“L’impatto dell’inflazione negli anni dell’euro si è fatto sentire più in Spagna che in Italia, ma a conti fatti i big dell ‘area, compresa Madrid , hanno visto crescere il potere d’acquisto.

Tutti tranne il nostro Paese, che si è scoperto più povero. Lo dimostra la retrospettiva scattata da Sole 24 Ore del Lunedì con l’aiuto di Ref Ricerche (*)in occasione del ventesimo anniversario della moneta unica (**)…”.

L’inflazione annua dell’area euro è stata dell’1,7%, quella dell’Italia dell’1,8% e in Spagna del 2,2% ma

“il nostro Paese è l’unico con il potere di acquisto in calo: – 3,8% in 20 anni. Invece in Spagna , cresce del 15,7%…

il problema appare , dunque, tutto italiano. L’euro poteva essere l’occasione per rilanciare l’economia, ma così non è stato. A pesare è stato un mix di fattori: la bassa  crescita del Pil, la stagnazione della produttività e l’abbandono della politica industriale. Poi è subentrata la crisi. In Italia la politica fiscale è diventata restrittiva, mentre la Spagna è riuscita a evitare un rientro brusco del deficit, ha avuto più risorse per combattere gli effetti della recessionew sui bilanci familiari e non ha dovuto aumentare la pressione fiscale sulle famiglie”

(*) in questo pezzo i virgolettati sono di Fedele De Novellis, responsabile congiuntura del Ref.

(**) il 1° gennaio 2019

Trovi la versione on-line ( che purtroppo non è completa ) dell’articolo qui.

Sull’euro leggi anche questo articolo.

Sotto: in Italia – e solo in Italia, tra i big dell’area euro – il reddito disponibile è cresciuto meno dei prezzi (inflazione).

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