a seguito dello scandalo legato alla vendita di bambole pedopornografiche. Nonostante la popolarità di Shein – un sito visitato da oltre 4,4 milioni di persone al giorno in Francia – il governo sta intraprendendo una battaglia legale senza precedenti per costringerlo a chiudere, anche se ciò significa aggirare la legislazione europea. “Su istruzioni del Primo Ministro”, si legge nel comunicato stampa, il governo di Sébastien Lecornu intende sospendere “Shein per tutto il tempo necessario affinché la piattaforma dimostri alle autorità che tutti i suoi contenuti sono finalmente conformi alle nostre leggi e normative ” .
Sotto : gendarmi davanti al magazzino BHV, a Parigi, dove Shein ha appena aperto uno spazio di vendita di 1’500 mq. e alcune riflessioni sull’inaffidabilità e l’illegalità praticata, in alcuni casi, senza controllo, da siti cinesi (c’è anche Temu) che è l’argomento principe del governo francese su questo tema.
Il fatto che, per ora non ci sia riuscito, significa che almeno il problema – che è molto rilevante – è stato finalmente sollevato.
Aggiornamento: Il tentativo di bloccare Shein sembra per ora rientrato. Il governo francese sta invece puntando su una tassazione di 2 € per ogni articolo importato da paesi extra-UE, come misura contro le piattaforme cinesi di “fast fashion. Ci riuscirà? E dovrebbe farlo anche l’Italia?
In Italia, infatti, si discute una tassa di 2 euro sui piccoli pacchi extra-UE, proposta per la manovra economica 2026.
La misura colpirebbe i pacchi fino a due chili di peso provenienti da Paesi extra-UE – quindi soprattutto dalla Cina – e avrebbe l’obiettivo di reperire nuove coperture di bilancio e, al tempo stesso, contrastare la concorrenza sleale dei colossi digitali come Shein e Temu, che prosperano in Italia grazie a piattaforme online su cui vendono prodotti a prezzi stracciati.
Redatto il 6 novembre, aggiornato il 13 novembre 2025



