palese e in data di oggi, qualora desiderasse leggerla). Ma, più che farne una ripetizione, mi sembra più utile qui offrire uno spunto di riflessione.
Ha mai pensato, o saputo, che il Suo babbo fosse affetto fin da giovane da disturbo narcisistico di personalità? Sa quali sono gli effetti del narcisista sulle proprie vittime? E’ terribile e disumano quello che possono fare a chi li circonda: manipolano consapevolmente le persone per puro tornaconto personale, le distruggono, e se qualcuno tenta di opporvisi arrivano a uccidere (agghiacciante ma illuminante quel gelido “pensavo che ti saresti sparato”).
Lei è stato la sua vittima più colpita perché aveva abbastanza carattere da non soccombere e sufficiente forza da tentare di rimanergli vicino per anni. E’ stata la Sua condanna. Anche se le vittime non hanno nessuna colpa: senza aiuto è difficilissimo rendersi conto con chi e con che cosa si stia avendo a che fare.
Da queste persone non ci si salva se non con la fuga e la totale interruzione dei rapporti, non c’è altra via (questo ci dicono gli psichiatri), e comunque se ne esce devastati e con cicatrici profondissime, ci si mettono anni a ricostruirsi.
Che Lei fosse forte lo dimostra il fatto che ce la sta facendo: quando ne parla si capisce che il dolore è ancora enorme, ma già il parlarne e condividere fa benissimo e aiuta tanto.
Lei ha tutta la mia comprensione, vorrei tanto poterLa abbracciare e farLa sentire meglio. Una luce però posso offrirgliela: è durissima e ci vogliono anni, ma se ne esce.
Con stima.
Maria Cristina Piazza, 2/4/24

